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19 gennaio 2017

NBA, i risultati della notte: vintage Derrick Rose

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Derrick Rose firma 30 punti, 10 rimbalzi e 5 assist nella sorprendente vittoria di New York a Boston, a cui non bastano i 39 di Isaiah Thomas. Joel Embiid trascina Philadelphia al successo su Toronto. James Harden segna 38 punti e supera i 32 di Giannis Antetokounmpo. Sospetta rottura del tendine d'Achille per Rudy Gay a Sacramento

Philadelphia 76ers-Toronto Raptors 94-89 — Se fino ad ora poteva sembrare solo uno scherzo, la settima vittoria nelle ultime nove partite indica che i Philadelphia 76ers fanno tremendamente sul serio — e con un record di 6-2 nel mese di gennaio, Philly ha fatto meglio di Cleveland, Houston, San Antonio e OKC. La vittoria di prestigio arriva ai danni dei Toronto Raptors, che non hanno risposte davanti a Joel Embiid: 26 punti (decima in fila sopra quota 20, il record di Allen Iverson da rookie è di 11), 9 rimbalzi, 2 assist, 2 stoppate (tra cui quella decisiva su Lowry) con 6/13 dal campo in meno di 27 minuti e +20 di plus-minus. E dire che prima della partita la sua presenza era in dubbio per via dell’influenza… “Se riusciamo a vincere partite del genere quando ancora non abbiamo Ben Simmons… vuol dire che siamo più vicini di quanto la gente possa credere” il suo commento dopo la partita. I 25 punti di DeMar DeRozan e i 24 del nativo di Philly Kyle Lowry non sono bastati ai Raptors — che hanno visto tornare in campo Jared Sullinger, ma hanno perso DeMarre Carroll per un brutto colpo al collo — per evitare la prima sconfitta stagionale contro una rivale dell’Atlantic Division.

Washington Wizards-Memphis Grizzlies 104-101 — Fino al 6 dicembre scorso gli Wizards avevano un record negativo in casa con 5 vittorie e 6 sconfitte. Oggi, un mese e mezzo dopo, solamente Warriors e Cavaliers hanno vinto più partite tra le mura amiche delle loro 18, grazie a una striscia di 13 successi consecutivi che non accenna a fermarsi. Era dal 1989 che la squadra di Washington non ne vinceva così tante in fila, anno in cui solamente quattro membri dell’attuale roster erano già nati. Tra questi non figura il classe 1993 Otto Porter, che lasciato libero dai Grizzlies (Tony Allen ha ammesso che non era nemmeno nello scouting report…) firma 25 punti e il massimo in carriera con 6 triple su 8 tentativi, salendo al 45% dall’arco in stagione, secondo solamente al 46% di Joe Ingles. Ad armare la sua mano il solito John Wall da 13 assist e 25 punti, rendendo inutili i 28 di Marc Gasol e i 20 di Mike Conley.

Boston Celtics-New York Knicks 106-117 — Senza Kristaps Porzingis, Joakim Noah, Lance Thomas e impegnati sul campo di una delle squadre più in forma della NBA, i New York Knicks strappano un insperato successo grazie a un Derrick Rose formato vintage. La point guard pareggia il massimo stagionale da 30 punti a cui aggiunge 10 rimbalzi e 5 assist, cifre che non accumulava dalla sua stagione d’oro, il 2010-11 in cui vinse il titolo di MVP. A dargli una mano due protagonisti inattesi come Mindaugas Kuzminskas e Willy Hernangomez, entrambi autori di 17 punti, e New York vince la terza partita nelle ultime 14 nonostante un Carmelo Anthony da soli 13 punti con 14 tiri. “È una grande vittoria per noi venire qui e mettere da parte tutto quello che sta succedendo attorno alla squadra” ha commentato ‘Melo, che nel pre-partita ha confermato di voler rimanere a New York nonostante i rapporti non idilliaci con Phil Jackson (“Non abbiamo fatto pace, la conversazione è stata breve”, le sue parole sul loro incontro). In casa Boston si registra l’ennesima grande prestazione di Isaiah Thomas (39 punti in 37 minuti), ma la difesa (33-57 nella lotta a rimbalzo) e soprattutto la panchina (battuta 27 a 55) non sono state all’altezza della piccola grande point guard.

New Orleans Pelicans-Orlando Magic 118-98 — Reduci da cinque partite in trasferta negli ultimi otto giorni e privi del miglior realizzatore Evan Fournier, c’erano davvero poche possibilità che i Magic tenessero botta sul campo dei Pelicans. E infatti così è stato, con Anthony Davis da 21 punti e 14 rimbalzi a guidare sei compagni in doppia cifra, tra cui i 18 a testa della coppia dalla panchina formata da Tyreke Evans e Langston Galloway. “Erano in una brutta situazione, mentre noi li abbiamo attaccati fin dal primo minuto, prendendoli a pugni in faccia” il commento di Jrue Holiday, protagonista con 14 punti e 5 recuperi. I Magic non sono più stati avanti nel punteggio dopo il primo quarto e sono andati sotto anche di 28 punti, mandando sei giocatori in doppia cifra ma nessuno con più dei 14 firmati da Aaron Gordon e Elfrid Payton.

Houston Rockets-Milwaukee Bucks 111-92 — Dopo la brutta sconfitta di Miami, i Rockets fanno valere la legge del back-to-back e vincono la decima partita su undici quando impegnati nella seconda partita consecutiva. A farne le spese sono i Bucks, che hanno un’altra eccellente prestazione da Giannis Antetokounmpo (32 punti, 11 rimbalzi, 6 assist, 3 stoppate con 13/20 dal campo) ma viene lasciato solo dai compagni, con i soli Jabari Parker e Michael Beasley a raggiungere la doppia cifra, pur con brutte percentuali. Decisamente troppo poco per pensare di impensierire James Harden e soci, con il Barba che ne firma 38 pur con “soli” 6 rimbalzi e 8 assist e il solito eccellente Eric Gordon dalla panchina (25 punti e 7/17 dall’arco). I Rockets sono attesi venerdì alla sfida casalinga contro i Golden State Warriors in una partita che si preannuncia incandescente.

Detroit Pistons-Atlanta Hawks 118-95 — Tutto fin troppo facile per Detroit, che ne mette 42 nel solo primo quarto per firmare il miglior primo tempo della stagione a quota 69, toccando il +30 a metà secondo quarto e gestendo una partita dominata dall’inizio alla fine. Decisamente un bel modo di festeggiare il ritorno a casa, dopo due settimane di trasferte che avevano incrinato record e spirito di squadra. Battuta d’arresto poco dolorosa per gli Hawks, che avendo vinto 9 delle precedenti 10 hanno comunque abbastanza fieno in cascina per mantenere comodamente il quarto posto a Est: “Partite come queste accadono”, il commento da veterano di Paul Millsap. Ben più soddisfatto Stan Van Gundy, che in questa stagione è stato avaro di complimenti verso i suoi giocatori: “Il primo quarto è stato il migliore di tutto l’anno, sia in attacco che in difesa”.

Sacramento Kings-Indiana Pacers 100-106 — Serata di brutte notizie per i Kings: non solo contro i Pacers arriva la terza sconfitta in fila (ottava delle ultime 10) dopo aver sprecato un vantaggio di 22 punti, ma anche la sospetta rottura del tendine d’Achille di Rudy Gay, che ha abbandonato a braccia il parquet del Golden1 Center. La quinta tripla doppia della carriera di DeMarcus Cousins (25, 12 e 10) diventa poco più di una nota per gli almanacchi, perché Sacramento ha chiuso una striscia di sette partite in casa con sei sconfitte, di fatto fallendo la miglior opportunità per giocarsi davvero un posto ai playoff. A decidere la sfida i 24 punti di Paul George, autore dei canestri decisivi nel finale, e i 22 con 11 assist e 7 rimbalzi di Jeff Teague, con i Pacers appaiati a Washington per il quinto posto nella Eastern Conference.

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