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10 dicembre 2016

Toronto sbanca Boston, crollo in casa di Minnesota

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Ottava vittoria nelle ultime nove per i Raptors, sempre più seconda forza a Est. LeBron supera Elvin Hayes al nono posto della classifica marcatori e vince contro gli Heat. Ancora una sconfitta per Minnesota, seppellita dai 22+22 di Andre Drummond. Vincono Atlanta, New York e Phoenix fuori casa, torna al successo Dallas

Boston Celtics-Toronto Raptors 94-101 (Highlights) — Ai Celtics non basta pareggiare il record di franchigia per triple segnate (17) e andare avanti anche di 12 punti a inizio terzo quarto per avere ragione dei Raptors. È infatti un parziale di 21-3 nel terzo quarto a ribaltare la partita, con Kyle Lowry protagonista con 14 dei suoi 34 punti nella frazione (anche 9 assist nella sua partita) ben aiutato dai 24 di DeMar DeRozan e dai 20 di Norman Powell, partito in quintetto al posto di DeMarre Carroll lasciato a riposo. I Celtics sono stati traditi dal 12/42 con cui hanno tirato nel secondo tempo nonostante i 19 punti di Al Horford e Avery Bradley, soffrendo l’assenza dell’infortunato Isaiah Thomas e perdendo la quinta partita sulle dieci disputate in casa. Toronto si conferma la seconda forza a Est, avendo perso solamente una volta nelle ultime nove partite — proprio contro i Cavaliers, primi nella conference.

Cleveland Cavaliers-Miami Heat 114-84 (Highlights) — Tutto facile per i campioni in carica, con LeBron James che si toglie lo sfizio di superare Elvin Hayes al 9° posto della classifica marcatori all-time a quota 27.315 proprio contro la sua ex squadra, i Miami Heat. A fine partita però gli elogi sono i due terzi dei Big Three, Kevin Love e Kyrie Irving, che secondo il Re “stanno giocando probabilmente la miglior pallacanestro delle loro carriere”. I tre hanno chiuso rispettivamente con cifre di tutto rispetto: 27+8+8 per James, 28+15 per Love e 23 per Irving, combinando per 28 punti nel solo terzo quarto e superando i 23 di tutti gli Heat. Miami aveva solo otto giocatori a disposizione, ma questo non ha impedito a Erik Spoelstra di tenere in panchina la sua stella Hassan Whiteside per la maggior parte del terzo quarto, lanciandogli un messaggio chiaro nel post-partita quando ha dichiarato che “questa lega è solo per quelli che vogliono competere. Volevo più energia e più vitalità nel difendere il pick and roll. Non ha niente a che fare con quanti tocchi ricevi”. 

Minnesota Timberwolves-Detroit Pistons 90-117 (Highlights) — Tutti i giocatori partiti in quintetto per le due squadre finiscono in doppia cifra, ma è Andre Drummond a dominare la gara tra T-Wolves e Pistons. Il centro di Detroit chiude per la seconda volta in fila con una doppia doppia ai 20 (22 punti e 22 rimbalzi), la terza della sua stagione e la decima dal 2014-15: nessuno come lui in Nba in questo lasso di tempo. I giovani T-Wolves non riescono né a negargli l’area né a impedire ai Pistons di massacrarli da tre punti (14/29 dall’arco), facendo scappare via gli avversari ancora una volta nel terzo quarto (31-10 di parziale con 6 triple) fino a farsi fischiare dal pubblico del Target Center. “C’è qualcosa che non funziona, dobbiamo trovare una risposta” le stringate parole di coach Thibodeau, che potrebbe cambiare quintetto nelle prossime uscite viste le sette sconfitte nelle ultime otto partite. Sentimento condiviso da Ricky Rubio: “Giochiamo senza cuore e senza voglia, è orrendo. In questo momento va tutto male”.

Milwaukee Bucks-Atlanta Hawks 110-114 (Highlights) — Partita a due volti a Milwaukee: nel primo tempo i Bucks volano e all’intervallo sono avanti di 20 punti grazie ai 15 di Jabari Parker e i 29 prodotti dalla panchina, concedendone solo 44 agli avversari in difesa. Nel secondo tempo Atlanta esplode segnando 70 punti (136.6 di rating offensivo dopo l’80.7 dei primi 24 minuti) grazie al massimo in carriera di Dennis Schröder (33 punti), la doppia doppia di Paul Millsap (23 e 14 con 6 assist) e l’eccellente precisione dall’arco (9/17 nella seconda frazione). È una vittoria fondamentale per Atlanta, che si riposta a mezza partita di distanza dall’ottavo posto a Est e si riavvicina a una diretta concorrente. 

Dallas Mavericks-Indiana Pacers 111-103 (Highlights) — Due giorni dopo aver perso di 31 in maniera imbarazzante con i Kings e aver avuto in incontro a porte chiuse tra i giocatori, i Dallas Mavericks tornano a giocare a pallacanestro e colgono la vittoria contro Indiana, che chiude la sua trasferta da cinque partite con tre sconfitte. A svoltare la partita è un parziale di 32-11 a cavallo dei due tempi propiziato dal miglior Wes Matthews della stagione, che segna la metà dei punti di Dallas in quel periodo e finisce con 26, aiutato dai 25 con 8 rimbalzi di Harrison Barnes, i 30 combinati di Deron Williams e Dwight Powell e la prima partita in doppia cifra di Dorian Finney-Smith. Per Indiana non basta l’eccellente serata al tiro del nativo di Dallas C.J. Miles (18 con 6/9 da tre) e i 22 di Paul George, che rimane in campo per 40 minuti ma fallisce per la terza volta la possibilità di andare sopra il 50% di vittorie, sbottando nel post-partita: “È molto deludente, non so perché succede. Tutti stiamo cercando di capire come far funzionare tutto”.

Los Angeles Lakers-Phoenix Suns 115-119 (Highlights) — I Suns interrompono la striscia di tre sconfitte consecutive cogliendo una rara vittoria in trasferta (la quarta su 14 partite disputate) sul campo dei Lakers, in caduta libera dopo la quinta sconfitta consecutiva (otto delle ultime dieci). Non è servita l’ennesimo partitone di Lou Williams: 35 punti e 6 triple a segno per il candidato al premio di sesto uomo dell’anno, che ha segnato 137 punti in 126 minuti nelle ultime quattro partite (prestazione ineguagliata dal 1970-71, quando la Nba ha iniziato a registrare le statistiche dei panchinari), cercando di tenere in piedi da solo l’attacco gialloviola, ancora privo di D’Angelo Russell e Nick Young. I Suns sono andati avanti anche di 18 nel terzo quarto grazie ai 30 di Eric Bledsoe e i 21 di Leandro Barbosa, ma i Lakers sono rimasti aggrappati alla partita fino a portarsi anche a -5, prima che Bledsoe si regalasse otto punti negli ultimi minuti per il suo 27esimo compleanno.

Sacramento Kings-New York Knicks 100-103 (Highlights) — Carmelo Anthony risponde con 33 punti e i due liberi cruciali alle parole di Phil Jackson, che nei giorni precedenti alla partita coi Kings aveva criticato la sua stella per la sua tendenza a tenere troppo il pallone. A Sacramento la partita si decide nel finale e nonostante gli ospiti non segnino dal campo negli ultimi due minuti, la precisione dalla lunetta permette loro di tenere lontani i Kings, che sbagliano diverse occasioni per passare in vantaggio, la più clamorosa delle quali a 22 secondi dalla fine con un sottomano di DeMarcus Cousins (28, 11 e 6 assist nella sua partita) completamente solo dopo la penetrazione. I Knicks — ancora senza Derrick Rose per un problema alla schiena — hanno vinto cinque delle ultime sei partite e sono quinti nella Eastern Conference con un record di 13-10, a una sola partita di distanza dagli Hornets terzi, mentre Sacramento rimane a tre partite di distanza dai Blazers ottavi a Ovest.

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