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02 dicembre 2016

Nemici mai: è di nuovo D-Wade contro LeBron

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Dwyane Wade e LeBron James ai tempi dei Miami Heat

Dwyane Wade e LeBron James, due titoli e due finali in quattro anni agli Heat (Foto Getty)

Chicago contro Cleveland vuol dire Dwyane Wade vs. LeBron James. In diretta su Sky Sport 2, uno scontro a Est tra due squadre in cerca di riscatto

Sul calendario ci sarà anche scritto “Cleveland Cavaliers @ Chicago Bulls”, ma il vero motivo per cui tutti dovrebbero sintonizzarsi sulla partita (diretta Sky Sport 2, ore 2) è vedere di nuovo LeBron James contro Dwyane Wade. Dopo aver raggiunto due titoli e due finali in quattro anni assieme a Miami, i due si affrontano per la prima volta indossando le maglie delle squadre delle loro città. Anche se il Re, prima della partita, dovrà sfoggiare una divisa che non lo renderà certo particolarmente felice. James e Wade, tifosi rispettivamente dei Cleveland Indians e dei Chicago Cubs, prima delle World Series avevano scommesso sul risultato della serie finale del campionato di baseball: chi avesse perso, serie e scommessa, avrebbe dovuto indossare la divisa completa della squadra vincente al primo incontro tra le loro squadre. Per questo, James si presenterà allo United Center vestito con la divisa dei Cubs “dalla testa ai piedi fino anche ai calzini - ha anticipato - ma senza guanti e scarpette. Vengo per giocare a pallacanestro dopotutto. Non prendetemi troppo in giro”.

 

In cerca di riscatto – La partita sul campo dei Bulls è un’occasione di immediato riscatto per i campioni in carica: dopo due sconfitte consecutive oltre i 20 punti di scarto contro Bucks e Clippers, James e soci non vorrebbero estendere la striscia a tre. “Due brutte gare in fila possono capitare, se diventassero tre dovremmo iniziare a parlarne seriamente”, ha dichiarato il Re dopo la partita coi Clippers, dicendosi però sicuro che tutto andrà per il meglio. Nelle ultime cinque partite la difesa dei Cavs è crollata, concedendo 111.3 punti su 100 possessi, la terza peggiore dopo quelle di Portland e Houston: un posizionamento inaccettabile per una squadra con le ambizioni dei Cavs. Per quanto riguarda i Bulls, invece, a inizio stagione si pensava che Rajon Rondo, Dwyane Wade e Jimmy Butler non potessero convivere nella stessa squadra (e nello stesso spogliatoio), ma finora i risultati sono stati abbastanza confortanti. Chicago ha il decimo miglior attacco della lega (105.8 punti su 100 possessi) e il settimo miglior differenziale (+4.4), appena dietro a quello dei Cavs (+5.2). Pur tirando sempre piuttosto male (sono quart’ultimi per percentuale effettiva dal campo), i Bulls compensano con una eccellente presenza a rimbalzo d’attacco, dove catturano il 29% dei palloni disponibili, i migliori in tutta la Nba. Il vero problema è rappresentato dalla panchina, che ha sempre perso gli ultimi sette duelli contro gli avversari, con umiliazioni tipo il 61-13 subìto contro i Nuggets o il 56-16 contro quella dei Lakers nell’ultima sconfitta casalinga.

Quando eravamo compagni – L’ultima volta che una squadra di James ha perso due partite in fila di 15 o più punti è stato nel 2012 a Miami, quando divideva il campo con Wade. Nel pre-partita i due sono tornati a parlare del loro periodo assieme, con il numero 3 di Chicago che pur con il sorriso sulle labbra ha sottolineato di aver fatto “molti più sacrifici per poter giocare con lui. Non c’è neanche da discuterne”. Poi ha aggiunto: “Sapevamo che sarebbe successo, anche se è stato più difficile di quanto potessimo pensare. Alla fine abbiamo sacrificato punti e notorità, ma abbiamo guadagnato due titoli Nba e creato amicizie che dureranno una vita intera. So per certo che, se potessimo tornare indietro, faremmo tutto allo stesso modo”. 

 

Le parole dei protagonisti – Anche LeBron ha detto la sua: “Entrambi abbiamo dovuto cambiare il nostro gioco, solo che lui ha dovuto sacrificare più responsabilità offensive. Un giorno – non ricordo quale – è venuto da me e mi ha detto ‘Senti, se vogliamo raggiungere il nostro potenziale, devi essere te stesso. Guida questa squadra. Io farò un passo indietro, ma sarò sempre al tuo fianco’. E questo è stato detto da uno che aveva vissuto tutta la sua carriera a Miami, da uno che aveva visto più cose di quante ne avessi viste io e che era già stato sulla cima della montagna”. Poi, senza fare troppo il nostalgico, ha aggiunto: “Quando penso a lui però non penso alle quattro stagioni che abbiamo passato assieme, ma ai 14 anni di amicizia e confidenza che abbiamo costruito. Quelle cose rimarranno per sempre. Volevamo raggiungere ancora più risultati, ma è un nuovo giorno, una nuova era, e non voglio tornare a pensarci troppo”. Wade ha voluto chiudere con un pensiero sull’incontro con il suo amico: “L’ho sempre detto: Kobe e LeBron sono sempre stati i miei giocatori preferiti contro cui giocare. Non è mai una partita come un’altra quando incontri gente come loro. Semplicemente mi diverto di più, perché so cosa sono in grado di fare in campo. I grandi giocatori tirano fuori la grandezza che c’è in te, e penso di aver fatto lo stesso per loro”.

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