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09 dicembre 2016

Golden State non si ferma, Memphis vince in volata

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I Raptors battono i Timberwolves grazie ai 27 punti di DeRozan e ai 25 di Lowry. Philadelphia torna al successo in trasferta dopo 23 sconfitte consecutive lontano dal Wells Fargo Center

Utah Jazz-Golden State Warriors 99-106 – La gara in back-to-back e la trasferta non pesano sugli Warriors, che approfittano della lunga lista di indisponibili in casa Jazz e fanno gara di testa per 48 minuti a Salt Lake City. All’appello mancano Gordon Hayward, ancora alle prese con il problema al dito, e Rodney Hood, con un ginocchio malconcio, oltre ai lungodegenti George Hill e Derrick Favors. Un match segnato prima ancora di iniziare: gli Utah Jazz, ritrovatisi in vantaggio sul 4-2 dopo pochi secondi di partita, hanno visto arrivare la mareggiata, senza avere le forze per evitarla: 29-1 di parziale Warriors (14 dei quali realizzati da Steph Curry) e partita già finita a inizio seconda frazione. I ragazzi di coach Snyder però, nonostante la lunga lista di assenti, restano in partita grazie ai 21 punti di Joe Ingles (massimo in carriera) e ai 20 di Rudy Gobert, riuscendo a riportarsi sul meno cinque nel quarto periodo. A dare il colpo di grazia al match ci pensano 11 dei 21 punti di Kevin Durant che regalano il 20° successo a Golden State, sempre più prima forza a Ovest.

Toronto Raptors-Minnesota Timberwolves 124-110 – I Raptors - scesi in campo con le divise blu in onore dei Toronto Huskies, pionieri del basket cittadino sul finire degli anni Quaranta - tornano alla vittoria dopo il ko casalingo contro i Cleveland Cavaliers. A trascinare i canadesi ci pensano i 27 punti di DeMar DeRozan, miglior marcatore nella serata in cui diventa anche il giocatore con più presenze nella storia della franchigia canadese. Il copione in questa stagione quando si parla di Minnesota è sempre lo stesso: i Timberwolves partono forte (e non è una novità), raggiungono la doppia cifra di vantaggio nel primo tempo (nulla di nuovo) per poi lasciarsi rimontare e perdere malamente nel finale (una consuetudine). Un 17-4 di parziale, dal 94-95 al 111-99 in favore dei padroni di casa a cui poi basta conservare il vantaggio negli ultimi minuti. Minnesota perde per la 13° volta consecutiva all’Air Canada Center, nonostante i 29 punti di Zach LaVine, i 25 di Andrew Wiggins e un Karl-Anthony Towns da 17 punti e il poster sulla testa di Jonas Valanciunas. In quanto a highlights prodotti, i T'wolves la sfida la vincono sempre. Almeno quella.

Memphis Grizzlies-Portland Trail Blazers 88-86 – Vince ancora in volata Memphis, imbattibile quando si parla di finali di gara con meno di cinque di scarto. Una sentenza, proprio come il Marc Gasol di queste ultime uscite: 36 punti, 13/24 dal campo, 4 triple a bersaglio e 9 rimbalzi. Cifre simili alle medie a cui sta viaggiando in questa striscia di cinque successi consecutivi, arrivati nonostante l'assenza di una pedina fondamentale come Mike Conley. A sancire il successo della franchigia del Tennessee infatti è Toney Douglas, reclutato la scorsa settimana per riempire lo spazio lasciato dal numero 11 e protagonista nel finale con sei degli 11 punti totali realizzati negli ultimi due minuti di gara, compresi i due liberi della staffa. Ai Blazers non bastano i 24 di C.J. McCollum, i 19 di Damian Lillard e i 15 di Evan Turner, schierato in quintetto a causa dell'assenza dell'infortunato Maurice Harkless. Porland continua così la sua stagione in altalena, perdendo ancora dopo la sconfitta con Milwaukee.

New Orleans Pelicans-Philadelphia 76ers 88-99 – Tornano a gioire in trasferta i Philadelphia 76ers trascinati da un Ersan Ilyasova da 23 punti e 8 rimbalzi e un Joel Embiid da 14 e 7 con 4 stoppate e 3 recuperi. Lontano dal Wells Fargo Center la vittoria mancava da ben 23 partite, a meno uno dal non invidiabile record di franchigia. A guidare i New Orleans Pelicans, tornati orfani di Jrue Holiday nelle ultime due uscite, ci pensa il solito Anthony Davis da 26 punti e 11 rimbalzi, unico assieme a Langston Galloway a chiudere il match in doppia cifra. I ragazzi di coach Gentry infatti tirano col 39% dal campo e il 28% da tre. Troppo poco anche per pensare di battere la squadra con il peggior record Nba, salita nel frattempo a quota cinque successi stagionali che le permettono di lasciare il triste primato ai Dallas Mavericks, unica squadra rimasta a quota quattro partite vinte. Per la squadra della Louisiana invece è il 16° ko stagionale.

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