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27 dicembre 2016

NBA, risultati della notte: vince Houston

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I Cleveland Cavaliers, senza LeBron James lasciato a riposo, perdono a Detroit la settima gara stagionale. I Sacramento Kings invece vincono ancora e si confermano ottava forza a Ovest. Tornano al successo i Bulls in casa contro i Pacers, che superano in classifica i Milwaukee Bucks sconfitti a Washington. Male Charlotte, battuta sulla sirena da Brooklyn

Washington Wizards-Milwaukee Bucks  107-102 (Highlights) - È tutta questione di scarpe, come quelle che John Wall ha cambiato a fine primo tempo e che nella ripresa gli hanno messo le ali ai piedi. Due punti prima, sedici poi, decisivi nel regalare il successo ai suoi Wizards contro i Bucks del solito Giannis Antetokounmpo da 22 punti, 12 rimbalzi e 7 assist e di un Tony Snell al suo massimo in carriera con le sei triple mandate a bersaglio. Non abbastanza per avere la meglio dei capitolini, guidati dai 32 punti di Otto Porter (con cinque  canestri dall’arco) e definitivamente rilanciati nella corsa playoff, a mezza partita di distanza dall’ottavo posto occupato proprio da Milwaukee.

Brooklyn Nets-Charlotte Hornets 120-118 (Highlights) - Gli Charlotte Hornets senza Marco Belinelli fuori a causa del problema alla caviglia subìto nel match di due giorni fa, perdono sulla sirena al Barclays Center contro i Brooklyn Nets. A punirli all’ultimo secondo, dopo che il canestro di Cody Zeller poco prima aveva regalato l’illusione del successo, non tre dei 21 punti di Brook Lopez, dei 23 di Sean Kilpatrick o dei 17 di Jeremy Lin, ma i primi (e gli ultimi) tre di serata di Randy Foye. La media punti delle ultime dieci partite non lascia dubbi: esattamente tre punti messi a referto e quando al termine della gara mancavano pochi secondi, il suo tabellino recitava ancora un misero 0/1 per zero punti. Toccava aspettarselo che fosse lui il protagonista, no?

Orlando Magic-Memphis Grizzlies 112-102 (Highlights) - La vendetta è un piatto che va servito freddo. Lo sanno bene gli Orlando Magic che a inizio dicembre, andati in vantaggio anche di 14 punti, si erano visti rimontati e battuti proprio dai Memphis Grizzlies. Questa volta i ragazzi di coach Vogel hanno preferito non rischiare, volando subito via sul +25 ed evitando qualsiasi tipo di problema. La squadra della Florida chiude il match tirando il 50,6% dal campo e il 50% dall’arco. Tredici triple a bersaglio, quattro delle quali portano la firma di Aaron Gordon, quasi perfetto al tiro con il suo 11/15 al tiro e i 30 punti messi a referto: “Abbiamo mosso bene la palla e i miei compagni sono stati bravi a servirmi – commenta il numero 00 – io invece ho semplicemente fatto il mio”. Beh, che dire allora: ottimo lavoro Aaron.

Detroit Pistons-Cleveland Cavaliers 106-90 (Highlights) – No LeBron, no party. Soprattutto quando arrivi a giocare in trasferta la quinta gara in sette giorni. Troppo, anche per i campioni NBA che lasciano James a casa a riposare e perdono senza mai mettere il naso avanti nella sfida contro Detroit. I Pistons sono bravi ad approfittarne, mandando a bersaglio ben 16 canestri dall’arco, uno in meno rispetto al record di franchigia. Il miglior marcatore è Tobias Harris con i suoi 21 punti in uscita dalla panchina, ma tutto il quintetto della squadra di coach Van Gundy chiude in doppia cifra (o in doppia doppia, come Andre Drummond). Inutili ai fini del risultato i 35 combinati da Kyrie Irving e Kevin Love. 

Chicago Bulls-Indiana Pacers 90-85 (Highlights) - A Dwyane Wade tocca fare gli straordinari per battere in casa gli Indiana Pacers, tornando al successo dopo tre sconfitte consecutive. L’ex capitano degli Heat resta in campo tutto il quarto periodo e chiude a quota 21 punti, piazzando la giocata che nel finale regala la vittoria ai padroni di casa. Venti punti anche per il miglior Nikola Mirotic di questa stagione, unico assieme al numero 3 a tirare con buone percentuali in una sfida chiusa dai Bulls tirando col 38% dal campo. I Pacers fanno cilecca un po' più di rado, ma a fare la differenza sono i 18 tiri liberi in più tentati da Chicago. Troppi, anche quando il tuo avversario tira così male.

Houston Rockets-Phoenix Suns 131-115 - Scollinare oltre quota 130 sta diventando un’abitudine sempre più piacevole e sempre più familiare in quel di Houston, per una squadra che continua a vincere e che, complici anche i tanti infortuni in casa Clippers, è diventata stabilmente la terza forza a Ovest. James Harden chiude il match con 32 punti e 12 assist mentre dall’altra parte non bastano i 24 di Eric Bledsoe. A fare notizia però è l’atteso esordio di Chinanu Onauku, non tanto per il suo talento (ancora tutto da scoprire), ma per il suo singolare modo di tirare i liberi. Il buon Alan Williams a meno di tre minuti dal termine commette fallo sul prodotto di Louisville regalandoci questa gioia. Ah, ovviamente 2/2.

Minnesota Timberwolves- Atlanta Hawks 104-90 (Highlights) - “Il giorno che impareranno a vincere, non ce ne sarà davvero più per nessuno”. Questo è il pensiero più o meno ricorrente che passa nella testa della maggior parte dei coach NBA ogni volta che si ritrovano a incrociare i Minnesota Timberwolves, che quando riescono a girare un paio di viti in difesa e a restare concentrati per tutto l'arco dei 48 minuti, dimostrano quanto potenziale ci sia in una squadra che ha conquistato soltanto dieci vittorie. I malcapitati di turno che non riescono mai a mettere il naso avanti sono gli Atlanta Hawks, a cui non basta un rientrante Dwight Howard da 20 punti e 9/9 al tiro. Dall’altra parte a essere perfetto dal campo (8/8) ci pensa Karl-Anthony Towns che chiude con 22 punti, uno in più rispetto a Andrew Wiggins e Zach LaVine. 

New Orleans Pelicans-Dallas Mavericks – Anthony Davis ne mette 28, con 16 rimbalzi, 4 assist e 2 stoppate nel successo contro i Dallas Mavericks. Una vittoria che cambia poco la situazione di entrambe le franchigie, irrimediabilmente invischiate nei bassifondi della Western Conference e già parecchio lontane dalla zona playoff. Per i texani 24 i punti di Deron Williams e 16 quelli di Seth Curry in uscita dalla panchina.

Sacramento Kings-Philadelphia 76ers 102-100 - La tripla di DeMarcus Cousins a 20 secondi dalla fine regala la quarta vittoria consecutiva (striscia più lunga in stagione) ai Sacramento Kings, in una gara in cui i Sixers hanno creato enormi grattacapi ai padroni di casa. La sfida nella sfida è stata quella tra i due centri: il già citato Cousins che chiude a quota 30 punti con 7 rimbalzi e 5 assist da una parte, uno Joel Embiid da 25+8 dall'altra. A fine partite il centro dei Kings scherza parlando del giocatore scelto con la terza scelta assoluta al draft 2014: “Embiid ha grandi prospettive: potrà diventare il miglior centro dell’NBA, dopo che mi sarò ritirato”. So’ ragazzi, che ci vuoi fare.

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