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31 dicembre 2016

NBA, i Rockets travolgono i Clippers

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Houston domina il match sin dalla palla due e approffitando delle assenze in casa Clippers e dell'espulsione di Doc e Austin Rivers, vince con facilità un match che permette ai texani di consolidare il loro terzo posto. Finisce 140-116 con James Harden che mette a referto la sua settima tripla doppia stagionale

Gli Houston Rockets si sbarazzano senza troppi problemi dei rimaneggiati L.A Clippers, travolti già nel primo tempo e incapaci di trovare le forze per ritornare nel match. I losangelini devono rinunciare, oltre al lungodegente Blake Griffin, anche a Chris Paul, ritornato a sedersi in panchina a causa del problema muscolare alla gamba sinistra. Al loro posto in quintetto Austin Rivers e Wesley Johnson, per provare a dare una scossa immediata alla gara, perdendo in parte la spinta dalla panchina. Tutto inutile però, visto che i padroni di casa volano sul +12 già sul finire della prima frazione e riescono senza troppo affanno a restare avanti, realizzando ben 140 punti alla sirena finale.

Tale padre, tale figlio – E visto che piove sempre sul bagnato (e quando si parla dei Clippers succede più spesso del solito),i losangelini a metà secondo quarto perdono prima Austin Rivers a causa di un’espulsione, seguito a stretto giro dal papà coach negli spogliatoi, allontanato anche lui per proteste eccessive. Il numero 25 dei Clippers, dopo un tentativo in penetrazione finito solo sul ferro, finisce la sua corsa sotto canestro nei pressi dell’arbitro e con la seguente sbracciata di frustrazione (dovuta o all’errore al tiro o al mancato fischio, poco importa) tocca leggermente l’arbitro posizionato a ridosso della linea di fondo, che senza esitazione lo spedisce negli spogliatoi. Un eccesso di fiscalità che non va davvero giù a coach Rivers che durante il timeout successivo eccede (come spesso gli accade) nel protestare, ricevendo in risposta lo stesso provvedimento. A quel punto ritornare in partita diventa utopistico per i Clippers, che si aggrappano ai 26 punti di Raymond Felton in uscita dalla panchina e alla doppia doppia da 20+13 di DeAndre Jordan, ma non riescono ad andare oltre il meno otto di inizio quarto periodo.

Volano i Rockets - Chi invece può sorridere è Mike D’Antoni, arrivato con i suoi Rockets al 14° successo nel mese di dicembre, trascinato da uno James Harden alla settima tripla doppia stagionale, sempre più leader tecnico ed emotivo dei texani. Per il Barba a fine gara sono 30 punti, 13 rimbalzi, 10 assist e 5 rubate, il primo a riuscirci con la maglia di Houston dalla stagione 1973-74 a oggi. I padroni di casa chiudono la partita con con 36 tiri liberi realizzati, un’enormità rispetto ai 13 degli ospiti. Serata da ricordare anche per Montrezl Harrell, sempre più coinvolto da quando l’infortunio di Clint Capela ha liberato minuti sul parquet: per il prodotto di Louisville sono 29 punti, suo massimo in carriera, con 10/14 al tiro e +38 di plus/minus. Un dato clamoroso, superato soltanto dal +41 di Eric Gordon, che chiude con 19 punti e 4 triple realizzate.

Poli opposti - Con questa vittoria i Rockets confermano di essere una squadra che può puntare in alto già da questa stagione, sempre più terza forza a Ovest a discapito proprio dei Clippers. I losangelini perdono così la quinta gara consecutiva di questo momento nero della loro regular season, la striscia di sconfitte aperta più lunga dell'NBA: non era mai nell'era Chris Paul che se ne mettessero in fila così tante. Un filotto che mette in discussione anche il loro attuale quarto posto nella Western Conference, con le tre inseguitrici Jazz, Thuder e Grizzlies appaiate subito alle spalle a una sola partita di distanza.

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