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30 dicembre 2016

NBA, Boston non rovina la festa di LeBron

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Alla vigilia del suo 32° compleanno, James sfiora la tripla doppia e i Cleveland Cavaliers vincono l'undicesima partita consecutiva con lui in campo. Kyrie Irving (32 e 12 assist) e Kevin Love (30+15) chiudono in doppia doppia, rendendo inutili i 31 di Isaiah Thomas per i Boston Celtics che perdono 124-118

C’è mancato veramente poco prima che i Cleveland Cavaliers rovinassero la vigilia del compleanno di LeBron James, che oggi spegne 32 candeline. Dopo aver toccato anche i 20 punti di vantaggio e aver iniziato l’ultimo quarto sul +18, i Boston Celtics hanno eroso il margine dei Cavs fino a ridurlo a un solo punto con poco più di 60 secondi da giocare, ma un sottomano di Kyrie Irving e un errore dall’arco di Jae Crowder hanno deciso la partita nel finale, fissando poi il punteggio sul 124 a 118 per i campioni in carica. “Alla fine siamo riusciti a chiudere la partita, ma sono una squadra davvero resiliente. Non mollano mai”, ha commentato di Kevin Love, che è diventato il primo Cavalier di sempre a realizzare una partita da 30 punti, 15 rimbalzi e 6 triple (su 16 tentativi). In casa Cavs il grande protagonista è stato Irving, che con 32 punti e 12 assist ha firmato la quinta doppia doppia nelle ultime sette partite, lui che in carriera ne aveva realizzate solamente 20 prima di questa stagione. Irving ha anche lasciato il campo prima della fine della partita per un problema al bicipite femorale, anche se in conferenza stampa coach Tyronn Lue lo ha definito solamente un crampo e ha dichiarato che non si aspetta che salti alcuna partita.

Esplosione offensiva — Nei primi tre quarti l’attacco dei Cavs ha fatto quello che ha voluto, segnando 101 punti (127.7 il rating offensivo) con 26 assist su 35 canestri segnati, grazie soprattutto a un eccellente 14/33 dalla lunga distanza. “Una delle cose migliori che ha fatto la loro dirigenza è stata circondare LeBron di tiratori”, ha commentato con la consueta lucidità coach Stevens. “Il risultato è che Kevin e Kyrie possono segnare in tanti modi diversi, mentre LeBron si occupa di creare gioco. È quello che ha sempre fatto per tutta la carriera, e più spazio ha a disposizione, meglio è”. Nel post partita sia Avery Bradley che Isaiah Thomas hanno dichiarato che i Celtics “non si sono fidati dello scouting report”, non eseguendo quello che era stato preparato nello shootaround mattutino, ma se i biancoverdi sono riusciti a rimanere in partita lo devono ai ragazzi di Tacoma, che hanno combinato per 54 punti (31 con 8/13 al tiro e 9 assist per Thomas, 23 per Bradley). Non abbastanza per contrastare il dominio a rimbalzo dei Cavs — 46-29, tra cui 13 offensivi, con Horford che ne ha preso solo uno sugli otto disponibili — e rovinare la festa a LeBron James, che ha salutato uno degli anni più felici della sua carriera con 23 punti (9 nel solo ultimo quarto), 8 rimbalzi, 11 assist e 3 stoppate, ma anche con 8 palle perse e solo 3/7 ai liberi, tra cui l’errore che avrebbe potuto dare il vantaggio ai biancoverdi.

Quintetto big — Nell’ultimo quarto un po’ di trascuratezza di Cleveland (che non è nuova a questi cali di concentrazione) e il quintetto super-big formato da Marcus Smart, Jae Crowder, Jaylen Brown, Jonas Jerebko e Tyler Zeller (che ha eroso 12 punti ai Cavs nel solo ultimo quarto) hanno rimesso in discussione la partita, dando ai Celtics l’opportunità del sorpasso con la tripla aperta a 8.5 secondi dalla fine di Crowder che si è spenta sul ferro prima di finire nelle mani di Richard Jefferson a rimbalzo, che poi ha chiuso i conti con i due liberi del +4. Una trama simile ma con finale diverso rispetto alla partita della scorsa stagione, in cui i Celtics recuperarono uno svantaggio di 5 punti negli ultimi 19 secondi vincendo sul campo dei Cavs con il canestro sulla sirena di Avery Bradley. “Ma non siamo al loro livello e abbiamo ancora molto da fare” ha commentato Thomas, che ha raggiunto la 17^ partita consecutiva oltre quota 20 ma non è riuscito a evitare la nona sconfitta contro squadre sopra il 60% di vittorie, con le uniche due vittorie arrivate contro i Memphis Grizzlies. I Cavs invece sono a undici successi in fila con James in campo (le ultime due sconfitte sono arrivate con lui a riposo) e, complici le due sconfitte in fila di Toronto, hanno ora due partite e mezzo di vantaggio sui secondi nella conference.

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