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06 dicembre 2016

Westbrook sesta meraviglia, Cavs di nuovo vincenti

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Non si ferma la striscia di triple doppie della point guard di OKC: sei in fila, come le vittorie dei Thunder. I Cavs vincono a Toronto riprendendosi la vetta solitaria della Eastern Conference. Dodicesimo successo in trasferta per gli Spurs. La tripla doppia di Marc Gasol guida Memphis a New Orleans al doppio overtime.

Toronto Raptors-Cleveland Cavaliers 112-116 — Il trono della Eastern Conference è ancora proprietà di LeBron James e compagni. Dopo tre sconfitte consecutive, i Cavs si riprendono il primo posto solitario a Est battendo i pretendenti Raptors, che erano reduci da sei vittorie consecutive. I campioni in carica hanno avuto il solito enorme apporto dai Big Three: LeBron James ha chiuso con il massimo stagionale da 34 punti, a cui ha aggiunto 8 rimbalzi e 7 assist con una sola palla persa; Kevin Love ha firmato la 13esima doppia doppia stagionale con 28 punti (6/11 da tre) e 14 rimbalzi; Kyrie Irving ha realizzato 24 punti e 7 assist, con i 14 rimbalzi del canadese Tristan Thompson funzionali al 48-33 con cui i Cavs hanno battuto i Raptors sotto i tabelloni.

A nulla sono serviti i 24 con 9 assist di Kyle Lowry e i 31 di DeMar DeRozan, che ha raggiunto Chris Bosh come unico giocatore a segnare 10.000 punti in maglia Raptors. Per i Cavs una vittoria importante costruita nel terzo quarto grazie a un parziale da 23-11, solo in parte rovinata dal problema al ginocchio che ha fatto uscire dal campo J.R. Smith nel primo tempo: per lui le prime lastre sono risultate negative, ma in giornata tornerà a Cleveland per ulteriori accertamenti, saltando la trasferta di New York.

Atlanta Hawks-Oklahoma City Thunder 99-102 — Se a Klay Thompson sono bastati tre quarti per segnarne 60, a Russell Westbrook sono bastati anche meno minuti (15+11+10 con 6:19 da giocare nel terzo) per firmare l’undicesima tripla doppia stagionale, la sesta di una striscia che ha raggiunto nella storia della Nba hanno avuto solo Wilt Chamberlain (9), Michael Jordan e Oscar Robertson (7). Una volta sistemata la questione tripla doppia, Westbrook è passato a vincere la sesta partita in fila per i suoi Thunder, segnando 27 dei suoi 32 punti finali nel secondo tempo (11 nell’ultimo quarto) e infliggendo la settima sconfitta consecutiva (decima nelle ultime 11) agli Hawks, a cui non è bastato il rientro di un Paul Millsap da 24 punti e l’inserimento di Thabo Sefolosha in quintetto al posto di Kyle Korver (15 dalla panchina per lui). 

Milwaukee Bucks-San Antonio Spurs 96-97 — Continua il percorso netto degli Spurs: 12 partite in trasferta, 12 vittorie. Questa volta c’è voluta una rimonta da -15 a metà terzo quarto per avere ragione dei Bucks, che erano reduci da quattro vittorie consecutive ed erano sopra di 3 a 2:25 dalla fine. Da quel momento in poi i padroni di casa non hanno più segnato, perdendo tre palloni e sbagliando due tiri con l’interferenza di Antetokounmpo sul canestro decisivo di LaMarcus Aldridge a 21 secondi dalla fine. Per gli Spurs solita prestazione da 21 punti (di cui 16 nell’ultimo quarto) e 9 rimbalzi di Kawhi Leonard, mentre per i Bucks i 23 punti di Jabari Parker hanno tenuto in piedi la partita mentre Antetokounmpo (22 e 11) era in panchina nell’ultimo quarto per problemi di falli. Con questa ennesima vittoria in volata, San Antonio si conferma la miglior squadra della Nba nei finali di partita (+39.7 di Net Rating negli ultimi 5 minuti con punteggio tirato).

New Orleans Pelicans-Memphis Grizzlies 108-110 2OT — La seconda miglior squadra della lega quando ci si gioca la gara nel finale sono i Memphis Grizzlies, che per l’undicesima volta su 14 partite portano a casa il referto buono negli ultimi minuti. Nessuno nella Nba ha giocato 79 minuti “in the clutch” come loro e nessuno ha una difesa migliore (83.4 di rating difensivo), una qualità che è venuta comoda nella vittoria al doppio overtime sul campo dei Pelicans. Sugli scudi ancora una volta Marc Gasol: seconda tripla doppia in carriera (28 punti, 11 rimbalzi e 11 assist) e le tre giocate decisive nel finale (tripla del pareggio nei regolamentari, stoppata nel primo supplementare e jumper decisivo nel secondo overtime). Ad aiutarlo un’altra eccellente partita di Troy Daniels dalla panchina (29 punti con 7 triple, di cui una per il pareggio nel primo supplementare) che hanno reso inutili i 28+17 di Anthony Davis e i 26 con sei triple di Langston Galloway.

Houston Rockets-Boston Celtics 107-106 — I Boston Celtics hanno il miglior attacco della lega nell’ultimo quarto, ma non hanno uno come James Harden. Il Barba ha segnato 13 dei suoi 37 punti di serata nell’ultimo quarto, di cui cinque in fila per spezzare la parità sul 102 pari a meno di un minuto dalla fine. La cosa che rende speciale la prestazione di Harden è di esserci riuscito tirando solo 14 volte dal campo, grazie a un 18/18 ai liberi che non ha precedenti nella storia contro i Boston Celtics. Per gli ospiti rimane il rammarico di essersi fermati sull’ultimo sottomano sbagliato da Al Horford, che da solo sotto canestro ha mancato il più facile dei canestri della vittoria.

Los Angeles Lakers-Utah Jazz 101-107 — Sesta vittoria nelle ultime sette partite per Utah, che anche senza l’ allenatore Quin Snyder, fermato dall’influenza, supera i Lakers all’ottava sconfitta nelle ultime undici. I Jazz sono andati avanti anche di 18 punti nel terzo quarto prima di subire la rimonta guidata da un Lou Williams da 38 punti (seconda partita consecutiva sopra i 30 punti, prima volta che gli capita in 12 anni di Nba), 6 rimbalzi e 7 assist, ma due canestri di Rodney Hood (16 punti) nel finale hanno ristabilito le distanze. I Lakers — ancora senza Russell, Young, Calderon e Nance — hanno dovuto far partire in quintetto Metta World Peace, undicesimo titolare diverso in questo inizio di stagione, e si trovano ora a due partite e mezza dall’ottavo posto occupato dai Portland Trail Blazers.

Brooklyn Nets-Washington Wizards 113-118 – John Wall e i suoi Wizards passano al Barclays Center di Brooklyn rientrando in partita dopo lo svantaggio di 16 punti accumulato nel primo tempo. Gli ospiti sfruttano la pessima terza frazione giocata dai padroni di casa (32-15 il parziale in favore dei capitolini) e cavalcano il numero 2 nel finale di gara: 11 dei 25 punti messi a referto da Wall arrivano proprio negli ultimi 12 minuti di gioco. Sono ben sette i giocatori in doppia cifra alla sirena per Washington, mentre a Brooklyn non bastano Brook Lopez da 25 punti, 6 rimbalzi e 5 assist e Sean Kilpatrick da 21 punti con 8/12 al tiro. Un successo che permette agli Wizards di salire a quota sei vittorie, superando in classifica proprio i Nets, ma che non cambia di molto la sostanza della brutta stagione dei ragazzi di coach Brooks.

Chicago Bulls-Portland Trail Blazers 110-112 – I Bulls perdono prima Rajon Rondo, sospeso per una partita dopo un alterco con un assistente allenatore dopo la sconfitta con Dallas, e poi la partita casalinga contro i Blazers, guidati dal solito Damian Lillard che chiude a quota 30 punti e 7 assist. Il miglior realzzatore di serata è Dwyane Wade:  34 punti e 4 assist, utili a superare quota 5.000 in carriera. Jimmy Butler ne mette 26, ma la tripla realizzata nel finale serve solo a rendere più amaro il risultato di una gara sfuggita di mano ai padroni di casa negli ultimi cinque minuti.

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