12 settembre 2017

La nuova Energica Eva, diversamente potente

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Raffinata, matura, efficace. Costa tanto, ma offre altrettanto. E non fa rimpiangere una moto endotermica. E’ la Energica EVA, la naked ad altre prestazioni a propulsione elettrica. Ecco la prova novità

Le moto elettriche, nell’immaginario collettivo, sono mezzi economici ed utilitari. Come è facile immaginare, parlare della sola propulsione difficilmente può identificare del tutto una moto, e quindi, all’interno del segmento, si trovano proposte che nel mondo delle endotermiche sarebbero considerate agli antipodi.

All’estremo superiore in quanto a raffinatezza, prestazioni motoristiche ed esclusività (prezzo compreso) troviamo le Energica Eva che la Factory modenese, forte del suo palmares agonistico con CRP ed eCRP, propone come riferimento prestazionale delle moto a propulsione alternativa.

Le prestazioni

Considerando che il propulsore trifase sincrono a magneti permanenti e raffreddato a olio montato sulla supernaked Eva oggetto della nostra prova è in grado di erogare ben 180Nm di coppia, e 109cv di potenza massima, il riferimento prestazionale è valido anche per diversi modelli endotermici. La velocità massima si ferma, se così si può dire, a 200km/h, valore considerabile più che abbondante per una nuda.

Il pacco batterie ai polimeri di litio è racchiuso in un guscio ermetico certificato IP68 per evitare problemi di infiltrazioni, con raffreddamento forzato (brevetto depositato da Energica) e durata stimata in 1200 ricariche prima di far decadere l’efficienza all’80%.

L’elettronica

La VCU (Vehicle Control Unit), la centralina che gestisce il motore elettrico ovvero il cuore del sistema che definisce l’erogazione e tutto il comportamento del motore, è sviluppata completamente in casa in tutti gli aspetti. Offre quattro mappature (Sport, Urban, Rain ed Eco) che cambiano potenza e risposta all’acceleratore, quattro possibilità per il freno motore e il comodissimo assistente di parcheggio, che muove la moto a bassissima velocità avanti o indietro per facilitare le manovre. Assistenza quasi fondamentale, perché la massa è rilevante.

L’autonomia

L’autonomia dipende tantissimo dalla guida e dal percorso: a differenza di un propulsore convenzionale, l’elettrico non soffre granché lo stop-and-go della guida cittadina mentre “brucia” tantissimo a velocità sostenute. Energica dichiara circa 200km di autonomia teorica, valore che a valle della nostra prova riteniamo tutto sommato realistico con un uso accorto dell’acceleratore.

Bello il cruscotto TFT a colori con GPS integrato e sistema Bluetooth per interfacciarsi con gli smartphone attraverso l’app MyEnergica, che permette di gestire diversi aspetti dell’elettronica ed offre diverse funzionalità di contorno come la localizzazione (e la prenotazione) delle colonnine di ricarica, soprattutto le FastCharge – al momento tecnologia esclusiva Energica per le due ruote – che permettono di ricaricare le batterie fino all’80% in 30 minuti.

Ciclistica ed impianto frenante

La ciclistica si incentra su un telaio a traliccio in acciaio con forcellone in alluminio e accoppiata Marzocchi (forcella con steli da 43mm completamente regolabile) e Bitubo (monoammortizzatore regolabile nel precarico e nell’estensione) per il comparto sospensioni. L’impianto frenante è affidato a Brembo, con un doppio disco flottante da 330mm lavorato da pinze radiali a quattro pistoncini all’avantreno, mentre dietro troviamo un disco singolo da 240mm con pinza a due pistoncini, con ABS Bosch a due canali disinseribile.

In sella

Il livello delle sovrastrutture e delle finiture è eccellente: tutto quanto è a vista o toccabile è curato e piacevole. Abilitiamo il motore attraverso il blocchetto destro e il trifase di Eva ronza minaccioso da sotto il serbatoio, permettendoci di partire. I primi chilometri vanno spesi prendendo le misure alla distribuzione dei pesi di Eva: molto carica sull’avantreno, con una forcella tarata piuttosto rigida, ha un marcato sottosterzo a cui bisogna fare l’abitudine. La trazione, in compenso, è davvero notevole e la stabilità a prova di bomba.

Basta davvero poco per dimenticarsi della natura elettrica del propulsore, perché la VCU definita dai tecnici Energica è davvero a punto: quando si spalanca il gas il gusto è davvero notevole, sottolineato da un ringhio futuristico e minaccioso che proviene dal motore. E poi, l’assenza di vibrazioni e rumore tipiche del propulsore endotermico, pur rendendo un po’ più asettica l’esperienza di guida, fa si che si percepisca molto meglio il comportamento della moto sotto il pilota. Gli altri non ci sentono arrivare? Basta un colpetto di clacson…

In città le modalità Urban ed Eco (quest’ultima limitata a 90km/h) sono ben definite, e basta poco per adattarsi alla risposta molto addolcita dalla VCU. In Sport la risposta cambia radicalmente, diventando molto più vigorosa, dolce e cattiva portandovi in un batter d’occhi a velocità fuorilegge ovunque. Per fortuna la frenata è davvero potente, a livello di una qualunque sportiva moderna.

In conclusione

Una moto elettrica ha senso al giorno d’oggi? Inutile girarci attorno: dipende dall’uso che ne fate. La vocazione di una naked, per sportiva che sia, può far passare in secondo piano i discorsi relativi all’autonomia legandola ad un contesto urbano.

Per tutto il resto non possiamo che essere soddisfatti di proposte come quella di Eva. Perché ci lasciano pensare che anche quando – in un futuro che speriamo lontanissimo – la propulsione endotermica dovesse venirci preclusa, ci sarà spazio per mezzi divertenti e prestazionali. E mezzi come Eva servono ad aprire un mercato, a creare consapevolezza della… biodiversità all’interno della categoria delle elettriche. Insomma, a costruire un futuro. Ed è bello pensare che sia una Casa italiana a farlo.

La carta d’identità di Energica Eva

Potenza massima: 109 cv
Coppia massima: 180 Nm
Peso: 280 kg
Capacità batteria: 11,7 kWh
Prezzo: 25.400 euro + IVA

Pregi: Motore | Finiture
Difetti: Prezzo | Peso

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