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30 novembre 2016

Milwaukee sorprende i Cavs, che show Antetokounmpo

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Terza sconfitta stagionale per i Cleveland Cavs, dominati a Milwaukee da una grande prestazione di Giannis Antetokounmpo, protagonista con 34 punti, 12 rimbalzi, 5 assist e 5 recuperi.

Inventarsi la miglior partita della propria carriera la sera in cui si viene ammessi al cospetto del Re. Giannis Antetokounmpo sa scegliere bene modi e momenti per farsi notare: protagonista assoluto della sfida tra i suoi Bucks e i Cavs di "King" James, l'ala greca ha eguagliato il suo massimo in carriera nella vittoria 118-101 di Milwaukee. Per lui, a fine serata, 34 punti, 12 rimbalzi, 5 assist e 5 recuperi, cifre che solo un altro giocatore sotto i 22 anni era mai riuscito a mettere assieme negli ultimi trent'anni di Nba - non a caso proprio LeBron James. "Lui è il migliore - le umili parole di Antetokounmpo nel dopo partita - uno dei cinque giocatori più forti di tutti i tempi: io sono già contento di poter dividere il campo con uno così". La gara si è decisa nel terzo quarto, quando Cleveland non ha segnato un canestro per quasi sei minuti, permettendo così a Milwaukee di confezionare il break decisivo, 27-9 per chiudere la frazione. Il dominio dei padroni di casa è stato evidente anche sotto canestro, dove i Bucks hanno stabilito il loro record stagionale per punti ottenuti in area, ben 68 dei 118 di serata: "Dal primo all'ultimo, sono stati più fisici di noi", la spiegazione di coach Tyronn Lue, sulla sconfitta dei suoi. 

Non solo Greek Freak - Una vittoria contro i campioni Nba in carica non può ovviamente essere merito di un solo giocatore. Milwaukee ha avuto 18 punti dall'altra sua stella, Jabari Parker, e 48 con un ottimo 19/29 al tiro dalla sua second unit, guidata dalle ottime prestazioni di un redivivo Michael Beasley (17 con 7/10 al tiro per lui), dai 14 di Greg Monroe e dai 10 di Malcolm Brogdon. Proprio da LeBron James, poi, sono arrivati complimenti tutt'altro che di circostanza per un ex di mille battaglie come Matthew Dellavedova, solo 1/5 al tiro per lui ma 7 assist "e una gestione perfetta del pick and roll, soprattutto nel terzo quarto". 

Serata storta - Di tutt'altro segno le indicazioni in casa Cavs: solo i Big Three hanno chiuso in doppia cifra (22 per James, 20 per Kyrie Irving, 13 con 13 rimbalzi per Kevin Love), ma la scelta di Cleveland di colpire la difesa dei Bucks soprattutto da fuori - 39 conclusioni da tre punti tentate (20 in più di quelle di Milwaukee) contro le 36 da due - si è rivelata fallimentare. La giocata simbolo della serata storta dei campioni in carica ha visto protagonista il solito J.R. Smith: durante una rimessa dei Bucks nel secondo quarto, la guardia dei Cavs (che entrava in serata avendo segnato solo un canestro negli ultimi 22 tentativi) si è attardata a salutare l'amico Jason Terry sulla panchina degli avversari, lasciando completamente smarcato Tony Snell che imbeccato da Dellavedova ha realizzato i due punti più facili di tutta la sua carriera ("Ero convinto di non essere neppure in campo, in quel momento. Colpa mia", la rabberciata spiegazione di Smith). 

Luci e ombre - Il dominio di serata dei Bucks è evidente in alcune cifre significative: Milwaukee ha chiuso la gara tirando con il 53.5% dal campo, segnando 22 punti sulle 20 perse dei Cavs e collezionando 27 assist, quarta miglior prestazione stagionale. Per Cleveland la terza gara persa di stagione (la seconda con LeBron James in quintetto, a riposo nel ko contro Atlanta) non compromette il facile dominio a Est (Toronto è seconda ma ancora lontana, avendo già collezionato il doppio delle sconfitte), ma fa suonare un campanello di allarme in vista della prossima gara, la sfida interna contro i L.A. Clippers di giovedì notte. LeBron James e soci sono chiamati a un pronto riscatto. 

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