04 marzo 2017

CIR 2017. Andreucci, un solo obiettivo: il titolo

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Paolo Andreucci con la Peugeot 208 T16 è pronto per la corsa al decimo Titolo di Campione Italiano Rally. Il recordo interessa poco, è riprendersi il titolo quello che conta

Il campione toscano parla chiaro, molto. Ecco come la pensa direttamente dalle sue parole

Paolo Andreucci: “Parliamoci chiaro: il regolamento dello scorso faceva schifo, ed è stato fondamentale per impedirci di vincere. Basta dire che se avessimo adottato il vecchio sistema di punteggio avremmo vinto noi, archiviando la “missione” del decimo Titolo che tanto vi sta a cuore. A questo potremmo aggiungere che se a Roma sono tornati, almeno parzialmente, indietro, vuol dire che si sono accorti di essere andati un po’ lunghi ed è un bene che cerchino di rientrare in pista. In fondo, quindi, tutti i torti non ce li avevamo noi. Detto questo, chiusa la faccenda.”

Facciamo, allora una sintesi della stagione chiusa in chiave… 2017? -“Allora, diciamo anche che gli avversari sono stati molto forti, e che noi abbiamo avuto qualche piccolo problema nelle gare su Terra. Non so valutare quanto decisivi perché, comunque, il fatto di partire costantemente per primi è penalizzante. Quest’anno questo problema non ci sarà, perché partiremo il primo giorno nell’ordine di classifica di Campionato e il secondo nell’ordine di arrivo della prima tappa. Anche in questo caso qualcosa è cambiato, quindi. Noi fondamentalmente dovremo rivedere, ripassare e mettere bene a punto le strategie di gara e delle singole tappe. Quindi dovremo seguire l’evoluzione della Macchina, una cosa di cui avevamo bisogno. A metà della scorsa stagione siamo dovuti tornare indietro a soluzioni della precedente evoluzione. Ma Peugeot non ha dormito. Due giorni dopo la fine eravamo già a fare dei test per la stagione 2017, e siamo stati premiati da migliorie, partendo dal motore, già evidenti al Monza Rally Show.”

Avete provato ancora? Che risultati? - “Con le migliorie arrivate subito a fine stagione, e le altre in arrivo già per il Rally di inizio stagione, il Ciocco e Valle del Serchio, penso che siamo competitivi. Intendo competitivi in sintonia con gli obiettivi. Adesso bisognerà vedere cosa hanno fatto gli altri.”

E chi sono “gli altri” più in vista, alla luce dell’attuale conoscenza dell’assetto del CIR, peraltro ancora in evoluzione? - “Sono Scandola, Campedelli, Perico, mettiamoci Nucita…”

… non Basso, a quanto pare? - “Al momento, Basso pare orientato più che altro su altri programmi, ma io penso abbia ancora  tempo per metterne su uno per l’Italiano. Non lo escluderei.”

Scherzi e dichiarazioni a parte, comunque l’obiettivo è il decimo Titolo. Vi fate forza anche di questo straordinario traguardo, o è solo una “scadenza”? - “No, per me non è una scadenza, e non è niente di particolarmente, specificamente stimolante. Secondo me è più normale pensare di vincere, comunque e sempre nei limiti delle nostre possibilità, che pensare di farlo per aggiungere un Titolo, un traguardo, un primato. L’obiettivo è vincere il Titolo, quello del 2017! Abbiamo tutto per farlo, Peugeot è motivatissima, bisogna cercare di vincere, e di vincere se possibile tutte le gare. Come sempre. Gli altri sono sempre più forti, è chiaro, e non sarà facile. Ma è chiaro altrettanto che sarà un Campionato interessante.”

Interessante anche per altri motivi? - “Sì, penso che ci saranno delle “new entry”, parlo di giovani soprattutto, anzi di giovanissimi, ma ne riparlerei tra un po’, quando sarà tutto definitivamente chiaro.

Parliamo di Kalle Rovampera… - “Ascolta: Rovampera è un fenomeno di Pilota, ma in maniera clamorosa! Per cui il discorso è chiarissimo: non può esserci piacere più grande che vederlo correre e crescere nel nostro campionato. È, inoltre, una grande opportunità, e spero che altri giovani Piloti italiani ne seguano l’effetto volano e si buttino nel vortice.”

Calendario? - “Niente di nuovo su questo fronte. Ci dispiace che non ci sarà il Friuli, e forse il calendario è un po’ “stretto”. Avrei preferito un po’ più di distanza tra una gara e l’altra, ma più o meno ci siamo.

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