22 gennaio 2017

WRC Montecarlo: crash di Neuville, Ogier leader

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MON

Asfalto asciutto, lastre di ghiaccio e anche qualche tratto innevato al Montecarlo 2017

Mai fidarsi delle stradine del Rally di Montecarlo. Quando sembrava che la prima prova del mondiale WRC fosse nelle mani di Neuville e della sua Hyundai i20, ecco la sorpresa. Ogier, al debutto con la Ford Fiesta, adesso comanda. Oggi ultima giornata di gara (Fox Sports canale 204 piattaforma Sky)

La giornata al “Monte” inizia così - attorno alla sfida dei giganti del Montecarlo 2017, che mantiene Neuville leader e Ogier a debita, costante distanza, il sabato del Rally evolve creando un terreno più solido di quanto ci si possa aspettare per il gran finale di oggi. La scelta delle gomme si rivela non così critica, perché il tempo tiene, ma Neuville (Hyundai i20) preferisce garantirsi il pomeriggio di massima sicurezza. La sua corsa è stata impeccabile. Ha resistito alla tentazione di dare il fatto suo all’”impertinente” Elfyn Evans, che con l’altra Ford ha trovato una miracolosa sintonia con gli asfalti del Montecarlo e si è lanciato in una corsa straordinaria coronata da ben tre successi parziali di giornata. Ed è riuscito, soprattutto, a mantenere a distanza di sicurezza Sébastien Ogier (Ford Fiesta), spronato dagli inflessibili tifosi di casa a non arrendersi, e a scatenare quell’inferno di cui può essere capace solo un Valligiano. È vero che Ogier non demorde, ma la sua gara la fanno gli elementi. È il livello del ghiaccio e la tenuta delle strade “sporchissime” che determinano con imprecisione assoluta il ritmo e la soglia oltre la quale è rischioso andare.

La gara degli altri - Latvala continua ad andare meglio ma a non capire perché i tempi non corrispondono alla presunta pressione sull’acceleratore, Tanak (Ford) continua a tenere duro con una macchina i cui “servizi”, shift del cambio, servo guida, singhiozzano pericolosamente rendendo inquieto il pilota, Sordo non riesce a comprendere l’equilibrio della sua Hyundai, peraltro così soddisfacente per Neuville. Dopo due parchi assistenza, volanti, ci si avvicina alla Prova conclusiva, ormai travolta dai commenti di una giornata dall’evoluzione chiara, costante, non troppo “impietosa” per un Montecarlo.

Ecco la sorpresa - Ma l’ultima Bayons-Breziers è una valanga drammatica di eventi incontrollabili. La maledizione del “Monte” colpisce ancora. Hanninen buca una ruota, indossa il gilet fluo e, come uno qualsiasi, ingoia il rospo e cambia, facendo finta di perdere con filosofia. Sordo si ferma, per miracolo sulla strada, quando lo sterzo servo assistito lo “molla” di colpo in un allungo da capogiro. Ci mette un minuto a riprendersi dallo spavento. Il peggio a Neuville. Corretto all’intertempo al primo split, allineato al tempone di Evans, Neuville va largo e tocca contro un “oggetto non identificato”. Perde momentaneamente il controllo e va a sbattere, rovinando una gomma e, parzialmente, una sospensione. Si ferma. Niente da fare. Il tempo batte il ritmo di un funerale. Il Belga si mette l’animo in pace - ma quale prezzo ha una pace del genere? – inizia a riparare, aggiusta alla meglio, riparte. 32 minuti di ritardo, una vita, sicuramente un’occasione costruita con un grande, perfetto lavoro, vanificata da quel non so che al Montecarlo sembra di… strada.

Ogier passa al comando - quasi se ne vergogna al punto che ha parole solo per Neuville e per i suoi (pochi) errori. Tanak tiene botta e questo gli vale una piazza d’onore che certamente non si aspettava. E più di tutti si stupisce Latvala, che non è mai riuscito a capire questa gara, ma che alla fine se ne ritrova una fetta importantissima, per sé e per Toyota, nelle mani. In una ritrovata, bellissima normalità, si scoprono i nomi di un bravissimo Craig Breen che porta la DS3 a un fantastico quarto posto, un Sordo che salva capra e cavoli con il quinto, l’Evans delle meraviglie che rimpiangerà a ungo la lunga incertezza della prima parte del Rally, ma che ritrova una parte di sé ancora sconosciuta. Infine, se dobbiamo fissare un altro valore assoluto questo è nella magnifica gara di Andreas Mikkelse Skoda Fabia R5), dominatore della WRC2 con tre minuti su uno degli assi dello scorso anno, Pontus Tidemand. 

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