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24 novembre 2016

Auguri "Big O", re delle triple doppie

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Oscar Robertson è nato a Charlotte, Tennessee, il 24 novembre 1938 (Getty)

Compie 78 anni Oscar Robertson, la superstar campione Nba nel 1971 con i Milwaukee Bucks, simbolo del giocatore totale

Non c’è traguardo che Oscar Robertson — che oggi spegne la 78esima candelina — non ha raggiunto nella sua lunga carriera di giocatore di basket. Due titoli statali al liceo (a Crispus Attucks HS, nell’Indiana, high school al tempo ancora segregata), tre riconoscimenti come miglior giocatore di college a Cincinnati (dal 1958 al 1960), una medaglia d’oro olimpica con la nazionale Usa (nel 1960 a Roma), un titolo Nba (nel 1971) insieme a Lew Alcindor/Kareem Abdul Jabbar, con la maglia dei Milwaukee Bucks. È stato votato matricola dell’anno con i Cincinnati Royals (1961), MVP della lega nel 1964, per sei volte ha guidato la Nba per assist, per dodici volte è stato convocato per l’All-Star Game, dal 1980 è nella Hall of Fame del basket e nel 1996 è stato votato tra i 50 migliori giocatori di sempre.        

        

 

Un’annata storica — Eppure, spesso, quando si parla di “Big O” — questo il suo soprannome, dall’iniziale del suo nome di battesimo — spesso si finisce per ricordare prima di tutto la sua incredibile stagione 1961-62, chiusa facendo registrare una tripla doppia di media: 30.8 punti, 12.5 rimbalzi, 11.4 assist. Un’impresa incredibile, a tutt’oggi mai replicata nella storia della Nba, così come incredibile è anche il numero totale delle gare chiuse a dieci o più punti, rimbalzi e assist: 181. Per mettere in prospettiva il dato, basti pensare che al secondo posto c’è un certo Magic Johnson, fermo a quota 138 triple doppie, mentre tra i giocatori in attività LeBron James è quello che ne ha collezionate di più, ma non va oltre le 44 (sesto nella graduatoria assoluta, alle spalle di Larry Bird).

Il revival delle triple doppie — Mai come oggi, però, sembra di attualità tra i grandi campioni Nba cercare di accostare il proprio nome a quello di Robertson. Tre giocatori in particolare — LeBron James, Russell Westbrook e James Harden — sembrano scendere ogni sera in campo con una reale possibilità di centrare una tripla doppia. Dal via della stagione, lo scorso 25 ottobre, ne ha collezionate due il “Re” di Cleveland, tre la barba più famosa della lega, quella di James Harden e ben cinque la superstar di Oklahoma City, salito a quota 42 in carriera, arrivando così a insidiare da vicino il primato di James tra i giocatori in attività. Per tutti il modello da imitare resta “Big O”, che festeggia il suo 78esimo compleanno consapevole più che mai di aver incarnato una dimensione moderna del gioco — il giocatore alto, vicino ai due metri ma capace di giocare da playmaker — cinquant'anni in anticipo sui tempi. E per questo indimenticato e indimenticabile.

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