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05 gennaio 2017

NBA, la stagione di Justise Winslow è già finita

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L’ala dei Miami Heat si sottoporrà a operazione chirurgica per riparare il labbro glenoideo della spalla destra e rimarrà fuori per il resto della stagione

I Miami Heat sembrano non conoscere tregua in questa stagione. Dopo aver già dovuto fare a meno di Chris Bosh per i noti problemi di salute, la squadra di Pat Riley dovrà fare a meno anche di Justise Winslow per il resto della stagione, come annunciato da coach Erik Spoelstra prima della partita con i Sacramento Kings. Il prodotto di Duke si dovrà sottoporre infatti a un’operazione chirurgica per riparare il labbro glenoideo (l’anello fibro-cartilagineo che permette i movimenti del braccio) che si è lacerato durante la partita contro i Boston Celtics, in uno scontro di gioco con Al Horford. Inizialmente l’infortunio era stato definito come “non grave” e lo stesso Winslow non si era detto preoccupato (“Dovrebbe essere tutto a posto, vedremo”), ma una volta rientrato a Miami è diventato evidente che si trattasse di una lacerazione, e che quindi fosse necessario l’intervento chirurgico. La seconda stagione in NBA del 20enne texano purtroppo è da considerarsi conclusa.

Le parole di coach Spo — “Mi dispiace seriamente per lui perché so quanto tempo ha passato in palestra quest’estate, più di chiunque altro”, ha commentato l’allenatore degli Heat. “So quanto voglia dire per lui essere qui con la squadra e poter avere un impatto”. Winslow aveva già dovuto saltare 16 partite in questa stagione per un problema al polso sinistro e, nelle 18 partite in cui è sceso in campo, ha tenuto medie da 10.9 punti, 5.2 rimbalzi, 3.7 assist e 1.4 recuperi pur tirando solo col 35% dal campo. Decisamente una brutta notizia per gli Heat che, con l’obiettivo playoff ormai distante 7 partite e mezza, possono già iniziare a concentrarsi in vista del futuro — magari alzando il più possibile le chance di pescare la prima scelta assoluta al prossimo Draft.

Sviluppo mancato — Le 45 partite rimanenti sul calendario sarebbero state un eccellente banco di prova per Winslow, che senza l’obbligo di vincere tutte le partite avrebbe avuto tempo, spazio e responsabilità per provare a sviluppare il suo talento nelle due metà campo, diventando il “two-way player” in cui Miami vorrebbe trasformarlo per gli anni a venire. La sua presenza sul parquet è importantissima per gli Heat, che nei 625 minuti disputati con lui in campo hanno avuto un differenziale su 100 possessi pressoché pari (-0.4 di net rating, il migliore di squadra tra quelli che hanno giocato almeno 400 minuti) e che invece crolla a -4.7 quando è fuori (il peggiore di tutta Miami). L’ennesimo brutto colpo per una squadra che sta avendo tantissimi problemi di infortuni, visto che solo Hassan Whiteside (al momento fuori per un problema all’occhio), Tyler Johnson, Rodney McGruder e James Johnson hanno superato quota 30 partite disputate. 

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