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17 dicembre 2016

NBA, risultati della notte: la vendetta di Atlanta

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Sconfitti con 44 punti di scarto a inizio mese, gli Hawks si vendicano sbancando Toronto. La tripla di Rodney Hood dà la vittoria a Utah sulla sirena, successo dei Kings di coach Joerger nel suo ritorno a Memphis

Toronto Raptors-Atlanta Hawks 122-125 [Highlights] Toronto viene da quattro vittorie in fila e da un +44 con cui solo a inizio mese avevano umiliato proprio Atlanta. La reazione degli Hawks non si fa aspettare: massimo stagionale per punti (125) e percentuale al tiro (53.5%) in una vittoria figlia anche del dominio sotto canestro (44-28 il conto dei rimbalzi, 62-46 i punti nel pitturato). Protagonista assoluto Dwight Howard: la sua 17^ doppia doppia stagionale lo vede cronometrato sui 27 punti e 15 rimbalzi, nella sera in cui supera anche i 16.000 punti in carriera. Per gli ospiti 24 punti anche da Dennis Schröder e 19 con sei triple da Kyle Korver. Coach Casey disgustato dall’atteggiamento difensivo dei suoi, che concedono 69 punti nel solo primo tempo: “Abbiamo segnato 121 punti, tirando il 54.7% dal campo e il 47.6% da tre: non ci vuole uno scienziato per capire cosa non ha funzionato”.

Miami Heat-L.A. Clippers 98-102 [Highlights] - Non solo DeAndre Jordan vince la battaglia a rimbalzo contro Hassan Whiteside (sono rispettivamente terzo e primo in stagione) ma ha anche l’ultima parola dopo quelle della vigilia del centro di Miami (“Non fa altro che ricevere lob e schiacciare”). Sull’errore dalla lunetta nel finale di Chris Paul (17 con 6 assist per lui), Jordan cattura il rimbalzo offensivo e segna due dei suoi 12 punti conditi da 19 rimbalzi. I Clippers, sopra 60-46 all’intervallo, subiscono la rimonta degli Heat guidati dai 21 con 11 assist di Goran Dragic ma riescono a portare a casa la quarta vittoria in fila

Washington Wizards-Detroit Pistons 122-108 [Highlights- Forse le cose iniziano a girare diversamente per Washington: alla quarta vittoria nelle ultime cinque uscite, la squadra della capitale fa registrare il massimo stagionale per punti (122) e il minimo per palle perse (solo 6, a fronte di 30 assist). Notizia ancora migliore: la coppia Wall-Beal, da cui dipendono i destini della franchigia, sembra aver definitivamente ingranato: 29, 11 assist e 3 recuperi per il primo, 25 per il secondo, con un combinato 18/30 dal campo. Tutto facile per gli Wizards, che tirano col 57.9% dal campo e col 48% da tre. Non serve a nulla la 19^ doppia doppia dell’anno di Andre Drummond (13+12 rimbalzi).

Chicago Bulls-Milwaukee Bucks 69-95 [HighlightsDopo l’ennesima prestazione a tutto tondo (22 punti, 11 assist, 7 rimbalzi e 3 recuperi) le parole di Giannis Antetokounmpo possono apparire una minaccia per qualsiasi avversario: “Sto finalmente iniziando a capire cosa succede in campo” (nelle ultime 4 “The Greek Freak” viaggia a 27.5 punti, 10.5 rimbalzi e 6.5 assist di media), ha detto il numero 34 dei Bucks. Che tengono i Bulls al minimo stagionale per punti e gli infliggono la sesta sconfitta nelle ultime otto, costruita sul parziale di 34-15 del primo quarto. Solo Wade (12) in doppia cifra in tutto il quintetto di Chicago.

Memphis Grizzlies-Sacramento Kings 92-96 [Highlights- Ritorno a casa con vittoria per coach Dave Joerger a Memphis, dove ha allenato gli ultimi tre anni: pur senza Rudy Gay e con DeMarcus Cousins fermato a un rimbalzo dalla consueta tripla doppia (22+9, ma solo 7/20 dal campo e sei falli), i suoi Kings trovano in Kosta Koufos e Garrett Temple due eroi inattesi. Ai 16 punti e 13 rimbalzi, con un ottimo 7/11 al tiro, del primo, si aggiungono i 17 della guardia. Per i Grizzlies la buona notizia del ritorno in campo di Mike Conley (8 con 2/7) è cancellata da un’orrenda prestazione offensiva: 37.7% al tiro e solo 5/25 da tre punti, che subiscono anche 20 punti in contropiede.

Utah Jazz-Dallas Mavericks 103-100 - Deron Williams nell’ultimo possesso della gara sbaglia la scelta (tira troppo presto) e la conclusione (18 con 7 assist per lui ma 1/4 da tre), lasciando così sei secondi sul cronometro. Bastano a Rodney Hood per mettere a segno la tripla decisiva (il primo canestro dal campo dei Jazz negli ultimi 7 minuti di gara) e assicurarsi la terza vittoria in fila. I padroni di casa sfiorano il 57% dal campo, hanno un Rudy Gobert da 16 e 10 rimbalzi, 15 da Hood e 13 (con 6/8 al tiro) da Trey Lyles dalla panchina. A Dallas non bastano i 21 di Harrison Barnes.

Orlando Magic-Brooklyn Nets 118-111 [Highlights] I Magic portano a casa una vittoria tra poveri (Orlando 11-16, Brooklyn 7-17 prima della sfida) pur tirando il 40.2% in serata. Come? Sfruttando il dominio a rimbalzo offensivo (13) e le perse degli avversari (17) e la doppia doppia uscendo dalla panchina di Nikola Vucevic (21+10 rimbalzi per lui). Altri 21 li aggiunge Evan Fournier (decisivo nel finale), 18 con 10 rimbalzi e 5 stoppate un solidissimo Serge Ibaka. Il miglior marcatore di serata è Brook Lopez a quota 22 e positiva è anche la seconda gara del rientrante Jeremy Lin (17 in 20 minuti) ma i Nets perdono l’undicesima trasferta stagionale su dodici.

Philadelphia 76ers-Los Angeles Lakers 89-100 [Highlights- La prima vittoria dei Lakers dopo otto sconfitte porta la firma di Julius Randle, che a Philadelphia ne mette 25 (9 dei quali in un decisivo primo quarto, iniziato 13-0 e chiuso 30-18 dai gialloviola) tirando 10/13 dal campo e aggiungendoci anche 9 rimbalzi, 4 assist e 3 recuperi. Arrivano tutte a margine della partite le uniche notizie degne di nota in casa Sixers: Nerlens Noel si autodefinisce “troppo forte per giocare solo 8 minuti” (invitando coaching staff e società a risolvere il problemino) mentre prima della gara l’inno nazionale è affidato a Sevyn Streeter (indossando la stessa maglia We Matter che le aveva impedito l’esecuzione la sera dell’opener interno stagionale) e Allen Iverson è chiamato a centro campo per far rintoccare la Liberty Bell cittadina.

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