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30 novembre 2016

Beli stanco, Charlotte cade in casa contro Detroit

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Gli Charlotte Hornets, reduci da cinque partite in sette giorni, cedono nel secondo tempo contro i Detroit Pistons e perdono 89-112. Per Marco Belinelli 11 punti con 4/10 al tiro, Tobias Harris miglior marcatore di gara (24 punti) nonostante l'espulsione di Andre Drummond.

Nei circoli Nba le chiamano “schedule loss”, le sconfitte dovute al calendario. Capitano quando una squadra è reduce da cinque partite in sette notti (peraltro facendo avanti e indietro tra casa e trasferta) mentre l’altra ha potuto godere di diversi giorni di riposo prima della gara. Non è un caso dunque che gli Charlotte Hornets siano crollati nel secondo tempo dopo aver chiuso il primo sotto solamente di tre punti, complice un evento che avrebbe dovuto avvantaggiarli e che invece li ha condannati alla sconfitta con il punteggio finale di 112-89.

Drummond espulso – A 4 minuti dalla fine del secondo quarto, infatti, il centro dei Pistons Andre Drummond è stato espulso per una gomitata sulla nuca di Roy Hibbert mentre prendeva posizione a rimbalzo d’attacco. Un contatto che gli arbitri hanno ritenuto volontario (tesi confutata da Drummond, che ha dichiarato di “non essere un giocatore sporco”) e meritevole di un fallo Flagrant di tipo 2, che ha comportato l’espulsione automatica del miglior giocatore dei Pistons. Tra i due le storie tese andavano avanti da tempo, visto che Hibbert già tre anni fa aveva detto di non essere un suo grande fan, rimproverandogli di parlare troppo in campo. La reazione di Drummond è stata di incredulità, ma è stata quella dei suoi compagni a decidere la partita.

Harris e KCP scatenati – Invece di abbattersi per aver perso il giocatore franchigia (oltre al secondo, Reggie Jackson, ancora ai box), i ragazzi di Stan Van Gundy si sono scatenati nel secondo tempo con gli esterni a creare continui problemi di accoppiamento agli Hornets. Il migliore alla fine è stato Tobias Harris, protagonista con 24 punti e 7 rimbalzi con 9/12 dal campo e 3/5 da tre – un tormento continuo per la difesa dei padroni di casa che, priva di Marvin Williams infortunato, non aveva un giocatore adatto per poterlo contenere nel ruolo di 4. Soprattutto, la stanchezza per le cinque partite nell’ultima settimana era ben visibile nelle gambe e nelle teste degli Hornets, che nel secondo tempo sono stati battuti 35-55 e non sono più riusciti a riprendersi dopo le triple a fine terzo quarto di Kentavious Caldwell-Pope, autore di un’eccellente partita da 18 punti, 7 rimbalzi e 7 assist. Le 12 triple segnate – dopo aver tirato 1/19 sabato scorso a Oklahoma City – sono il massimo stagionale per la squadra di Van Gundy.

La partita del Beli – Anche il nostro Marco Belinelli ha mostrato segni di stanchezza pur raggiungendo la doppia cifra (11 punti con 2 rimbalzi, 2 assist e una stoppata in 24 minuti), sbagliando tiri che normalmente ha sempre messo in questo inizio di stagione. Contro i Pistons il Beli ha chiuso con 4/10 dal campo e una sola tripla segnata (l’ultima a partita decisa) su quattro tentativi, “sporcando” la sua percentuale stagionale dall’arco che ora è al 45.1%, sesto in Nba. Agli Hornets non è bastata la 15esima partita sopra i 20 punti di Kemba Walker sulle 18 disputate nel suo straordinario inizio di stagione, pagando le pessime percentuali (sotto il 40% di squadra, solo il 33% da tre) e perdendo anche Jeremy Lamb per un colpo al ginocchio. Gli Hornets, pur mantenendo un record positivo con 10-8, con questa sconfitta scendono a 5 vittorie e 5 sconfitte tra le mura amiche, mentre per i Pistons invece è la seconda vittoria in trasferta dopo averne perse 8 delle prime 9 lontano dal Michigan.

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