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09 dicembre 2016

Prima sconfitta esterna degli Spurs a Chicago

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Si ferma a 13 la striscia di successi fuori casa di San Antonio per iniziare il campionato (-1 dal primato di Golden State stabilito lo scorso anno). A Chicago la spuntano i Bulls 95-91, con Dwyane Wade miglior marcatore e Rajon Rondo a un soffio dalla tripla doppia

Un'altra partenza letargica degli Spurs (solo 17 punti nel primo quarto, nuovo minimo stagionale, dopo averne segnati 19 la gara precedente) rende subito in salita l'assalto della squadra di coach Popovich al record Nba stabilito lo scorso anno da Golden State: un avvio di stagione con 14 vittorie esterne consecutive. Gli avversari, i Chicago Bulls, non arrivano certo alla gara nel loro periodo migliore, reduci da tre sconfitte consecutive e da cinque ko nelle ultime sette giocate, ma partono sicuramente meglio e chiudono il primo tempo sopra di 13 punti, 45-32, nonostante la loro stella Jimmy Butler non abbia ancora segnato un singolo punto. Il vantaggio si dilata fino al +18 (65-47) nel terzo quarto, grazie a 7 punti segnati in meno di un minuto proprio da Butler, che chiude la serata a 13 interropendo così la sua striscia di 15 gare con almeno 20 punti a referto. La reazione degli Spurs, però, non tarda ad arrivare, con un parziale di 11-2 che rimette gli ospiti a contatto, ma le parole nel post-partita di Dwyane Wade spiegano perché la rimonta dei nero-argento non si è concretizzata fino in fondo: "È stata la nostra miglior partita difensiva", le parole del numero 3 di Chicago, miglior marcatore dell'incontro a quota 20 punti.  

Ritorni eccellenti - Si può dire che la gara andata in scena allo United Center abbia fatto registrare più di un ritorno eccellente. Quello di Rajon Rondo a cifre statistiche a cui aveva a lungo abituato i suoi tifosi (si è fermato a un solo assist dalla tripla doppia, chiudendo con 12 punti, 10 rimbalzi e 9 assist). Quello di Pau Gasol - per lui doppia doppia da 13 punti e 10 rimbalzi - nel palazzetto che ha chiamato casa nelle ultime due stagioni (al punto che il catalano nel prepartita stava prendendo la strada dello spogliatoio dei Bulls prima di accorgersi dell'errore e virare verso il locker room degli ospiti). E anche quello di due vecchie conoscenze dei Bulls degli anni d'oro, Scottie Pippen e Horace Grant, sugli spalti per assistere alla dodicesima vittoria stagionale di Chicago. 

Leonard non basta - Gli Spurs non perdevano una gara di regular season in trasferta dallo scorso 8 aprile, quando si erano dovuti arrendere sul parquet di Denver (contro Okc in semifinale di conference l'ultima sconfitta esterna contando anche i playoff). Eguagliare il record di 14-0 stabilito lo scorso campionato da Golden State non era magari tra le priorità di coach Popovich, ma almeno uno trai i suoi giocatori ha fatto di tutto per riuscirci, il solito Kawhi Leonard da 24 punti con 10/19 al tiro, 8 rimbalzi e 5 assist. Bene anche Patty Mills dalla panchina (16 per lui), ma forse i Bulls avevano più bisogno di questa particolare vittoria rispetto ai loro avversari di serata : "Mi è piaciuta la concentrazione che abbiamo avuto fin dal primo minuto", sono state le parole dell'allenatore di Chicago, Fred Hoiberg. "Non abbiamo commesso errori". Ed è stato sufficiente per battere questi Spurs. 

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