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20 dicembre 2016

NBA, Atlanta passa a OKC, inutili 46 di Westbrook

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La quarta prestazione stagionale con almeno 40 punti della point guard di Oklahoma City non basta davanti ai 31 punti e 8 assist di Dennis Schröder e ai 30 con 11 rimbalzi di Paul Millsap, che guidano Atlanta alla vittoria 110-108. Arriva oltre la sirena la schiacciata di Steven Adams della possibile parità

“Uno come Westbrook non lo puoi fermare. Il nostro piano partita era di non farci battere dagli altri”. Le parole sono di Paul Millsap, il game plan quello degli Hawks in visita a Oklahoma City. Ha funzionato, perché nonostante i 46 punti con 11 rimbalzi e 7 assist del top scorer NBA, Atlanta si è portata a casa la settima vittoria esterna su 15 gare disputate, 110-108. Primo responsabile del successo della squadra della Georgia è proprio il lungo All-Star chiamato in serata ad assumersi ancora più responsabilità del solito dall’assenza sotto canestro di Dwight Howard, bloccato da una schiena dolorante. Millsap risponde con 30 punti e 11 rimbalzi, tirando un eccellente 12/18 dal campo, ma non è il solo attaccante ispirato in casa Hawks: Dennis Schröder va a due punti dal suo massimo stagionale e chiude con 31, 10/16 al tiro e un perfetto 10/10 dalla lunetta, distribuendo anche 8 assist. 

Fino all’ultimo secondo – La gara vive di grandi fiammate: ai 18 punti nel solo primo tempo di Schröder rispondono altri 18 – ma nel solo secondo quarto! – di Russell Westbrook, che chiude a quota 23 un primo tempo che vede i Thunder sopra di cinque punti (53-48) ma dominanti sotto canestro, sfruttando l’assenza di Howard (27-14 il conto dei rimbalzi, 10-0 quello dei punti dalle seconde opportunità). Gli ospiti però tornano in gara nel terzo quarto, vinto 33-25 grazie a un attacco che funziona perfettamente: gli Hawks tirano 12/20, con otto dei dodici canestri assistiti. Gli ultimi dodici minuti non rompono un equilibrio che si trascina fino al possesso finale: Millsap riceve da Kyle Korver e segna i due punti del vantaggio Atlanta, ma OKC ha tre secondi e un ultimo pallone per cercare di vincere: il tiro di Westbrook però è cortissimo e la schiacciata di Steven Adams sulla sirena, buona per l’eventuale pareggio, arriva a tempo scaduto. 

Gioia e dolori – Comprensibile la delusione di uno straripante Westbrook a fine gara: la sua quarta escursione a 40 o più punti stagionali (la prima senza una tripla doppia annessa) non basta per impedire la terza sconfitta nelle ultime quattro gare: “Da queste parti non festeggiamo nessuna vittoria morale”, le sue amare parole. Di tutt’altro tono, invece, quelle di Kyle Korver, ammirato soprattutto dalla prestazione di Millsap: “Un vero duro, tanto mentalmente quanto fisicamente, e non lo scopriamo certo oggi”. Quello che forse gli Hawks scoprono è un nuovo assetto che – costretti a rinunciare ad Howard in mezzo all’area – ha visto proprio Millsap come unico lungo classico contorniato da quattro ali e guardie. “Eravamo indecisi sul da farsi – ha ammesso coach Budenholzer – e abbiamo rischiato col quintetto piccolo: ha funzionato”. 

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