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16 gennaio 2017

NBA, Steph Curry: “Da qui io non me ne vado”

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Un sorridente Steph Curry arringa il suo pubblico

Vittorie e nuovo contratto in arrivo: Steph Curry non vede motivi per non sorridere (Foto Getty)

Promette fedeltà agli Warriors e per l'estate punta a un altro anello e al nuovo ricchissimo contratto (da 210 milioni di dollari). Così Steph Curry ha in mente di tornare sul trono NBA

Pensateci: nel 2015 Steph Curry era MVP e campione NBA. A maggio 2016 veniva unanimemente eletto miglior giocatore della lega per il secondo anno di fila. Poi — a partire dall’infortunio subìto contro Houston ai playoff — le cose son iniziate a cambiare. Kyrie Irving ha segnato il canestro decisivo di gara-7 tra Golden State e Cleveland. LeBron James si è aggiudicato il titolo di MVP delle finali 2016. Kevin Durant è arrivato dall’Oklahoma impossessandosi in fretta del ruolo di prima bocca da fuoco degli Warriors. Steve Kerr — nella gara di Natale contro i Cavs — lo ha perfino tenuto in panchina nell’ultimo, decisivo possesso difensivo. Un numero abbastanza elevato di indizi per chiedersi: cosa sta succedendo alla favola di Steph Curry? Di colpo i riflettori sembrano non illuminare più il n°30 di Golden State ma cercare (e trovare) nuovi protagonisti, ma fatti e parole del diretto interessato fanno capire che non è il caso di darlo per morto, anzi. Steph Curry — come dicono in America — “is here to stay”, è qui per restarci, e non ha nessuna intenzione di abdicare al suo trono.

Cambio di marcia — Le cifre ad esempio raccontano che il dicembre concluso simbolicamente con la sfida natalizia contro i Cavs, rematch delle ultime finali (15 punti con 4/11 al tiro) ha visto un Curry da solo 15.5 tiri tentati a partita per 21 punti a sera. “Non mi dispiacerebbe giocare più pick and roll e tornare ad avere maggior controllo in attacco”, le parole uscite dalla bocca del diretto interessato come desideri per il nuovo anno. Detto, fatto: nelle gare di gennaio fin qui disputate, Curry tira 21.7 volte a sera e la sua media punti è tornata a salire fino a quota 29.2. Un motivo in più per guardare con interesse alla seconda sfida stagionale contro Cleveland, la squadra indicata da tutti come una sorta di “bestia” nera della point guard degli Warriors (64 assist e 58 palle perse nelle 13 gare di finali disputate contro i Cavs negli ultimi due anni, 22.6 punti, il 40% tre e il 53.2% di percentuale effettiva al tiro nella serie per titolo 2016 contro medie stagionali di 30.1, 45.5% e 63%). Non un caso, allora, che proprio alla vigilia della seconda sfida natalizia contro LeBron e soci, Curry abbia scelto i microfoni del podcast di Tim Kawakami - il giornalista più influente della Bay Area - per lanciare il suo messaggio, e tranquillizzare i tifosi di Golden State.

 

Un futuro ricco (di soddisfazioni) — “Non vedo una singola ragione che possa portarmi via da qui”, ha dichiarato Curry ai microfoni di Kawakami. “I tifosi sono sensazionali, l’organizzazione è straordinaria e la squadra ogni anno compete per il titolo: questo per me è il posto perfetto dove stare”. Nessuna intenzione di approfittare della free agency estiva che lo attende per guardarsi attorno, nessuna gelosia, nessun problema nel vedere il suo nuovo compagno Kevin Durant guadagnare più del doppio di lui (26 milioni e mezzo di dollari contro poco più di 12), così come nel vedere altri due Warriors (Klay Thompson e Draymond Green) e ben 81 giocatori NBA precederlo nella classifica degli stipendi stagionali. “Se dovessi lamentarmi di guadagnare 44 milioni di dollari per 4 anni significherebbe aver dei problemi”, il lapidario commento di Curry. “Mio padre mi ha sempre insegnato a non fare mai i conti in tasca alle altre persone”. Conti, però, che sicuramente - e giustamente - sta facendo per quanto riguarda il suo prossimo contratto, da firmare in estate: Golden State può offirgli fino a 210 milioni di dollari per un accordo di 5 anni, mentre il resto della lega non può andare oltre i 4 per un totale di 140. Come dire: l’estate 2017 sembra essere quella della vendetta per Steph Curry, da celebrare possibilmente con un nuovo anello e un nuovo contratto. Soddisfatto e rimborsato.

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