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16 dicembre 2016

NBA, la pallacanestro perfetta di Golden State

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Un singolo dato - 41 assist su 45 canestri dal campo - riassume alla perfezione la prestazione corale dei Golden State Warriors, che liquidano 103-90 i New York Knicks con 25 punti Klay Thompson e 17 di Javale McGee alla prima partenza in quintetto

A guardare le cifre dei singoli – nella facile vittoria interna di Golden State su New York 103-90 – la serata di Steph Curry e compagni non sembra niente di speciale. Proprio a partire dal rendimento del due-volte MVP, per la prima volta incapace di raggiungere la doppia cifra (solo 8 punti per lui) dal lontano 2 gennaio 2016, quando fu bloccato da un infortunio durante la gara contro i Nuggets. Kevin Durant? Solo 15 punti. Draymond Green? Addirittura meno, 5. Eppure il titolo qui sopra legge “la pallacanestro perfetta di Golden State”. Il motivo? Presto detto: per quasi tre quarti interi (fino a 70 secondi dalla fine del terzo parziale) ogni singolo canestro dei Golden State Warriors è stato frutto di un passaggio smarcante: 36 canestri, 36 assist. A fine gara il conteggio sarà di 41 assist su 45 canestri dal campo degli Warriors, prima squadra dai tempi dei Chicago Bulls 1996-97 per tre volte sopra quota 40 assist in stagione (per Golden State era già successo il 23 novembre contro i Lakers e il 5 dicembre contro i Pacers, serate chiuse rispettivamente con 47 e 45 assistenze). Si tratta della 19esima gara degi Warriors con almeno 30 assist in stagione: il bilancio è un eloquente 18-1.

Vicini alla tripla doppia – Ecco allora che allargando la visione oltre al fuorviante dato dei semplici punti segnati, tutte le prestazioni dei giocatori di Steve Kerr assumono dimensioni diverse: tanto Curry quanto Durant quanto anche Green sono tutti andati vicini alla tripla doppia – 8 punti, 8 assist e 10 rimbalzi per il primo; 15, 14 rimbalzi e 8 assist per il secondo; 5, 11 rimbalzi e 7 assist per il terzo – mentre a mettere punti a tabellone ci hanno pensato Klay Thompson (25) e un redivivo Javale McGee, che ha terminato col suo massimo stagionale (17) alla prima partenza in quintetto in maglia Warriors.

Trasferta storta – Serata da dimenticare in toto per i Knicks. Già senza le due superstar Carmelo Anthony (fermato da un dolore alla spalla) e Derrick Rose (schiena), la gran parte della squadra è arrivata in gravissimo ritardo alla Oracle Arena, col pullman bloccato per quasi due ore nell’infernale traffico di San Francisco. Senza i suoi normali partner di quintetto, è apparso fuori ritmo anche Kristaps Porzingis: l’ala lèttone ha chiuso sotto la doppia cifra, a quota 8 punti con uno scadente 4/13 al tiro, stesse cifre tenute al tiro anche dal rimpiazzo di Rose in quintetto, Brandon Jennings, unico giocatore dei primi cinque in doppia cifra (10). Per i Knicks seconda sconfitta di fila nelle quattro partite finora disputate nel giro di trasferte a Ovest, che si chiude con la gara di domenica a Denver. 

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