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03 agosto 2017

Il ritratto di Nieto, icona del motociclismo

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Angel Nieto si è spento all'ospedale Nuestra Senora del Rosario di Ibiza, dove il 26 luglio era rimasto coinvolto in un grave incidente stradale. Vincitore di 12+1 titoli iridati (come amava dire lui stesso, per scaramanzia), era rimasto assoluto protagonista del paddock

12+1: usava questa formula per raccontare i suoi mondiali vinti, con il sorriso furbo della vecchia volpe che era solo una delle sue mille sfaccettature che andavano al di là della proverbiale scaramanzia. Angel Nieto sapeva essere ironico quando parlava degli avversari che aveva battuto nella sua lunga carriera ed incredibilmente dolce quando raccontava l'educazione data ai suoi figli Pablo e Gelete, che nel mondo della MotoGP si sono costruiti rispetto e credibilità come il padre aveva insegnato loro.

Il paddock lo ha frequentato per tutta la vita, perché aveva continuato a viverlo anche dopo aver smesso di correre; come opinionista e come amico dei piloti, soprattutto quelli spagnoli. Uno stile di vita che si addiceva piú ad un 30enne che ad un 70enne, ma Angel aveva questo dna. Sempre presente con il motorhome che guidava personalmente, attrezzato come una casa viaggiante nella quale non mancavano mai una buona bottiglia di vino e le foto più belle della sua carriera.

Una delle icone del motociclismo mondiale, tra i piú vittoriosi di sempre. A voler stilare la classifica dei titoli mondiali vinti è stato secondo solo a Giacomo Agostini, arrivato a quindici. Nieto aveva iniziato negli anni '60 ed era stato protagonista indiscusso delle classi 50, 80 e 125 ritirandosi dopo vent'anni. Nel 1986 chiuse la sua carriera con 90 vittorie e... 12 mondiali + 1. In pista era il più talentuoso, il più veloce ma anche il più scaltro. Usava mille trucchi; in pieno rettilineo faceva finta di frenare continuando ad accelerare e ingannando gli inseguitori, che lo detestavano lì per lì ma non riuscivano a volergli male. Con una risata fragorosa e una pacca sulle spalle Angel Nieto sistemava tutto. Ti batteva volendoti bene e travolgendoti di vita. Un dono, il suo, che ci mancherá come le sue magie.