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24 dicembre 2016

NBA, risultati della notte: Cavs e Warriors pronti

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Draymond Green e Andre Iguodala, Golden State Warriors

Settima vittoria consecutiva per gli Warriors, striscia aperta più lunga della NBA (Foto Getty)

Cleveland e Golden State arrivano alla sfida di Natale con strisce vincenti da 4 e 7 partite. Memphis batte Houston in casa, Toronto vince nello Utah con 36 di Lowry. Massimi in carriera per Antetokounmpo (39) e LaVine (40), ma solo i Bucks vincono. Sacramento ottava a Ovest dopo la sconfitta di Portland

Cleveland Cavaliers-Brooklyn Nets 119-99 (Highlights | Tabellino) — Tutto facile per i campioni in carica, che costruiscono un vantaggio in doppia cifra già nel primo quarto e non lo abbandonano più fino alla fine, toccando anche il +46 a metà terzo quarto. Il rientrante Kevin Love realizza la solita doppia doppia da 14+15, LeBron James ne mette 19 e Kyrie Irving 13, con i titolari tenuti a riposo per tutto l’ultimo quarto in vista dell’attesissima partita di Natale con i Golden State Warriors. I Cavs ci arrivano avendo vinto 9 delle ultime 10, mentre i Nets — che hanno pescato la pagliuzza corta del calendario, avendo affrontato Golden State e Cleveland in back-to-back… — sono all’undicesima sconfitta in fila lontano da casa, dove hanno vinto solo una volta in tutta la stagione.

Detroit Pistons-Golden State Warriors 113-119 (Tabellino) — Anche gli Warriors sembrano pronti per il rematch contro i Cavs, anche se hanno dovuto giocare fino in fondo la partita contro i Pistons per vincere la settima partita in fila. C’è voluta infatti una schiacciata di Draymond Green (rientrato da Oakland dopo la nascita del figlio e autore di una doppia doppia da 10 rimbalzi e 12 assist, pur con soli 5 punti) e una tripla di Klay Thompson a 22 secondi dalla fine per mettere due possessi di distanza tra loro e i Pistons, che hanno forzato il massimo stagionale per palle perse (23) da cui hanno ricavato 33 punti. Kevin Durant ha chiuso con 32 punti in 31 minuti condizionato dai falli e Steph Curry ne ha aggiunti 25 con 8 assist, condannando i Pistons alla quinta sconfitta consecutiva nonostante il massimo stagionale a quota 26 di Tobias Harris, per la prima volta in uscita dalla panchina. È la 100esima vittoria di Golden State nelle ultime due stagioni a fronte di sole 13 sconfitte.

Memphis Grizzlies-Houston Rockets 115-109 (Tabellino) — Per una volta James Harden chiude con più assist (17, suo massimo in carriera) che punti (16 con 6/13 dal campo ma soprattutto 9 palle perse e solo 2/3 ai liberi): merito di Tony Allen e dell’intera difesa dei Grizzlies, che sceglie di farsi battere dagli altri (Beverley, Gordon e Harrell tutti in doppia cifra, guidati dal massimo stagionale a quota 31 di Ryan Anderson) e dall’altra parte confeziona la miglior prestazione offensiva della stagione con 115 punti. Mike Conley ha guidato la squadra con 24 e la panchina ne ha prodotti 55 (con 14 di un redivivo Vince Carter), rendendo inutili le 20 triple segnate (su 52 tentativi, terza volta stagionale sopra quota 50 triple) dall’attacco dei Rockets, complice un Eric Gordon in versione “macchina spara-palline” con 4/16 dall’arco. Il parziale di 21-5 all’inizio dell’ultimo quarto ha aperto una voragine di 15 punti che Houston non è mai riuscita a colmare, vedendo interrompersi la striscia di 5 vittorie esterne consecutive.

Utah Jazz-Toronto Raptors 98-104 (Tabellino) — Il miglior Kyle Lowry della stagione segna 19 dei suoi 36 punti nell’ultimo quarto tirando 9/10 e guida i Raptors all’importante vittoria sul campo degli Utah Jazz. Pur decimati dalle assenze di George Hill, Dante Exum e Alec Burks, i Jazz sono rimasti in partita fino alla fine grazie ai 23 di Gordon Hayward e i 19 dalla panchina di Trey Lyles, ma nulla hanno potuto contro l’esplosione nell’ultimo quarto di Lowry, che non segnava così tanto dai 43 con cui aveva battuto i Cavaliers nello scorso febbraio. La point guard dei Raptors ha trovato motivazione ulteriore dopo che uno scontro con Hayward gli aveva procurato un taglio sopra il labbro: “Se è quello che serve per farlo giocare così, ci penso io a spaccargli il labbro” ha scherzato il suo amico DeMar DeRozan, autore di 24 punti.

Orlando Magic-Los Angeles Lakers 109-90 (HighlightsTabellino) — Gli Orlando Magic mettono subito in chiaro che per i Lakers sarà una serata difficile: nel primo quarto concedono solo 5 canestri e rifilano ben 9 stoppate all’attacco dei gialloviola, il massimo nella storia della franchigia. Poi l’ennesima buona prestazione di Elfrid Payton (25 punti e 9 assist, quarta volta sopra quota 20 da quando esce dalla panchina) e la doppia doppia di Serge Ibaka (19+11 con 5 stoppate) permettono ai Magic di avere ragione dei Lakers, in caduta libera dopo la 12^ sconfitta nelle ultime 13.

New Orleans Pelicans-Miami Heat 91-87 (HighlightsTabellino) — Un’altra partita, un’altra prestazione mostruosa di Anthony Davis: era dai tempi di Shaq nel 2004 che un giocatore non registrava 28 punti, 22 rimbalzi (massimo in carriera per AD) e 4 stoppate in una partita. Fortunatamente l’ennesimo tabellino incredibile è accompagnato da una vittoria di squadra, con i Pelicans che rimontano uno svantaggio di 14 punti a fine terzo quarto grazie a due parziali da 15-0 e da 12-0 per chiudere con 4 punti di vantaggio. In casa Heat il migliore è Goran Dragic con 23 punti e 5 assist, ma 6 delle 13 palle perse di serata nell’ultimo quarto li hanno condannati alla 21^ sconfitta stagionale.

Milwaukee Bucks-Washington Wizards 123-96 (HighlightsTabellino) — Giannis Antetokounmpo si fa un bel regalo di Natale: massimo in carriera ritoccato a quota 39 punti a cui aggiunge 8 rimbalzi, 6 assist e 2 recuperi ma soprattuto una comoda vittoria sugli Wizards, riportando i suoi Bucks al 50% di vittorie. “Potremmo stare qui a parlarne tutto il giorno. È stato grandioso” il commento di un estasiato coach Kidd sulla sua giovane stella, cui il pubblico di casa ha tributato il primo coro “M-V-P! M-V-P” mentre era ai liberi (e facendogli sbagliare quello per arrivare a 40). I Bucks hanno registrato il massimo stagionale nel primo tempo vincendolo 73-58, che allo stesso tempo è il massimo concesso dalla difesa di Washington in questa stagione, ricavando solo 18 punti da John Wall e Otto Porter in una serata andata storta fin dall’inizio.

Minnesota Timberwolves-Sacramento Kings 105-109 (Tabellino) — La grande serata di Zach LaVine — massimo in carriera da 40 punti dopo un primo tempo da 25 con 8/9 al tiro — viene rovinata dall’ennesimo ultimo finale di partita da dimenticare. I T’Wolves vincono tutti i primi tre quarti presentandosi all’inizio del quarto con 5 punti di vantaggio, ma lo perdono 31-20 tirando solo 6/21 e subendo 12 dei 32 punti di serata di DeMarcus Cousins, protagonista assoluto anche con 7 rimbalzi, 7 assist, 4 recuperi e 2 stoppate. Ai T’Wolves non è bastata la decima doppia doppia consecutiva di Karl-Anthony Towns (20+13), anche perché Andrew Wiggins ha vissuto una brutta serata al tiro con 6/19 dal campo. I Kings invece hanno tirato col 51% da tre (15/29, massimo stagionale) e hanno quattro delle ultime cinque partite, tutte recuperando nel punteggio. Complice la sconfitta di Portland, in questo momento i Kings siedono all’ottavo posto nella Western Conference. 

Portland Trail Blazers-San Antonio Spurs 90-110 (Tabellino) — Reduci dalla sconfitta coi Clippers e privi di Ginobili, Parker e Gasol, gli Spurs passeggiano su dei Blazers sempre più in crisi. Patty Mills punisce la sua ex squadra con la miglior prestazione stagionale (23 punti con 7/9 al tiro in uscita dalla panchina) e anche LaMarcus Aldridge — fischiato dal suo vecchio pubblico ad ogni occasione — ne mette 18 con 14 rimbalzi e 7 assist, suo massimo in maglia Spurs. Kawhi Leonard ha chiuso la sua ottava partita stagionale sopra quota 30 segnando 33 punti con soli 15 tiri, rimanendo perfetto dalla lunetta (10/10) e condannando Portland alla nona sconfitta nelle ultime dieci. Al pessimo momento della franchigia dell’Oregon si aggiunge la storta alla caviglia che ha colpito Damian Lillard, che ha chiuso con 16 e 10 assist ma verrà sottoposto a una radiografia per determinare se sarà costretto a rimanere fuori per qualche partita — “anche se non è mia intenzione saltarne nessuna”, ha dichiarato Dame.

Phoenix Suns-Philadelphia 76ers 123-116 (Tabellino) — Partita dai due volti tra due delle peggiori squadre della NBA. Nel primo tempo i Sixers confezionano la miglior prestazione della stagione segnando 66 punti e chiudendo sul +13; nel secondo i Suns rimontano segnando 70 punti e concedendone 50, trascinati dai 24 (16 nell’ultimo quarto) con 11 assist di Eric Bledsoe fino a toccare quota 123, massimo stagionale. Il migliore in casa Sixers è stato come sempre Joel Embiid, protagonista con 27 punti, 7 rimbalzi e 2 stoppate, ma la porosa difesa nel secondo tempo (65% al tiro per Phoenix con 8/15 da tre, di cui tre del solo Devin Booker da 23 punti) li ha condannati alla quarta sconfitta nelle ultime cinque.

L.A. Clippers-Dallas Mavericks 88-90 (Tabellino) — Il ritorno in grande stile di Dirk Nowitzki (17 punti in 15 minuti con 7/12 al tiro) viene suggellato dal canestro decisivo di Harrison Barnes, che a poco più di 3 secondi dalla fine segna punti numero 23 e 24 della sua partita e fissa il punteggio sul 90-88 per i Mavericks. I Clippers, privi di Chris Paul e Blake Griffin, vengono tenuti in piedi da Austin Rivers (16 punti) e Jamal Crawford (26), che in uscita dalla panchina segnano 8 punti in più dell’intero quintetto, ma le 20 palle perse e due tiri liberi sbagliati da DeAndre Jordan a 30 secondi dalla fine (chissà cosa ha pensato Mark Cuban, dopo il famoso voltafaccia dell’estate 2015…) hanno permesso ai Mavericks di rientrare e di vincere la terza partita nelle ultime quattro, rimanendo a sole quattro partite di distanza dall’ottavo posto a Ovest.

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