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11 dicembre 2016

Scherzetto Grizzlies, battuti gli Warriors

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Memphis vince per 110-89 contro degli spenti Golden State Warriors, facendo gara di testa per tutto l'arco dei 48 minuti e dominando la partita in entrambe le metà campo. Per Curry e compagni è il quarto ko stagionale

La sorpresa della notte arriva dal Fedex Forum di Memphis dove i padroni di casa vincono un match dominato dal primo minuto contro i Golden State Warriors, tramortiti in avvio di gara e incapaci di trovare risposte in attacco contro la difesa aggressiva dei Grizzlies. Quando dopo dieci minuti di gioco il tabellone recita 29-13, sembra impossibile pensare che la squadra in vantaggio sia quella di coach Fizdale, ancora senza i lungodegenti Mike Conley e Chandler Parsons, affidata nelle sapienti mani del playmaker ombra Marc Gasol.

Gara no per gli Warriors - Anche Golden State deve far fronte all’assenza di Zaza Pachulia, ai box a causa di una distorsione al polso, oltre che a quella di Andre Iguodala, lasciato a riposo da Steve Kerr. Viene quindi rispolverato Anderson Varajao, lanciato in quintetto dopo le sei fugaci e dimenticabili apparizioni in questo primo quarto abbondante di stagione. Diciotto minuti sul parquet che non ripagano la fiducia che gli viene concessa, in una gara da subito in salita in cui diventa difficile fare bene anche per i quattro Big Four che gli sono di fianco. Steph Curry e Klay Thompson combinano per un modesto 8/28 dal campo, col primo che chiude a quota 17 una partita in cui nella sua stats line le palle perse (4) superano gli assist (3); il secondo tenuto a soli 8 punti totali da un Tony Allen versione extralusso in marcatura su di lui. Kevin Durant alla sirena finale mette a referto 21 punti; le stesse cifre, però, compaiono anche dopo il meno nella colonna del plus/minus, mentre il Green migliore di serata è di certo JaMychal, in doppia doppia (14-10) e molto più convincente di Draymond.

Orgoglio Memphis - I Grizzlies archiviano così la loro miglior prestazione stagionale: 110 punti a referto e ben sette giocatori in doppia cifra. Gasol chiude a quota 19 punti, conditi da 8 rimbalzi e 6 assist. Stessi punti per Tony Allen, battezzato con scarsi risultati dalla difesa Warriors (7/12 dal campo) a cui si aggiungono i 14 in uscita dalla panchina di Zach Randolph. La vittoria di Memphis passa, però, come al solito dalla difesa: sono ben 23 le palle perse degli Warriors (record in negativo stagionale), con Golden State che ha chiuso il primo tempo con soli 38 punti a referto. Mai in queste prime 24 gare aveva segnato così poco in due quarti. "Abbiamo provato a forzare troppo spesso la conclusione - commenta Klay Thompson a fine gara - Memphis è riuscita a imporre il suo ritmo sin da subito e questo ci ha condizionato su entrambi i lati del campo".

Ambizioni - Una battuta d’arresto dopo quattro successi consecutivi che rallenta la corsa di testa di Golden State, ma che non cambia le gerarchie in vetta alla Western Conference. Gli Warriors difatti restano al comando con una gara di vantaggio sugli Spurs e ben tre sui Clippers. Discorso diverso per Memphis invece, che si propone con maggiore insistenza come quarta forza a Ovest: sesta successo in fila da quando Mike Conley è indisponibile, ennesima dimostrazione di come la squadra del Tennessee riesca ad andare oltre difficoltà di qualsiasi tipo.

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