19 gennaio 2017

Ducati Scrambler Desert Sled. E allora giochiamo!

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La Casa italiana ci ha preso gusto. Dopo la Multistrada Enduro è ora la volta della Scrambler col tassello. Ha telaio, sospensioni e cerchi fatti per giocare nello sterrato. Ci riesce? Ecco la nostra prova

Ma allora quelli della Ducati ci hanno preso gusto. Dopo la Multistrada Enduro  ora si sono messi a "tassellare" anche la modaiola Scrambler. Non si sono risparmiati. Potevano piazzare due cerchi a raggi con gomme tassellate e il gioco era fatto. Nossignori, la Desert Sled (slitta da deserto, così si chiama) è una moto nuova anche nel telaio e nelle sospensioni.

Della Scrambler che conoscete restano il motore e il serbatoio. Il nome richiama le moto fatte negli anni 60 e 70 dai motociclisti della SoCal per correre fra Baja e Mojave, anticipando le entrofuoristrada che avrebbero fatto furore nel decennio successivo. Le basi di partenza erano stradali a cui venivano cambiati cerchi e sospensioni.

La Desert Sled sfrutta il motore Desmodue da 803 cc (75 cv a 8.250 giri e 68Nm a 7.750 giri le prestazioni dichiarate). La base di partenza è per molti versi la Urban Enduro, rispetto alla quale arrivano modifiche al telaio e alle sospensioni.

Troviamo anche le ruote a raggi (l’anteriore è da 19” per affrontare anche il fuoristrada leggero), il paramotore, i parafanghi alti e la griglia sul faro. La seduta è più alta rispetto alle altre Scrambler; la sella è a 860mm, ma è possibile abbassarla con la sella optional che riduce il valore di 20mm.

Ma adesso scorpiramo come va nella nostra prova video.

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