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08 dicembre 2016

Belinelli vince e convince. Gallo ancora ko

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Momenti opposti per i due italiani impegnati nella notte Nba. Da una parte Marco Belinelli, sempre più importante in uscita dalla panchina nei successi degli Hornets che si confermano quarta forza a Est. Crisi nera, invece, per i Nuggets di Danilo Gallinari, che inciampano anche contro Brooklyn senza riuscire a trovare continuità di risultati

Charlotte Hornets-Detroit Pistons 87-77 - Gli Charlotte Hornets vincono la settima partita casalinga portando finalmente in positivo il loro record allo Spectrum Center (7-6). Non una gara semplice per i calabroni del North Carolina, giocata a punteggio molto basso e chiusa tirando solo il 34% dal campo. Detroit, però, non approfitta del miglior Andre Drummond della stagione (26 punti e 20 rimbalzi con 11/14 dal campo, all’undicesima gara da almeno 20+20 negli ultimi quattro anni: nessuno come lui in questo lasso di tempo) inanellando una pessima prestazione dalla distanza (4/27 da tre). A guidare i padroni di casa al successo è Kemba Walker, autore di 25 punti, 14 dei quali nell’ultima frazione, che permettono agli Hornets di restare avanti per tutti i dodici minuti del quarto periodo. Doppia doppia da 14 punti e 15 rimbalzi per Nicolas Batum, decisivo nella conquista del terzo successo nelle ultime quattro giocate.

La partita di Belinelli -  La panchina degli Hornets mette a referto 27 punti (tanti, considerando il basso punteggio), 13 dei quali portano la firma del nostro Marco Belinelli, fondamentale nel quarto periodo quando realizza tre canestri che tengono a debita distanza Detroit. È proprio coach Clifford a sottolinearlo a fine gara: “Marco ha messo in moto il nostro attacco ed è stato utile realizzando un paio di canestri piedi per terra”. L’azzurro è l’unico assieme a Marvin Williams in casa Hornets a chiudere con il 50% dal campo (5/10), cui aggiunge il miglior plus-minus di serata, un +12 che racconta bene la sua gara. Charlotte continua la sua corsa appaiata a Boston al terzo posto della Eastern Conference (ma dietro ai Celtics, vista la sconfitta nello scontro diretto); Detroit invece resta aggrappata all'ottavo posto, insidiata dagli Indiana Pacers.

Brooklyn Nets-Denver Nuggets  116-111 – Perdono ancora i Denver Nuggets, sconfitti anche dai non irresistibili Brooklyn Nets in una gara che i padroni di casa hanno condotto sin dalla palla a due. Brook Lopez è il miglior marcatore dei suoi a quota 24 punti, ma sono ben sei i giocatori in doppia cifra con Sean Kilpatrick che chiude il match mettendone a referto 22 con 6/10 al tiro. Arrivato ai Nets via D-League, il playmaker numero 6 lo scorso anno aveva giocato otto gare con i Nuggets, dopo aver firmato due contratti da dieci giorni con la franchigia del Colorado: “Sono un suo grande fan”, ha commentato a fine gara Michael Malone. “Sean mi aveva già convinto tempo fa del fatto che per lui prima o poi sarebbe arrivata una vera opportunità Nba”. Ma il coach dei Nuggets al momento ha ben altri problemi di cui occuparsi: Denver ancora una volta non riesce a sfruttare la spinta realizzativa della sua panchina (70 dei 111 punti totali arrivano da lì), guidata dai 27 con 24 tiri di Wilson Chandler. Troppi i 116 punti concessi a un attacco spesso inceppato come quello dei Nets e, nonostante il dominio a rimbalzo (58-42), i Nuggets non riescono a capitalizzare i venti tiri in più tentati.

La partita di Gallinari – Gallinari ha giocato la sua peggior partita stagionale in termini realizzativi: per la prima volta nelle 22 gare di regular season, il numero 8 non va in doppia cifra, in un match chiuso con soli 5 punti e un esplicito -22 di plus/minus. Tanta fatica per Danilo e pochi tentativi dal campo (soltanto 2/7), in un incontro da dimenticare il prima possibile. Denver sta vivendo una stagione più complessa rispetto a quelle che erano le ambizioni al via, trovando enorme difficoltà nel riuscire a dare continuità ai risultati. Soltanto una volta i Nuggets, infatti, sono riusciti a vincere due gare consecutive. Sulla scia della vittoria contro i Sixers, sembrava potesse essere questo il momento buono per provare a bissare "l'impresa", mentre invece bisognerà continuare ad aspettare. 

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