28 novembre 2016

Royal Enfield, gusto vintage e tecnologia moderna

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Abbiamo provato la gamma 2016 di queste moto dal sapore antico. Tanto simili quanto diverse tra loro, e con un fascino ineguagliabile

L'intento di queste moto è quello di distinguersi (e ci riescono bene) dal mercato moderno grazie a una produzione senza alcun macchinario computerizzato. Sì, queste Royal sono fatte praticamente a mano, una ad una. Ci vuole una settimana per portarne a termine una, avvitando e registrando tutto manualmente. Persino il filetto dorato sul serbatoio è dipinto a mano. E il collaudo? Niente banco, ogni moto fa un giro di prova col suo collaudatore.

Bullet 500 - Nata nel 1932, la Bullet resta tutt'oggi l'icona del Marchio, la moto con la produzione più longeva e mai interrotta dal lontano anno del suo debutto sul mercato, quando fu data in uso alle forze armate britanniche durante la Seconda Guerra Mondiale. Oggi Bullet accompagna gli uomini dell'esercito indiano, portando avanti orgogliosa la sua bandiera. Nel 1957 il pilota Johnny Brittain vinse la Six Days Scottish Trial proprio in sella ad una Bullet.

Il motore, in bella vista sotto al serbatoio, è un OHV monocilindrico a 4 tempi da 499cc, ovviamente raffreddato ad aria, alimentato ad iniezione elettronica. La sua potenza massima dichiarata è di 27,2 cavalli (20 kW) a 5.250 giri, mentre la coppia misura 4,2 kgm (41,3 Nm) a 4.000 giri. Il telaio è un semplice tubolare in acciaio; le sospensioni sono affidate a una forcella idraulica e a un forcellone oscillante con ammortizzatori riempiti a gas. Veniamo ai freni: il disco da 280 mm davanti,  tamburo al posteriore, manco a dirlo. Immancabili i cerchi a raggi da 19". Lunga percorrenza garantita col serbatoio da 14,5 litri. 

Stile classico, praticità moderna - Comoda, leggera nonostante la bilancia segni circa 180 kg è facilissima da guidare, col manubrio piccolo e ricurvo. Il monocilindrico borbotta che è un piacere e le cinque marce si infilano via veloci. Non tiratele o la vostra Bullet vibrerà di disappunto. Tra tutte le caratteristiche quella che più ci ha piacevolmente colpito è la trasmissione: frizione mai sentita tanto burrosa e cambio rumoroso il giusto, preciso e morbidissimo. Anche la frenata non ci delude, e la sella bassa (800 mm) aiuta nelle manovre o nelle frenate di emergenza. Prima di provarle non avremmo mai immaginato che queste Royal Enfield potessero essere tanto facili e divertenti. Il prezzo? 4.790 Euro, per la Bullet che è la meno cara.

Classic 500 - Nelle sue declinazioni Chrome, Battle Green, e Desert Storm, oltre ad un'infinità di colorazioni del serbatoio. Queste Classic sono una più bella dell'altra. Il motore è lo stesso che equipaggia la Bullet e tante sono le caratteristiche comuni. Cambiano i cerchi, sempre a raggi ma da 18" e cambia la linea, anche se non moltissimo, più cicciosa e ancora più vintage, ha davvero l'aria di una moto militare. Leggermente differente anche il manubrio, un po' più alto e confortevole.

Adatta per tutte le occasioni - Alla guida è quella che abbiamo preferito. Agile, leggerissima e incredibilmente divertente. Queste motociclette passano, volontariamente o meno, un messaggio che ci è arrivato ben chiaro: ci si può divertire anche con pochi cavalli, godendosi la guida e il paesaggio. Sì perché la Classic, così come la Bullet, non disdegna affatto le gite fuoriporta, forte dell'instancabile motore e di un comfort degno di una GT. La sella è monoposto, a molle, ma una comoda seduta per il passeggero è prevista come optional. Il prezzo per la Classic sale a 5.190 Euro, 200 in più per la versione Chrome.

Continental GT - E qui si cambia totalmente registro. La Continental GT è forse l'unica moto di serie che sposa al 100% il concetto di cafe racer. È una 2016 ma sembra saltar fuori da un passato di gare. Royal Enfield la omaggia di un paio di cavalli in più e di una coppia ancora più poderosa. Il motore, non da 499 cc come le sorelle ma da 535 (ottenuti aumentandone l'alesaggio da 84 a 87 mm, sempre con corsa da 90). È bello in vista sotto al piccolo e strettissimo serbatoio da 13,5 litri. Quanto alle sue prestazioni, la potenza sale 29,1 cv (21,4 kW) a 5.100 giri, con coppia aumentata a 4,5 kgm (44 Nm), sempre a 4.000 giri. 

Attualmente la linea è curata da Xenophya Design, Regno Unito. Il telaio a doppia culla è Harris Performance, sempre GB e gli ammortizzatori posteriori portano la firma Paioli. La frenata (disco da 300 mm all'anteriore e 240 al posteriore) è affidata niente poco di meno che alla nostra Brembo. Fianchetto in tinta, sella monoposto e codino bombato. Più cafe racer di così, non ce n'è. C'è anche la pedivella per l'accensione. I semi manubri bassi e stretti ne completano la carta d'identità. Debuttò nel 1965, come moto da 250 cc più veloce della Gran Bretagna, aveva 21 cavalli.

Un genere che non conosce crisi - Quello della cafe racer è un mondo che non muore mai, che può piacere o meno, ma che resta tutt'ora in voga dagli Anni '60. Scordatevi del comfort e della guida spensierata, questa GT va portata a spasso con una certa grinta. Il polsi devono sobbarcarsi il peso del guidatore, le leve sono meno morbide, idem il cambio. Il motore è più nervoso e la frenata decisa. Gli ammortizzatori hanno una taratura votata più alla sportività che all'incassare le asperità, la sella è alta e il serbatoio si lascia stringere tra le ginocchia. Insomma, questa Continental la si sceglie più che altro perché è bella. Bella e perfettamente in linea con la tendenza del momento. La si porta a casa, per5.790 Euro, e non si deve nemmeno passare dal preparatore, perché ha già davvero tutto di serie. E' disponibile in nero, rosso o verde scuro.

Pregi e difetti:

  • Guidabilità, fascino vintage
  • Qualche vibrazione agli alti regimi

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