07 giugno 2017

Cairoli: "Mondiale? Dire che non ci penso sarebbe da ipocriti"

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Tony Cairoli, (GP Qatar 2017) - Foto: Tony Cairoli Official Twitter

Il campione della KTM prima della decima tappa in Russia si racconta tra presente e futuro con un’attenta analisi sul mondiale MXGP. “Dopo due anni di infortuni e problemi sono riuscito a prepararmi bene durante l’inverno, l’obiettivo è quello di fare più punti possibili ad ogni manche”

Un curriculum pesante quanto otto titoli iridati, ma già proiettato verso quello che sarà o potrebbe essere alla fine di questa entusiasmante stagione. Al giro di boa Tony è davanti a tutti nel mondiale Motocross con un buon margine sul primo inseguitore (50 punti da Paulin). Chiaro, di rassicurante non c’è nulla, e Cairoli lo sa, figuriamoci in uno sport che vive di salti nel vuoto, dove un errore di valutazione può tirarti fuori dalla bagarre. Ora corre spedito con la Russia nella testa, decima tappa stagionale, con la determinazione di sempre per provare a riprendersi quel titolo che manca dal 2014. “Dire che non ci penso sarebbe da ipocriti”- ha spiegato il pilota siciliano – tra realismo e sana scaramanzia la strada verso il titolo resta ancora lunga. Il futuro può aspettare, non ha nascosto la sua passione per le quattro ruote ma, per tanto per essere chiari: “Ora sono concentrato solo sul mondiale”.

- Tony, hai una media punti impressionante di 19.2 a manche. Ti aspettavi un avvio cosi prolifico dopo nove tappe? 
“Quest’anno mi sono preparato proprio per questo, per essere lì, davanti il più possibile. Dopo due anni di infortuni e problemi sono riuscito a prepararmi bene durante l’inverno, l’obiettivo è quello di fare più punti possibili ad ogni manche, cercando di salire il più possibile sul podio”.

- Siamo praticamente a metà campionato e sei in testa al mondiale con 50 lunghezze di vantaggio sul tuo diretto inseguitore, una forbice ampia quanto due round. Ci pensi al nono titolo iridato?
“Dire che non ci penso sarebbe da ipocriti, ho sempre lavorato per questo obiettivo, anche quando non ero al 100%. La classifica però mi interessa relativamente e 50 punti non sono tanti, considerando che è il bottino che si raccoglie in un solo GP, e dietro sono tutti molto costanti e regolari”.

- Tim Gajser non c’era all’ultimo appuntamento francese, ancora alle prese con i postumi della caduta di  Teutschenthal. Ora lo sloveno è scivolato in quarta posizione nella classifica generale con Gautier Paulin secondo. Chi sarà il vero antagonista di Cairoli?
“Purtroppo Tim salterà anche la gara in Russia e per lo spettacolo è un peccato, lui è un avversario leale e duellare con lui è sempre spettacolare. A parte lui che è fermo, gli avversari sono sempre gli stessi: Paulin, Desalle, Van Horebeek ed il mio compagno di marca Herlings. La MXGP di quest’anno è molto competitiva e sono tutti molto veloci”.

- Cosa ti aspetti dal prossimo appuntamento in Russia?
“Non saprei, ho visto qualche immagine della pista che dovrebbe essere piuttosto dura e sassosa, spero di partire bene e giocarmela per il podio”.

- Quali possono essere le tappe decisive di questo mondiale? C’è un tracciato dove ti trovi particolarmente a tuo agio?
“Ogni gara è una storia a sè, ormai non ci sono piste particolarmente favorevoli all’uno o all’altro pilota e ad ogni round l’importante è farsi trovare sempre preparati; in particolare cercherò di farmi trovare pronto per la sabbia di Ottobiano, che a fine giugno ospiterà il secondo Gran Premio in Italia, davanti ai miei tifosi”.

- Esiste alle tue spalle un futuro Tony Cairoli? Qualcuno che potrebbe crescere seguendo i tuoi insegnamenti?
“Non saprei, è difficile dirlo. Ogni pilota ha la sua storia e trasferire le proprie capacità su un altro pilota non è così semplice. Oggi in particolare ci siamo divertiti ad Ottobiano proprio con dei giovani che sono venuti a seguire uno stage di guida in pista. La passione è tanta, se diventerà qualcosa di più lo vedremo in seguito”.

- Hai mai pensato, seguendo l’esempio di Valentino Rossi, di creare una “academy” per far crescere giovani piloti?
“Nel mio piccolo seguo già dei ragazzi che sono impegnati in Italia ed in Europa, li vedo girare spesso sulla pista di Malagrotta a Roma e cerco di aiutare i più meritevoli e talentuosi”.

- Ambizioni e prospettive future. Come ti vedi fra cinque anni?
“Presto per dirlo, a fine anno sarò impegnato nella finale del RallyCross in Sud Africa con Magneti Marelli Checkstar e la passione per le quattro ruote è sempre più forte.  Per ora sono concentrato solo sul Mondiale MXGP”.

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