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23 gennaio 2017

NBA, risultati della notte: Bledsoe sbanca Toronto

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Eric Bledsoe, Phoenix Suns

Anche 13 assist e 6 rimbalzi nella grande serata di Eric Bledsoe (Foto Getty)

Eric Bledsoe firma il massimo in carriera da 40 punti e Phoenix infligge a Toronto la terza sconfitta in fila. I Lakers perdono di 49 punti a Dallas, peggior margine nella storia della franchigia. A Golden State basta il terzo quarto per avere ragione di Orlando, settima vittoria in fila

Toronto Raptors-Phoenix Suns 103-115 — La notizia più sorprendente della serata arriva dal Canada, dove i Suns infliggono ai Raptors la terza sconfitta consecutiva grazie alla miglior partita in carriera di Eric Bledsoe. La guardia di Phoenix ne segna 40 a cui aggiunge 13 assist e 6 rimbalzi, segnando 11 dei 22 punti dei suoi per chiudere la partita negli ultimi 7:29 di gara, in cui i Raptors hanno messo assieme solamente 8 punti. I Suns, che avevano vinto anche la sera prima a New York, hanno avuto 20 punti da Devin Booker, 16 con 9 rimbalzi da Tyson Chandler e 23 dalla coppia della panchina Brandon Knight-PJ Tucker, salendo a un sorprendente record di 11-6 contro le squadre della Eastern Conference. Ben diversa la situazione in casa Raptors, con coach Dwane Casey che ha criticato l’atteggiamento della squadra (“Quando i tiri non entrano [sotto il 40% dal campo e il 26% da tre nelle ultime tre sconfitte, ndr], bisogna essere in grado di compensare nella metà campo difensiva, e oggi non ci siamo riusciti. Abbiamo lasciato che i nostri problemi offensivi incidessero sulla difesa, senza produrre ‘stops’ nei momenti cruciali”) e Kyle Lowry, a cui sono saltati i nervi dopo una serata da 1/9 da tre conclusa da un fallo flagrant di tipo 2 su Brandon Knight, colpito con una manata alla testa a un minuto e mezzo dalla fine. “Pensavo provasse il floater, ho cercato di stopparlo ma ha fatto un altro palleggio. Non sono un giocatore sporco, gli ho già mandato un messaggio per scusarmi”, la sua giustificazione dopo la gara. A suggellare la pessima serata dei canadesi anche la storta alla caviglia di DeMar DeRozan, miglior marcatore di squadra con 22 punti a guidare un quintetto tutto in doppia cifra. Era da novembre 2015 che i Raptors non perdevano tre partite in fila, e il 17° posto nel defensive rating deve iniziare a preoccupare la franchigia del Canada.

Dallas Mavericks-Los Angeles Lakers 122-73 — Chi deve essere sicuramente preoccupato è Luke Walton, dopo che i suoi giovani Lakers hanno subito la peggior sconfitta nella storia della franchigia. “Non ci siamo presentati in campo”, il commento del figlio del grande Bill. “È imbarazzante per noi come squadra e come organizzazione. Stasera non c’è stato il minimo impegno, ed è una cosa che non capisco”. Il -49 di Dallas — che supera il -48 rimediato a Salt Lake City nello scorso marzo — è figlio soprattutto di un secondo quarto finito sul 38 a 11 per i padroni di casa, che a pochi minuti dalla fine hanno toccato anche il +53 prima di assestarsi sotto i 50 punti di vantaggio per il terzo margine di vittoria più ampio della loro storia. Dopo il +34 con cui hanno chiuso all’intervallo, i Mavs hanno avuto tutto il tempo di mandare a referto ogni giocatore in grado di scendere in campo, con i 19 in 16 minuti di Justin Anderson a guidare dalla panchina. In casa gialloviola invece per il terzo anno consecutivo il peggior plus-minus in una partita appartiene a un Laker: due anni fa fu Wesley Johnson (-41), l’anno scorso Lou Williams (-47), da ieri sera Brandon Ingram (-45). L’unica nota “positiva”? I Lakers sono stati superati in classifica sia dai Mavericks che dai Suns e sono ora ultimi nella Western Conference col terzo peggior record della NBA dietro Nets e Heat — il che vuol dire incrementare di molto la possibilità di tenere la prossima scelta al Draft, che rimarrà gialloviola solo nel caso in cui finisca nella top-3.

Orlando Magic-Golden State Warriors 98-118 — Gli Warriors si prendono un tempo di assestamento per abituarsi all’orario di inizio (le 12 di Orlando, ora della palla a due, equivalgono alle 9 del mattino sulla costa Ovest), ma come di consueto aprono in due la gara in un terzo quarto in cui prima erodono gli 11 punti di vantaggio dei Magic e poi chiudono sul 42-24, permettendosi di tenere a riposo sia Kevin Durant che Steph Curry per quasi tutto il quarto conclusivo e portando a casa la settima partita consecutiva. Gli Splash Brothers Curry e Thompson si sono spartiti equamente 14 delle 19 triple di serata, massimo in stagione eguagliato, ma per una volta i campioni della Western Conference mancano quota 30 assist fermandosi a 27 su 42 tiri mandati a segno. Per i Magic sono sei i giocatori in doppia cifra guidati dai 23 con 10 assist di Elfrid Payton, ma lo sforzo collettivo non ha impedito l’ottava sconfitta nelle ultime dieci partite.

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