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07 gennaio 2017

NBA, i risultati della notte: bene Knicks e Cavs

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Carmelo Anthony si prende la rivincita due giorni dopo la sconfitta allo scadere contro i Bucks. Cleveland ritrova i Big Three al gran completo e il successo contro Brooklyn. Serata da record per Chris Paul che guida alla vittoria i Clippers contro i Kings

New York Knicks-Milwuakee Bucks 111-116 — Solo due giorni fa, al Madison Square Garden, Giannis Antetokounmpo si era preso riflettori e gloria col canestro della vittoria alla sirena. Tutto sembrava indicare un’altra vittoria, anche facile, per i Bucks nel match di ritorno, sopra anche di 19 e a +13 all’inizio del quarto quarto. Invece l’orgoglio dei Knicks, un parziale di 12-0 nell’ultima frazione e un Carmelo Anthony in gran spolvero (26 punti e 10 assist, a uno del suo massimo in carriera, solo la sesta volta in carriera in doppia cifra), ben aiutato dai 24 del rientrante Kristaps Porzingis, hanno fatto girare la gara in favore degli ospiti, alla prima vittoria dopo una striscia di sei sconfitte. Caldissima la mano di entrambe le squadre dall’arco: 13/23 per i Knicks (con 4/5 di Anthony), 12/22 per i Bucks, che segnano le prime otto triple tentate e hanno 25 punti a testa da Jabari Parker e Antetokounmpo (entusiasmante a tratti il suo duello con Porzingis), più 19 dalla panchina di Greg Monroe, in attesa del rientrante Dellavedova. 

Brooklyn Nets-Cleveland Cavaliers 108-116 — Tornano in campo sia Kyrie Irving che Kevin Love per i Cavs, ma soprattutto all’inizio fanno fatica a ritrovare la mano: 1/8 per iniziare per il primo, 1/7 per il secondo e allora ci vogliono 10 punti negli ultimi 163 secondi del primo tempo di LeBron James (36 con 14/20 al tiro per lui, con 9 rimbalzi e 6 assist) perché gli ospiti prendano un comodo vantaggio già all’intervallo, 50-39. Nel terzo quarto si scalda prima Love con 10 dei suoi 17 finali e poi arriva anche Irving, che chiude a quota 32 punti ma con 10/26 dal campo. Brooklyn, sempre senza Lin, incassa la quinta sconfitta in fila ma vede il rookie Caris LeVert segnare il suo massimo stagionale (19) e Bojan Bogdanovic aggiungerne 23, miglior marcatore di squadra. 

Washington Wizards-Minnesota Timberwolves 112-105 — Un uomo solo contro una squadra — e vince la squadra. Dopo aver segnato solo 8 punti contro Philadelphia martedì, Andrew Wiggins ne mette 41 (di cui 15 nel terzo) con 30 tiri ma non bastano contro un quintetto degli Wizards tutto in doppia cifra, dai 15 di Markieff Morris ai 22 di Bradley Beal ma soprattutto con un Marcin Gortat perfetto dal campo (9/9 per 19 punti e 10 rimbalzi) e un John Wall al massimo stagionale per assist, 18 come i suoi punti. T’Wolves avanti 85-80 all’inizio dell’ultimo periodo, prima di concedere 32 punti ai padroni di casa, che chiudono con 112 punti a referto, portando a 3-21 il record di Minnesota quando concede 100 o più punti: “I miei 41 non valgono nulla — le amare parole di Wiggins — perché ancora una volta abbiamo perso in difesa”. Agli Wizards (21-19) anche il duello tra le due panchine meno produttive dell’intera lega.

Orlando Magic-Houston Rockets 93-100 - Vincere in back-to-back solitamente è impresa ardua, non per gli Houston Rockets però, ancora imbattuti quando nel giro di 24 ore si ritrovano due volte consecutive sul parquet. Il record dice 9-0 in quelle situazioni e l’ultima vittima sono stati gli Orlando Magic di questa notte, travolti come tutti in questa stagione da una valanga di tentativi dall’arco (49, di cui 15 a bersaglio). Il miglior realizzatore dei texani è Ryan Anderson con i suoi 19 punti, 17 dei quali arrivati in una terza frazione che ha permesso ai Rockets di mettere il naso avanti e non voltarsi più. I Magic non sono mai usciti definitivamente dal match, aggrappata ai 19 di D.J. Augustin e ai cinque giocatori mandati in doppia cifra. Tranquilla giornata in ufficio per James Harden che chiude a quota 14, con 10 assist e 7 rimbalzi: Houston vince così la settima gara consecutiva.

Boston Celtics-Philadelphia 76ers 110-106 - I Boston Celtics continuano a tirare tanto e bene da tre, aggiornando nuovamente nel giro di pochi giorni il loro record di triple mandate a bersaglio. Il sorprendente boxscore contro Philadelphia dice 19/40, sei delle quali portano la firma di Avery Bradley, il migliore con i suoi 26 punti e 9 rimbalzi. Con questi canestri i padroni di casa aggiornano il proprio ruolino di marcia a 53/103 nelle ultime tre gare, coincise con altrettanti successi. Agli ospiti non bastano i 23 punti e 8 rimbalzi di Joel Embiid e la super prestazione di T.J. McConnell da 17 assist, il massimo messo a referto da un giocatore dei Sixers negli ultimi 8 anni. Ventiquattro i punti di Isaiah Thomas, la ventesima partita oltre quota venti per il playmaker della franchigia del Massachusetts – la striscia attiva più lunga al momento in NBA.

Sacramento Kings-L.A. Clippers 98-106 - I Clippers partono male nel primo quarto, vanno sotto anche in doppia cifra e poi ritornano nel match nel secondo tempo, conquistando una vittoria decisiva per riprendere la marcia playoff. Un successo che sarebbe servito come il pane anche ai Kings, scavalcati al momento da Portland all'ottavo posto a Ovest. Ventiquattro i punti di Austin Rivers, al suo quinto ventello stagionale, già record per lui in NBA. Serata di traguardi raggiunti anche per Chris Paul che mette a referto 14 punti, distribuisce 12 assist (entrando nella Top-10 ogni epoca) e ruba 3 palloni (superando Isiah Thomas al 15° posto): soltanto lui, Jason Kidd, John Stockton e Gary Payton possono vantare in entrambe le graduatorie posizioni così alte. A Sacramento non bastano i 25, con 11 rimbalzi e 7 assist di DeMarcus Cousins.

Los Angeles Lakers-Miami Heat 127-100 - Vittoria in scioltezza per i Los Angeles Lakers, che domano senza troppa fatica i Miami Heat reduci dal successo a Sacramento. Per i padroni di casa sono sei i giocatori in doppia cifra, tra cui spiccano i 24 di Lou Williams, al 14° ventello in uscita dalla panchina (nessuno come lui in tutta l'NBA). Per gli Heat, senza Hassan Whiteside, inutili i 22 punti e 12 rimbalzi di Willie Reed, assieme ai 16 di Goran Dragic, rimasto in campo soli 22 minuti a causa dell'espulsione dopo lo scontro verbale (e non solo) con Jordan Clarkson, anche lui spedito negli spogliatoi dagli arbitri prima del tempo.

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