Please select your default edition US
Set Default:
Go
Your default site has been set for 7 days
Caricamento in corso...
21 dicembre 2016

NBA, risultati della notte: pazzo Cousins 55 punti

print-icon

TUTTI I RISULTATI. LeBron James supera Moses Malone all'ottavo posto nella classifica marcatori all-time e vince all'overtime con Milwaukee. Cousins ne segna 55 e vince contro Portland dominando il finale. Isaiah Thomas firma il massimo in carriera a quota 44, Orlando vince a Miami al secondo overtime. 

Milwaukee Bucks-Cleveland Cavaliers 108-114 OT (Tabellino) — A LeBron James servivano solamente due punti per superare Moses Malone all’ottavo posto della classifica marcatori ogni epoca, ma gliene sono serviti altri 31 (ora è a quota 27.442) per avere ragione dei Milwaukee Bucks. I ragazzi di coach Kidd, guidati dai 30 di Jabari Parker e dai 25 di Giannis Antetokounmpo, recuperano da -18 e segnano gli ultimi 7 punti dei regolamentari per forzare il supplementare, dove però James mette la tripla del sorpasso a 24 secondi dalla fine, la quinta della sua serata. Nel primo tempo i campioni in carica avevano perso J.R. Smith per infortunio (sospetta frattura del pollice destro per lui) e hanno avuto bisogno dei 28 punti di Kyrie Irving per sopperire all’assenza di Kevin Love (problema al ginocchio sinistro), segnando 17 triple di squadra su 40 tentativi. Le due squadre si incontreranno di nuovo domani notte, questa volta sul campo di Cleveland.

Sacramento Kings-Portland Trail Blazers 126-121 (Tabellino) — Succede veramente di tutto nella partita tra Kings e Blazers, una “Boogie Night” degna del film del 1997 di Paul Thomas Anderson. Il protagonista è ovviamente DeMarcus Cousins, che firma il massimo stagionale a quota 55 punti (17/28 dal campo, 5/8 da tre e 16/17 ai liberi, a uno dal suo massimo in carriera) a cui aggiunge 13 rimbalzi e tre stoppate, una delle quali è decisiva per fermare il sottomano di Damian Lillard a pochi secondi dalla fine. Quello che succede prima però ha pochi precedenti nella storia della NBA: dopo un canestro&fallo per spezzare la parità a 119, Cousins fissa la panchina degli ospiti gridandogli di tutto e il suo paradenti finisce ai piedi di un assistente allenatore. Inizialmente gli arbitri ritengono che sia stato sputato e gli infliggono il secondo tecnico di serata facendolo fuggire negli spogliatoi; poi ritornano sui loro passi e rescindono il tecnico, richiamandolo in campo per fargli tirare (e segnare) il libero del +3 a cui fa seguito la stoppata decisiva. Quindi, nell’intervista post-partita, il centro dei Kings si mette talmente nei guai con i commenti sull’arbitraggio (definito più volte “ridicolo”) e sugli avversari diretti (“Li pompano un sacco, ma li ho riportati alla realtà”) da costringere la regia a togliergli il volume prima di evitare problemi peggiori. Il tutto dopo aver ricevuto una multa da 50.000 dollari da parte dei Kings per le minacce a un giornalista del quotidiano della città dopo la partita coi Lakers. Gioie e dolori per il numero 15 di Sacramento, il primo King di sempre ad aver segnato 55 punti più di una volta in carriera e l’unico insieme a Irving e James attualmente in NBA ad avere più di una partita con almeno 55 punti.

Memphis Grizzlies-Boston Celtics 109-112 OT (Tabellino) — Serata memorabile per Isaiah Thomas, che firma il massimo in carriera a quota 44 (36 dal secondo tempo in poi, il tutto con soli 16 tiri e 7/10 da tre) e completa la rimonta da -17 vincendo al supplementare sul campo dei Memphis Grizzlies, alla terza sconfitta casalinga consecutiva. Negli ultimi 50 anni solamente un’altra guardia dei biancoverdi ha segnato più di lui: Danny Ainge, vale a dire l’uomo che lo ha voluto ai Celtics ormai quasi due anni fa facendo decollare la sua carriera. In una partita dalle pessime percentuali per entrambe le squadre (nel primo tempo 34% Memphis e 29% Boston), i Celtics hanno avuto i soliti contributi da parte di Al Horford (17+14 rimbalzi) e Avery Bradley (16), rendendo inutili i 24 a testa firmati da Marc Gasol e Troy Daniels. Nel post-partita coach Fizdale non le ha mandate a dire: “In questo momento sono davvero deluso dalla leadership della nostra squadra. Nei nostri huddle siamo muti come tombe. Nessuno fa un passo avanti per guidare questo gruppo in un momento difficile. Io però continuerò a pretenderlo, voglio vedere chi si farà avanti per affrontare questa sfida”.

Miami Heat-Orlando Magic 130-136 2OT (HighlightsTabellino) — Agli Heat non bastano i 32 punti con 15 rimbalzi di Hassan Whiteside e il massimo in carriera da 32 punti di Tyler Johnson per vincere il derby della Florida contro gli Orlando Magic. Nessun giocatore di Miami aveva mai segnato così tanto in uscita dalla panchina, ma le riserve degli ospiti hanno comunque vinto la sfida con i diretti avversari 65-52, grazie ai 26 punti di Nikola Vucevic e i 22 di Elfrid Payton ad accompagnare i 20 di Serge Ibaka (autore del canestro del pareggio nel primo OT) e i 26 di Evan Fournier (protagonista della tripla decisiva a 1:26 dalla fine del secondo overtime). È solo la terza vittoria dei Magic con gli Heat negli ultimi 19 incontri.

Philadelphia 76ers-New Orleans Pelicans 93-108 (Highlights | Tabellino) — L’ottava partita stagionale da 31+16 — più del resto della lega messo assieme — di Anthony Davis basta ai Pelicans per avere ragione dei Sixers. Undici di questi arrivano nel secondo quarto nel quale New Orleans doppia l’intera produzione di Philadelphia (42 a 21) rimediando al -8 con cui avevano chiuso il primo quarto (6/22 al tiro di squadra con 1/8 per AD), gestendo poi il resto della partita nel secondo tempo. I Sixers hanno avuto 11 punti a testa dalla coppia Okafor-Embiid (ancora poco efficace) e 14 da Ersan Ilyasova, con l’unico fremito di serata arrivato con la standing ovation per l’ingresso in campo nel terzo quarto di Nerlens Noel, ormai fuori dalla rotazione ma ancora supportato dal pubblico di casa.

New York Knicks-Indiana Pacers 118-111 (Highlights | Tabellino) — Il massimo stagionale pareggiato di Carmelo Anthony a quota 35 permette ai Knicks di interrompere la striscia di tre sconfitte consecutive tornando alla vittoria contro i Pacers. Per la prima volta in stagione i Knicks riescono a vincere una partita in cui erano sotto nel punteggio all’inizio dell’ultimo quarto, rimontando dal -15 grazie a 26 punti nel solo secondo tempo di Melo. New York ha avuto anche 24 punti da Derrick Rose e 21 con 8 rimbalzi da Kristaps Porzingis, mentre dall’altra parte Indiana ha avuto un’ottima produzione da parte dei suoi lunghi (21 a testa per Thaddeus Young e Myles Turner, 18 in 15 minuti di Al Jefferson) ma ha pagato il secondo tempo da 1/8 di Paul George (solo 16 punti alla fine). “È frustrante, non riusciamo mai a chiudere le partite” ha commentato la stella dei Pacers nel post-partita. “Una squadra discontinua. Ecco cosa siamo. Semplicemente una squadra discontinua”.

Toronto Raptors-Brooklyn Nets 116-104 (HighlightsTabellino) — Tutto facile per i Raptors, che possono permettersi di tenere seduto Patrick Patterson e avere comunque facilmente ragione dei Brooklyn Nets privi di Brook Lopez, lasciato a riposo. I canadesi mandano sei uomini in doppia cifra guidati dai 23 di Kyle Lowry (8/12 dal campo e 3/5 da tre) e il massimo stagionale di Norman Powell in uscita dalla panchina (21 punti). È la 12^ vittoria nelle ultime 14 partite per Toronto, che hanno vinto la quinta partita consecutiva con i Nets (alla decima sconfitta in fila fuori casa) e sono andati avanti anche di 23 punti senza mai essere sotto nel punteggio.

Golden State Warriors-Utah Jazz 104-74 (Tabellino) — Non accenna a rallentare la marcia degli Warriors, che hanno vinto le ultime due partite contro Blazers e Jazz con uno scarto di 75 punti combinato. Per Utah si tratta della peggior sconfitta della stagione, ma mentre gli Warriors si sono ripresi dopo l’1/12 al tiro con cui avevano aperto la gara, gli ospiti hanno iniziato 1/13 e non sono mai riusciti a rientrare in partita finendo col 35.5% di squadra e solo un titolare in doppia cifra (Rudy Gobert con 11). Golden State ha avuto 25 punti con 4 triple da Steph Curry e 22 da Kevin Durant con 17 di Klay Thompson e 15 di Draymond Green, dando ampio spazio alle riserve per tutto il secondo tempo.

Video

Tutti i siti Sky