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06 dicembre 2016

Klay Thompson irreale: 60 punti in 29 minuti

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Nel 142-106 finale in favore dei Golden State Warriors, Klay Thompson gioca una partita pazzesca, segnando 60 punti in soli 29 minuti ai malcapitati Indiana Pacers. Una prestazione da record

Alla Oracle Arena la gara tra Golden State Warriors e Indiana Pacers dura poco più di un quarto. Quando i padroni di casa allungano sul +20 nella seconda frazione, le possibilità di riacciuffarla per Paul George e soci sono ridotte al lumicino. Golden State ne segna 80 nel solo primo tempo e chiude la gara sul 142-106, secondi solo ai 149 realizzati contro i Los Angeles Lakers. I ragazzi di Steve Kerr vanno al tiro ben 104 volte, giocando a un altissimo ritmo di possessi anche quando il match è ormai deciso. Per avere un’idea del dominio manifestato sul parquet dai vice campioni NBA, basta guardare questa azione confezionata sull'asse Green-Curry-Durant: irreali.

La serata da record di Klay – In una gara in cui la competizione è durata ben poco, il vero motivo di interesse è stata la partita pazzesca giocata da Klay Thompson, che in soli 29 minuti ha messo a referto 60 punti, tirando 21/33 dal campo e 8/14 dall’arco: la miglior prestazione realizzativa Nba in questi primi 40 giorni di regular season, nonché il suo massimo in carriera. Il numero 11 raggiunge così Wilt Chamberlain, Rick Barry e Joe Fulks nell’olimpo di giocatori che hanno realizzato 60 punti in una singola partita in maglia Warriors; non accadeva dal lontano marzo 1974, quando Rick Barry ne mise 64 contro i Portland Trail Blazers. Una progressione al tiro, quella di Klay, paragonabile a quella che portò Chamberlain a realizzarne 100 contro i New York Knicks il 2 marzo 1962. In quell’occasione l’Hall of Famer in maglia Sixers segnò 2.08 punti al minuto (100 in 48 giocati), molto simile al ritmo tenuto da Thompson (60 in 29 minuti, 2.07). Roba da mandare fuori di testa pubblico e compagni di squadra.

Il “tutti a casa” mimato da Steph Curry è il messaggio che sarà passato ripetutamente nella mente dei malcapitati Indiana Pacers, impotenti di fronte alla sessione di tiro messa in piedi dal figlio di Mychal. Negli ultimi 20 anni soltanto Kobe Bryant (62 contro i Dallas Mavericks) aveva segnato di più in soli tre quarti. In 29 minuti invece, nessuno era mai riuscito a metterne assieme così tanti: il record di punti realizzati in meno di 30 minuti trascorsi sul parquet, infatti, apparteneva a Larry Bird, che ne aveva messi 43 nella stagione 1985-86. Thompson ha ritoccato in maniera clamorosa quelle cifre. “È come un videogioco”, ha commentato Luke Walton, ex-assistente degli Warriors e attualmente allenatore dei Lakers. Per Golden State è la 14° vittoria nelle ultime 15 giocate; per Klay Thompson, invece, una serata certamente da ricordare: una di quelle in cui non si può fare altro che alzarsi in piedi e applaudirlo.

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