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31 dicembre 2016

NBA, i risultati della notte: Isaiah dice 52

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La point guard dei Celtics segna il massimo in carriera e ne mette 29 nel solo ultimo quarto, record nella storia della franchigia. Solo vittorie interne per le altre squadre impegnate nella notte

Boston Celtics-Miami Heat 117-114 (Tabellino | Highlights) — La miglior partita della carriera di Isaiah Thomas entra direttamente nella storia dei Boston Celtics. È lui a decidere la partita interna con i Miami Heat firmando 52 punti con 15/26 al tiro, 9/13 da tre e 13/13 ai liberi. “Non sembra neanche reale, non ho mai fatto una cosa del genere” il commento di Thomas, che ne ha messi a segno 29 nel solo ultimo quarto (record di franchigia) per spingere i Celtics alla vittoria contro degli Heat che erano andati sopra di 5 grazie a un parziale di 11-2 per aprire l’ultimo quarto. Nonostante l’assenza di Hassan Whiteside (uscito dal campo per un colpo all’occhio) e quella di Goran Dragic (problemi alla schiena), Miami ha provato fino alla fine a evitare la quarta sconfitta in fila (settima delle ultime otto) con i 22 punti di James Johnson e i 19 a testa di Tyler Johnson e Josh Richardson, ma non ha potuto fermare uno scatenato Thomas, che è diventato il quinto giocatore della storia dei Celtics a segnare 50 punti, il primo da Paul Pierce nel 2006 (che però ci riuscì al doppio overtime). “Non so cosa avremmo potuto fare di più”, il commento di uno sconsolato Eric Spoelstra. “C’è un motivo se è uno dei migliori giocatori del quarto quarto della lega. Non ha paura di prendersi il tiro in quei momenti. Nell’attacco a metà campo trova sempre il suo ritmo”.

Indiana Pacers-Chicago Bulls 111-101 (Tabellino | Highlights) — Con la partita sul 97 pari a poco meno di cinque minuti dalla fine, un parziale di 14-4 in favore dei Pacers decide la sfida tra due delle squadre meno felici della lega. A deciderla è Paul George, che ne segna 11 dei suoi 32 di serata nel solo ultimo quarto vincendo la sfida con Jimmy Butler, miglior realizzatore dei Bulls con 25 punti. Coach Hoiberg ha trovato un buon apporto dalla panchina, con Doug McDermott, Cristiano Felicio e Michael Carter-Williams tutti in doppia cifra, prestazioni che lo hanno convinto a lasciare in panchina Rajon Rondo per l’intero secondo tempo, visto che nei suoi 10 minuti in campo aveva commesso più falli (3) che punti-rimbalzi-assist combinati (2). Quando gli è stato chiesto se ne fosse sorpreso, Rondo ha risposto che non lo era, rispondendo con calma alle domande senza esprimere frustrazione, dicendo solo che il suo “intuito” lo aveva portato a pensare che potesse succedere. Coach Hoiberg non ha voluto rivelare se Rondo partirà in quintetto nella prossima partita.

Washington Wizards-Brooklyn Nets 118-95 (Tabellino | Highlights) — Privi di Bradley Beal, gli Wizards sfruttano il miglior Trey Burke della stagione (27 punti) per vincere facilmente la terza partita consecutiva (addirittura l’ottava in casa, cosa che non succedeva da due anni), arrivando al 50% di vittorie per la prima volta in stagione. John Wall ha chiuso con l’ottava doppia-doppia (19 e 14 assist) delle ultime nove partite e Marcin Gortat ne ha aggiunti 19 con 13 rimbalzi, ma sono stati i 50 punti della panchina a decidere la sfida. Per i Brooklyn Nets si tratta della settima sconfitta nelle ultime otto, venendo raggiunti dai Sixers vincenti a Denver.

New Orleans Pelicans-New York Knicks 104-92 (Tabellino | Highlights) — Ai Pelicans non serve una prestazione straordinaria di Anthony Davis per vincere la quarta partita consecutiva, e per coach Gentry non potrebbe esserci notizia migliore. La superstar di New Orleans chiude con una doppia-doppia da 23+18, ma altri cinque compagni toccano la doppia cifra e tutti i giocatori schierati vanno a referto, segno che con il roster al completo i Pelicans hanno trovato una rotazione che funziona attorno a Davis schierato da centro. I Knicks mandano invece i soliti tre sopra quota 20 — Carmelo Anthony 26 con 13 rimbalzi, Kristaps Porzingis 21+12, Derrick Rose 20 — ma nessun altro in doppia cifra, tirando col 38% dal campo per l’undicesima sconfitta in trasferta su 16 partite disputate.

Minnesota Timberwolves-Milwaukee Bucks 116-99 (Tabellino | Highlights) — Nella sfida tra due delle squadre più giovani e intriganti della lega, i Minnesota T’Wolves fanno gara di testa dall’inizio alla fine mettendo in mostra i loro gioielli migliori. Andrew Wiggins è il miglior realizzatore di gara con 31 punti, Zach LaVine ne aggiunge 24, Karl-Anthony Towns firma la doppia doppia da 18+14 e perfino Shabazz Muhammad arriva a quota 22 in 18 minuti, con l’attacco di Minnesota che realizza sfiorando il 56% dal campo e tirando 13/25 dall’arco. Per i Bucks, privi di Matthew Dellavedova per un problema muscolare, sono i soliti Antetokounmpo e Parker a combinare per 45 punti (25+7+5 per il greco, 20+6+3 per il nativo di Chicago) con 19/28 al tiro, ma i compagni li lasciano soli con i soli Beasley e Brogdon (partito in quintetto) ad andare in doppia cifra, senza mai dare l’impressione di poterla vincere dopo aver chiuso il primo quarto sotto di 13.

Atlanta Hawks-Detroit Pistons 105-98 (Tabellino | Highlights) — L’ultima volta che le due squadre si erano incontrate all’inizio di dicembre fu un massacro (121-85) in favore dei Pistons; questa volta invece sono i 26 punti di Paul Millsap e il massimo stagionale da 22 di Kyle Korver a spingere gli Hawks alla vittoria casalinga. Per una volta gli Hawks tornano la macchina di assist & difesa delle ultime stagioni, assistendo 29 dei 39 canestri di serata e tenendo Detroit sotto il 42% dal campo e il 30% da tre, sfruttando una panchina pressoché assente (15 punti in tre tra Aron Baynes, Ish Smith e Stanley Johnson) senza mai far tornare gli avversari sotto i 5 punti di svantaggio dal secondo quarto in poi. I due motivi della sconfitta di Detroit? “Diciotto palle perse… e Kyle Korver” il commento laconico di Stan Van Gundy, alla settima partita persa nelle ultime otto.

San Antonio Spurs-Portland Trail Blazers 110-94 (Tabellino | Highlights) — Ci sono due squadre che hanno un record vincente dopo essere state sotto di 10: una sono i Golden State Warriors (5 vittorie e 4 sconfitte), la seconda sono i San Antonio Spurs, che hanno vinto addirittura 9 partite in cui erano stati in svantaggio, perdendone solo sei. Con i Blazers i ragazzi di Popovich, ancora privi di Kawhi Leonard per gastroenterite, vanno sotto anche di 13 punti nel primo tempo ma rimontano grazie ai 19 di Jonathon Simmons e i 18 a testa di Danny Green (massimo stagionale con 6/8 da tre) e Tony Parker (13-0 il record di San Antonio quando il francese tocca la doppia cifra). Nonostante i problemi, gli Spurs hanno vinto 13 delle ultime 15 di cui sette consecutive in casa, mentre i 29 punti di C.J. McCollum non evitano l’11^ sconfitta nelle ultime 13 per Portland.

Golden State Warriors-Dallas Mavericks 108-99 (Tabellino) — La prima tripla doppia con la maglia degli Warriors di Kevin Durant (19 punti, 11 rimbalzi e 10 assist) e i 29 punti di Klay Thompson (17 nel solo terzo quarto) decidono la vittoria di Golden State, che prima dell’ultimo quarto è avanti di 22 e può gestire il risultato senza nemmeno scomodare Steph Curry (14 punti) o Draymond Green (13 con 8 rimbalzi e 7 assist). Senza Andrew Bogut, l’altro ex di serata Harrison Barnes ne mette 25 e guida sei Mavs in doppia cifra, ma tirare 8/32 dall’arco è troppo poco per pensare di impensierire questi Warriors, che chiudono l’anno scolare con 72 vittorie e 12 sconfitte per suggellare il miglior biennio (144-24) nella storia della NBA, battendo quello dei Bulls ’96-’97 (136-30).

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