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03 dicembre 2016

I Bulls schiacciano i Cavs, LeBron irritato

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Terza sconfitta consecutiva per Cleveland, battuta 111-105 da Chicago. Non bastano i 27 punti e 13 assist di LeBron, che si è fatto sentire nel post-partita

Dopo la partita con i Clippers LeBron James aveva detto di non essere preoccupato, ma che se le sconfitte consecutive avessero raggiunto quota tre, allora i Cavs avrebbero dovuto iniziare a parlarne seriamente. È un vecchio “pallino” del Re sviluppato già ai tempi di Miami: le grandi squadre non perdono tre partite in fila. Ironico allora che a infliggergli il terzo dispiacere in fila sia stato proprio il suo miglior compagno agli Heat, Dwyane Wade, che lo ha aspettato prima della partita per fotografarlo vestito da capo a piedi con la divisa dei Chicago Cubs per la famosa scommessa fatta sulle World Series.

Che fine ha fatto la difesa dei Cavs? – Il tempo dei sorrisi e delle battute è durato ben poco in casa Cavs. Dopo la vittoria del 18 novembre contro i Detroit Pistons, i campioni in carica hanno avuto cinque giorni di pausa prima di battere i Portland Trail Blazers, ma la loro difesa è rimasta in vacanza. Nelle ultime sei partite i Cavs hanno subito 111.4 punti su 100 possessi – terza peggior difesa della lega dietro Blazers e Nets – prendendo meno rimbalzi difensivi di chiunque (solo il 72%) e concedendo 51.2 punti in area su 100 possessi, il peggior dato dell’intera Nba. Un trend confermato dalla partita di stanotte coi Bulls, che hanno stravinto la sfida a rimbalzo (49 di cui 16 in attacco contro i 33 dei Cavs) e hanno fatto quello che hanno voluto in area, chiudendo a quota di 78 punti segnati nel pitturato (massimo stagionale da 23 punti di Taj Gibson, che ha segnato tutti i primi 9 tiri tentati, con 11 rimbalzi e 5 assist), pur segnando solamente 3 triple su 18.

Il problema del terzo quarto – Dopo aver condotto il primo tempo per la maggior parte del tempo e averlo chiuso sul +1, i Cavs sono di nuovo andati sotto nel terzo quarto perdendolo 29-20, una costante delle ultime sconfitte in cui sono stati battuti 90-55 dopo l’intervallo da Bucks, Clippers e Bulls. A nulla sono serviti i 20 punti con 6 rimbalzi e 8 assist di Kyrie Irving, e nemmeno che James e Kevin Love giocassero l’intera ripresa senza mai sedersi e scollinando quota 40 minuti giocati – cosa inconsueta per una partita di regular season di inizio dicembre, per di più nella seconda metà di un back-to-back. Segno che coach Lue e LeBron ci tenevano particolarmente a vincere, ma alla resa dei conti non sono mai riusciti a riportarsi a un possesso di distanza, andando solamente sul -4 a 4 minuti dalla fine ma venendo ricacciati indietro da due canestri di Wade e due giocate difensive di Nikola Mirotic (una rubata su James e una stoppata su Irving) che hanno chiuso la partita. Per i Bulls sono da segnalare i 26 punti di Jimmy Butler (12esima partita oltre quota 20 per lui) e la prima tripla doppia di Rajon Rondo (15+11+12) con la nuova maglia, la 26esima della sua carriera.

Re irritato – Nel post-partita, come promesso, King James (che ha chiuso con 27 e 13 assist, ma anche con 8 palle perse) non ha mancato di farsi sentire dal popolo: “La luna di miele è finita, questo è il vostro titolo per domani. Dobbiamo giocare nella giusta maniera, dobbiamo combattere ogni sera come se non avessimo vinto nulla. L’anno scorso è l’anno scorso e dopo la cerimonia degli anelli è già nel passato. Ora abbiamo una nuova stagione in cui tutti ci hanno nel mirino ogni sera. È arrivato il momento di giocare seriamente e di essere fisici, specialmente sotto canestro. Concedere 78 punti in area è ridicolo. Dobbiamo tirare fuori le palle. Tutti quanti”. I Cavs avranno un giorno libero per riflettere prima di allenarsi domenica in vista della sfida di lunedì sera a Toronto contro i Raptors: chissà che la difesa che li ha abbandonati non si ripresenti magicamente per interrompere la peggior striscia di sconfitte dell'era Lue.

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