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29 dicembre 2016

NBA, Golden State travolge anche Toronto

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Gli Warriors giocano il miglior primo quarto della loro stagione, volando subito sul +25. I Raptors restano aggrappati alla partita, ma non riescono mai a rientrare definitivamente del match, stoppati nel finale dalle lunghe braccia di Kevin Durant che sigillano il 121-111

I Golden State Warriors vincono la sfida tra i due migliori attacchi dell’NBA, replicando il successo incassato lo scorso 17 novembre all’Air Canada Center e chiudendo sul 2-0 la mini serie di regular season contro gli agguerriti Toronto Raptors, mai domi nonostante la partenza spacca caviglie dei padroni di casa. Gli Warriors infatti mettono subito le marce altissime, giocando un primo quarto celestiale chiuso sul rassicurante 42-17. Il massimo realizzato in una singola frazione in questa regular season e non di certo una novità per Steph Curry e compagni, al settimo quarto da 40 o più punti in stagione. Una legnata per chiunque, ma non per i canadesi, stoici nel restare aggrappati al match anche all’intervallo, quando il tabellone recita 72-55 per Golden State.

Ritorno dei Raptors - Dopo la sessione di tiro messa in piedi nei primi 24 minuti, il senso di appagamento tra i ragazzi di coach Kerr rallenta un po’ l’attacco il quale, appena abbassa i giri del motore, diventa inevitabilmente più vulnerabile. Aumentano così le palle perse (20 a fine gara per Golden State) e Toronto, superati i difficili primi minuti di quarto periodo in cui i Raptors non riescono a trovare la via del canestro, ritorna in gara segnando con DeMarre Carroll dall’angolo il canestro del meno cinque a tre minuti dalla fine. Se però i canadesi sono il miglior attacco dell’NBA, non si vede certo nella gestione degli ultimi possessi, in cui forzano tante conclusioni e spesso vanno a finire nei tentacoli della piovra con il numero 35 che protegge il ferro degli Warriors, permettendo a Golden State di allungare grazie a sei punti di Curry sul 121-111 finale.

Super KD – Il playmaker col numero 30 è il miglior marcatore con i suoi 28 punti, conditi da 7 rimbalzi e 7 assist, ma il referto più impressionante è quello di Kevin Durant, diventato sempre più ago della bilancia in entrambe le metà campo per Golden State. L’ex Thunder chiude il match con 22 punti, 17 rimbalzi, 7 assist, 5 stoppate e una presenza impressionante a difesa del proprio canestro (quella in attacco ormai è assodata). Mai nessuno aveva fatto registrare cifre del genere in maglia Warriors, mentre per il numero 35 è la prima volta in carriera in cui in due gare consecutivamente riesce a catturare almeno 15 rimbalzi, sintomo di come il suo gioco stia maturando da quando è arrivato a San Francisco.

Battuti, ma non sconfitti – I Raptors perdono così ancora una volta contro una delle finaliste della passata stagione, aggiornando sullo 0-4 il record stagionale nelle partite contro Warriors e Cavs. A loro il merito di essere riusciti a rimanere aggrappati alla partita fino alla fine nonostante una gara da 33 assist per i padroni di casa (22^ partita stagionale con 30 o più assist), il 56.8% al tiro e il 60% da tre. Alla fine sono 27 con 11 assist per Kyle Lowry e 29 punti per DeMar DeRozan, che diventa così il miglior marcatore della storia dei Raptors superando Chris Bosh. 

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