Please select your default edition US
Set Default:
Go
Your default site has been set for 7 days
Caricamento in corso...
18 gennaio 2017

NBA, i 34 di Kawhi Leonard spengono Minnesota

print-icon

I Timberwolves segnano 71 punti nel solo primo tempo, ma la quarta partita in fila sopra 30 di Leonard spinge San Antonio alla vittoria. 31^ doppia doppia per Karl-Anthony Towns con 27 punti e 16 rimbalzi

L’attesa che circondava i Minnesota Timberwolves prima dell’inizio della stagione era eccessiva, e guardandoci indietro lo possono ammettere anche loro stessi. Ma è difficile non rimanere abbagliati dal loro talento quando producono 71 punti in un tempo sul campo dei San Antonio Spurs, unica squadra insieme a Golden State ad avere un attacco e una difesa nella top-5 della lega. Il secondo quarto da 41 punti messo assieme dai T’Wolves è non solo il loro massimo stagionale, ma anche il massimo concesso dagli Spurs a un avversario in questa stagione, incapaci di arginare l’atletismo dei giovani di coach Thibodeau che hanno tirato la bellezza di 30 tiri liberi nei primi 24 minuti, peraltro mandandone a segno 29 (Ricky Rubio perfetto con 10/10). “Hanno giocato alla grande”, ha dichiarato LaMarcus Aldridge nel post-partita. “Sono arrivati al ferro con facilità, ci hanno reso la vita difficile per diverso tempo”. Eppure, nonostante tutto, gli Spurs sono andati all’intervallo solo con 4 punti di svantaggio, prima di cambiare decisamente registro nel secondo tempo.

I dolori del secondo tempo — La storia, come spesso accade, è nota: nei secondi tempi Minnesota non è la stessa squadra che è nel primo — il differenziale su 100 possessi passa da +5.7 prima dell’intervallo al -8.6 dei secondi 24 minuti, crollando dal 6° al 28° posto — e anche contro gli Spurs sono stati tenuti a soli 43 punti nella seconda frazione, con 12 assist a fronte di 11 palle perse e soli 11 tiri liberi, crollando a seguito di un parziale di 20-2 a cavallo di terzo e ultimo quarto. Come di consueto il migliore per Minnesota è stato Karl-Anthony Towns, giunto alla 31^ doppia-doppia stagionale da 27 punti e 16 rimbalzi, e le rotazioni cortissime di coach Thibodeau (solo otto giocatori utilizzati, tra cui Kris Dunn per meno di 9 minuti) hanno mandato tutto il quintetto in doppia cifra con 21 punti e 14 assist di Rubio, 18 di Zach LaVine, 17 di Gorgui Dieng e 10 di Andrew Wiggins, a cui si sono aggiunti i 15 di Shabazz Muhammad dalla panchina.

Kawhi dominatore — Il vero protagonista della gara è stato però Kawhi Leonard, che dopo aver firmato il massimo in carriera a Città del Messico con 38 è rientrato negli Stati Uniti per metterne altri 34 con 12/17 al tiro, quarta partita consecutiva sopra quota 30 per il numero 2 degli Spurs, che ha unito la consueta dose di concretezza e aggressività su entrambi i lati del campo. Leonard è diventato il primo giocatore nero-argento a segnare 950 punti nella prima metà di stagione dal Tim Duncan del 2003, ennesima conferma di un ruolo sempre più centrale nell’attacco degli Spurs, che ha avuto anche 29 punti da LaMarcus Aldridge (12/20 al tiro) e le doppie cifre di Tony Parker (14) e Patty Mills (11). “Sono solo contento di aver vinto”, il commento come al solito dimesso di Leonard. “Cerco di approcciare ogni partita come fosse gara-7 delle Finali. Non mi interessano i numeri, voglio solo uscire dal campo con una vittoria”.

Candidato MVP — Parole ben più elogianti gliele ha riservate Tom Thibodeau, sebbene Kawhi gli abbia rovinato il 59° compleanno: “È un candidato MVP. Quando si prendono in considerazione quel tipo di grandi giocatori, bisogna guardare a cosa fanno per far vincere le loro squadre. Ci sono giocatori che possono accumulare statistiche, ma che non aiutano a vincere. Lui fa tutto quello che serve per dare una mano alla sua squadra. Si è preso 17 tiri, ha difeso alla grande, è stato altruista, ha giocato con grande durezza. È così che si vince. Quando sei dominante quanto lo è lui in difesa, per me merita anche la candidatura a difensore dell’anno. È sempre al massimo ogni anno. Ha una forza distruttiva, e il suo atteggiamento influenza quello della squadra”. Tutto quello che i suoi giovani ancora non sono, ma che spera possano diventare in un futuro non troppo lontano.

Video

Tutti i siti Sky