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05 gennaio 2017

NBA, i risultati della notte: Curry e Durant 65

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Golden State Warriors

125 punti e 31 assist di squadra per Golden State (Foto Getty)

Senza Irving e Love, Cleveland perde con Chicago nonostante i 31 di LeBron James. I due MVP di Golden State combinano per 65 punti (35 Curry, 30 KD), rendendo inutili i 35 di C.J. McCollum. Vittorie esterne di Atlanta e Miami, i Clippers rimontano Memphis

Cleveland Cavaliers-Chicago Bulls 94-106 — LeBron James scioglie le riserve sulla sua presenza in campo solo a 20 minuti dalla palla a due, ma senza Kyrie Irving (bicipite femorale) e Kevin Love (intossicazione alimentare) i Cavs non hanno abbastanza potenza di fuoco per vincere la 10^ partita consecutiva in casa. Il Re chiude comunque con 31 punti, 8 rimbalzi e 7 assist, ma i campioni in carica si devono arrendere davanti ai 14 punti nell’ultimo quarto di Jimmy Butler (di cui 10 consecutivi per chiudere a quota 20) e sopratutto all’eccellente serata al tiro di tutti i Bulls, che realizzano il massimo stagionale per triple segnate (13) interrompendo una striscia di 32 partite senza aver mai toccato la doppia cifra — nettamente la più lunga della NBA, con i secondi che si erano fermati a sei. Nelle ultime tre stagioni i Cavs non hanno mai vinto quando più di un membro dei Big Three non è sceso in campo (8 sconfitte), e con una trasferta da sei partite consecutive che si concluderà solamente a Oakland per la sfida con gli Warriors del 16 gennaio, LeBron e compagni sono attesi a uno sforzo supplementare per mantenere la testa della Eastern Conference.

Golden State Warriors-Portland Trail Blazers 125-117 — A proposito di Golden State: come facilmente pronosticabile Warriors e Blazers danno vita a una partita ad alto punteggio (in questa stagione solamente un altro primo tempo ha visto più punti del 71-69 in favore degli ospiti con cui si è andati all’intervallo), in cui a farla da padroni sono Steph Curry e C.J. McCollum, che finiscono entrambi a quota 35. Gli Warriors hanno una striscia aperta di 25 vittorie consecutive in regular season quando Curry va sopra quota 30 e si confermano tali anche grazie al trentello di Kevin Durant (9/16 dal campo e 9/9 ai liberi con +22 di plus-minus) e gli 11 assist di Draymond Green nella solita serata da 30+ assistenze di squadra. È la nona vittoria consecutiva in casa per i Dubs, che affronteranno tra le mura amiche cinque delle prossime sei partite.

Orlando Magic-Atlanta Hawks 92-111 — Continua il buon momento degli Hawks, giunti al quarto successo consecutivo e usciti vittoriosi dalla nona partita delle ultime 13. Questa volta lo fanno prendendosi la rivincita sui Magic, che il 13 dicembre scorso li avevano scherzati in casa segnando 131 punti. Questa volta si fermano a 92, provano una rimonta da -15 a fine terzo quarto fino a toccare il -4, ma venendo tenuti a bada da un parziale di 21-5 per chiudere la partita. In casa Hawks nessun giocatore va sopra i 18 punti di Dennis Schröder ma in sei toccano la doppia cifra, mentre nel quintetto di Orlando — dove è rientrato Elfrid Payton dopo 20 partite dalla panchina — solamente lui e Aaron Gordon raggiungono quota 15. 

L.A. Clippers-Memphis Grizzlies 115-106  — Questa volta non c’è tripla di Marc Gasol o assenza che tenga: i Clippers battono in casa i Grizzlies rimontando da -12 nel secondo tempo, grazie al massimo stagionale di Austin Rivers (28 punti), il contributo delle altre guardie del roster (Jamal Crawford 22, J.J. Redick 19, Raymond Felton 11) e la doppia-doppia da 18+20 di DeAndre Jordan. Ancora senza Paul e Griffin, i Clippers sono riusciti a tenere i Grizzlies a soli due canestri negli ultimi 4:19 di partita, andando sul +8 dopo un inusuale fallo di poca lucidità di Mike Conley, che a 51 secondi dalla fine ha toccato Rivers con il cronometro ormai scaduto concedendogli tre tiri dalla lunetta. Il play dei Grizzlies ha toccato il massimo stagionale con 12 assist a cui ha aggiunto 18 punti e 7 rimbalzi, ma neanche i 23 di Marc Gasol hanno evitato la quarta sconfitta nelle ultime sei.

Sacramento Kings-Miami Heat 102-107 —  Non si chiamerà Jamie Lannister, ma anche Tyler Johnson può farsi soprannominare “The King(s) Slayer”. Quando incontra i Sacramento Kings, la guardia degli Heat sfodera sempre grandi prestazioni, visto che non è mai andato sotto i 19 punti segnati e anche stanotte se ne è regalati 23, interrompendo la striscia di 6 sconfitte consecutive di squadra. Miami — che ha perso Justise Winslow per il resto della stagione, dopo l’annuncio dell’operazione alla spalla — è andata vicinissima a sprecare un vantaggio di 19 punti a fine terzo quarto, subendo un parziale di 23-2 che ha rimesso in bilico la partita. Ma un gioco da tre punti di Johnson a 27.8 secondi dalla fine ha permesso agli Heat di spezzare la parità a quota 102 e la brutta serata di DeMarcus Cousins (13 punti con 4/15 al tiro e 0/4 da tre) ha impedito ai Kings di iniziare col piede giusto un “home stand” di sette partite consecutive al Golden 1 Center.  

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