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28 novembre 2016

Irving trascina i Cavs, Atlanta ko con i Lakers

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TUTTI I RISULTATI. Denver passa a Phoenix senza Gallinari. DeMarcus Cousins distrugge i Brooklyn Nets con 37 e 11 rimbalzi. Antetokounmpo infligge la quarta sconfitta consecutiva a Orlando. Dallas torna a respirare con la vittoria sui Pelicans

Big 3 al lavoro – È in serate come queste che avere tre All-Star torna comodo. Pur rimanendo indietro nel punteggio per tre quarti, nell’ultima frazione i Big Three dei Cavs si sono messi all’opera: Kevin Love ha chiuso con 25 punti e 11 rimbalzi (nonostante un taglio sopra l’occhio destro che ha richiesto cinque punti di sutura); LeBron James ha firmato la terza tripla doppia stagionale (26 punti, 10 rimbalzi e 13 assist, rimettendosi alle spalle Russell Westbrook nella classifica all-time) ma è stato Kyrie Irving a decidere la sfida, con 19 dei suoi 39 punti nell’ultimo quarto. I Sixers avevano toccato anche il +14 nel primo tempo, grazie ai “soliti” 22 con 9 rimbalzi, 4 assist e 3 stoppate di Joel Embiid, ma l’esecuzione nell’ultimo quarto dei Cavs ha determinato la quarta vittoria consecutiva (112-108) per James e soci, che guidano la Eastern Conference con 13 vittorie e 2 sconfitte.

Denver corsara – Anche senza Danilo Gallinari (fuori per la terza partita consecutiva), i Denver Nuggets colgono una vittoria importante sul campo dei Phoenix Suns. Ancora protagonista Wilson Chandler, che dopo i 32 di venerdì notte ne mette altri 25 di cui 9 nell’ultimo quarto, rendendo inutile il tentativo di rimonta dei padroni di casa. I Nuggets avevano chiuso il primo tempo avanti di 20, ma il secondo tempo degli scatenati Eric Bledsoe (massimo in carriera da 35 punti conditi da 6 rimbalzi, 6 assist, 2 stoppate e 2 recuperi) e Devin Booker (30 di cui 13 nel quarto quarto) aveva riportato in discussione il risultato prima della chiusura guidata da Chandler e Jameer Nelson (21 punti) per il 120-114 finale.

DeMarcus scatenato – Quando gioca così, ci sono davvero pochi giocatori come DeMarcus Cousins in Nba. La sua serata da 37 punti, 11 rimbalzi, 2 assist, 4 recuperi e una stoppata decide la sfida sul campo dei Brooklyn Nets, a cui aggiunge una strepitosa serata al tiro (13/24 dal campo, 4/5 da tre). L’intera squadra dei Kings ha tirato bene con un 13/23 dall’arco grazie anche al 3/5 di Rudy Gay (22, 8 e 8 per lui a fine gara), con i Nets capaci di riportarsi sul -6 solo a seguito dell’espulsione di Matt Barnes nell’ultimo quarto, che ha prodotto un parziale di 14-2. I Kings hanno dovuto quindi vincerla di nuovo con un contro-parziale da 16-0, chiudendo sul 122-105 e infliggendo la settima sconfitta consecutiva alla squadra di coach Atkinson.

Magic a picco – Continua il periodo nero degli Orlando Magic. Nonostante una rotazione modificata (Biyombo titolare al posto di Vucevic) e ristretta (solo otto giocatori utilizzati), contro i Milwaukee Bucks è arrivata la quarta sconfitta consecutiva (104-96), peggior striscia della Nba dietro solo a quella dei Nets. I 27 punti di Evan Fournier non sono bastati a contrastare la solita prestazione a tutto tondo di Giannis Antetokounmpo, autore di 18 punti, 9 rimbalzi, 4 assist, 3 stoppate e un recupero con 7/11 dal tiro, con l’unico difetto di aver perso 6 palloni sugli 11 di squadra. Eccellente anche la prova di John Henson, protagonista con 20 punti e 7 rimbalzi, miglior prestazione stagionale. Con questa vittoria i Bucks si portano a sola mezza partita di distanza dall’ottavo posto a est, mentre i Magic hanno ora il peggior attacco della Nba (94.5 punti su 100 possessi).

Dallas con le unghie – A proposito di brutti attacchi: quando hai il terzo peggior rating offensivo della lega come lo hanno i Dallas Mavericks, l’unico modo per vincere partite è farne segnare uno in meno agli avversari. La squadra di coach Carlisle ha tenuto i New Orleans Pelicans a soli 81 punti segnati nonostante i 36 con 13 rimbalzi di Anthony Davis e i 17 di Jrue Holiday dalla panchina, unici giocatori in doppia cifra per NOLA (gli altri nove hanno combinato per 28 punti). A trascinare i Mavs in attacco sono stati gli esterni Harrison Barnes (23 punti) e Wesley Matthews (21 con 6/8 da tre), mentre Dirk Nowitzki è stato tenuto a riposo per i problemi al tendine d’Achille che lo stanno tormentando in questo inizio di stagione.

Lakers di nuovo al 50% – In quello che sarebbe stato il 100° compleanno di Chick Hearn, storico commentatore dei Lakers, i gialloviola danno un dispiacere all’odiato ex Dwight Howard. Il centro degli Hawks viene fischiato ogni volta che tocca la palla e, nonostante i suoi 13 punti nel primo quarto spingano gli ospiti sul +11, è come al solito la panchina dei Lakers (65 punti contro i 24 degli Hawks) a ribaltare la gara. I vari Clarkson, Ingram, Nance e Williams chiudono un secondo quarto da 35-16 che porta soprattutto la firma di Nick Young, autore di 12 punti dei suoi 17 punti in quella frazione, e nell’ultimo quarto confezionano un parziale di 19-3 per mettere la partita “in the refrigerator”, come avrebbe detto il grande Hearn. Per gli Hawks non bastano i 21 punti dell’altro ex di giornata, Kent Bazemore, a impedire la quinta sconfitta nelle ultime sei partite, mentre i Lakers salgono a un record di 9-9.

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