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22 dicembre 2016

NBA, Dallas sbanca Portland e riapre i playoff

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La vittoria per 95-96 sul campo dei Blazers riapre la corsa all’ottavo posto a Ovest: otto squadre racchiuse in quattro partite. Ottava sconfitta nelle ultime nove per Portland, a cui non bastano i 29 di Damian Lillard e ora è in crisi

C’era una volta la corsa ai playoff a Ovest, dove anche 48 vittorie potevano non bastare per guadagnarsi un posto tra le prime otto. Con la sconfitta di stanotte dei Portland Trail Blazers in casa contro i Dallas Mavericks, invece, ognuna delle sette squadre fuori dalla zona playoff può legittimamente aspirare all’ottavo posto, visto che tra la squadra di coach Stotts (che ha un record di 13-18) e l’ultimo posto occupato da Mavs e Phoenix Suns (entrambe 8-21) ci sono solamente quattro partite di distanza. Dopo un terzo di stagione, i giochi sono veramente aperti per tutti — anche se i requisiti si sono livellati notevolmente verso il basso.

Caduta libera — Damian Lillard e soci sono ormai in caduta libera dopo l’ottava sconfitta nelle ultime nove partite — e sono attesi alla sfida casalinga con l’ex LaMarcus Aldridge e i San Antonio Spurs, la miglior squadra della lega in trasferta. Un risultato deludente per quella che a inizio anno era considerata una candidata al quarto posto della conference e che invece si sta rivelando di gran lunga la peggior difesa della lega, con 110.7 punti concessi su 100 possessi. Non può essere sempre l’attacco (108.1, 7° in NBA) a sopperire alle mancanze della propria metà campo, come ben testimoniato dall’andamento della partita con i Mavericks: persino il quarto peggior attacco della NBA può mandare in crisi i Blazers, che hanno subito 62 punti dalla squadra col peggior record della conference andando sotto anche di 25, senza mai trovare una soluzione per fermare Deron Williams (17 punti nel solo primo tempo, 23 alla fine) e Harrison Barnes (28 equamente divisi nei due tempi) — non esattamente Steph Curry e Kevin Durant. E tutto questo nonostante il ritorno di Al-Farouq Aminu, che dovrebbe rappresentare l’anima difensiva della squadra.

La riscossa di Dame — Nel momento più basso della stagione, i Blazers hanno fatto l’unica cosa possibile: aggrapparsi alla propria stella. Damian Lillard nel terzo quarto ha segnato da solo più punti dell’intera squadra dei Mavs (20 a 19) con 6/9 dal campo e 6/6 ai liberi riportando il punteggio entro 10 punti all’inizio dell’ultimo quarto. Grazie anche ai contributi di Allen Crabbe (14 punti con 4/6 da tre) e C.J. McCollum (13 punti) i Blazers sono riusciti a erodere il vantaggio fino a tornare a contatto, dando per due volte la possibilità del tiro della vittoria nelle mani del proprio uomo migliore, Dame Lillard. Sulla prima la sua penetrazione ha trovato la deviazione delle mani di Dwight Powell, che ha fatto carambolare la palla sul suo petto mentre si trovava coi piedi fuori dal campo, causando la 17esima palla persa di serata. Nel possesso decisivo poi il numero 0 non è riuscito a liberarsi dalla marcatura di uno che lo conosce fin troppo bene, l’ex compagno di squadra Wes Matthews (16 punti nella sua partita), che lo ha costretto a un tiro difficile che ha trovato a malapena il ferro, chiudendo con 29 punti ma con solo 10/23 al tiro e sei palle perse. 

Crisi Blazers? — La quarta sconfitta in fila apre una serie di domande in casa Blazers: pur avendo affrontato un brutto calendario (16 giorni su 17 in giro per gli Stati Uniti), la classifica dice che Portland è stata raggiunta da Denver e Sacramento (con cui aveva perso in maniera rocambolesca la sera prima) all’ottavo posto a Ovest. “A questo punto possiamo stare qui a parlare delle cose in cui dobbiamo migliorare, ma sta diventando storia vecchia. Ci chiedete le stesse domande e abbiamo sempre gli stessi risultati. È chiaro che dobbiamo cambiare qualcosa, ma dobbiamo smettere di parlare e farlo” ha commentato Allen Crabbe. “Non abbiamo giocato abbastanza duro per vincere una partita nel primo tempo. Non c’era abbastanza passione e cuore. Non trovo alcuna consolazione per il secondo tempo, il primo tempo è stato inaccettabile e non ho spiegazione per un impegno così scarso” le parole di coach Stotts.

Primo passo Mavs — Per Dallas si tratta solamente della seconda vittoria stagionale in trasferta a fronte di 13 sconfitte, ma è il primo passo per tentare una rimonta che fino a due settimane fa sembrava pura utopia. Invece, ora che Dirk Nowitzki potrebbe essere vicino al rientro (“Sta facendo graduali ma costanti miglioramenti nel suo recupero” ha dichiarato coach Carlisle) e un record casalingo tutt’altro che malvagio (5-4 nelle ultime nove, 6-8 nella stagione), per i Mavs si è aperto quantomeno uno spiraglio per dare battaglia fino a fine stagione. 

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