09 ottobre 2017

WRC 2017, Ogier è sempre più il nuovo Loeb

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Ogier e Loeb alla conferenza stampa del Rally di Francia 2013 (foto: Getty Images)

Ogier è sempre più leader del mondiale 2017 con la Ford Fiesta della M-Sport. Dopo i 4 titoli mondiali consecutivi vinti con la Volkswagen Polo, il quinto sembra a un passo. I tanti rivali di una stagione WRC fantastica non riescono mai ad approfittare delle situazioni di difficoltà del fenomeno francese, che scappa in classifica. Come faceva Loeb...

Qui non c'è da fare i fenomeni. Chi mi legge o mi segue in telecronaca potrà facilmente confermare che io l'ho sempre detto: Sébastien Ogier è il nuovo Loeb. E questa sensazione cresce di gara in gara, anche se - a dire il vero - i suoi avversari nella corsa al titolo mondiale WRC ce la mettono proprio tutta per srotolargli sotto le ruote il red carpet delle grandi occasioni. Ma oramai è una legge non scritta (e pur sempre una legge) che quando il francese sia in difficoltà siano gli altri a sbagliare. 

Entrati nell'era delle vetture Plus, dopo il ritiro della imbattibile Volkswagen, era chiaro che scegliendo di guidare una M-Sport semi-privata Ogier non avrebbe avuto vita facile. Eppure i suoi competitors non sono riusciti ad approfittarne, addirittura convincendo Malcom Wilson a mettere di tasca propria il necessario per far crescere la Fiesta di Ogier, perchè l'occasione di fare centro si stava facendo fin troppo appetitosa. In Catalunya ha vinto la Citroen C3 di un Meeke fallosissimo per tutto il campionato e risvegliatosi dal letargo alla guida di una vettura in parte rivisitata da troppo tardivi test affidati al nove volte campione del mondo Sébastian Loeb travestito da collaudatore.

La meravigliosa avventura della Hyundai si è arresa dinanzi all'ennesimo errore del solito Thierry Neuville. Tanak si è vestito da scudiero. Sordo ha sbagliato da sè e Lattvala ha dimostrato suo malgrado che Toyota non è ancora competitiva e a lui manca sempre un centesimo per avere in tasca l'intero euro che lo renderebbe un campione completo. E così Ogier ha ora la strada spalancata verso la conquista del suo quinto titolo iridato, su una macchina che è tutt'altro che una astronave e contro ogni logica degli addetti ai lavori espressisi a inizio stagione. Non la mia. Per fortuna o per istinto. Io guardo le stimmate più che i budget. E Ogier le ha: simili, molto simili, quasi identiche proprio a quelle di quel Loeb che tanti anni fa, annusandolo da vicino - lo aveva già spinto a cambiare squadra e costruirsi una carriera lontano da Citroen. Due lupi nella stessa tana non potevano proprio starci.

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