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26 gennaio 2017

NBA, Golden State vince contro Charlotte 103-113

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Golden State vince 103-113 a casa degli Charlotte Hornets, allungando a 132 la striscia di gare consecutive in regular season senza subite due sconfitte una dopo l'altra

Vincere contro Golden State negli ultimi due anni e mezzo sta diventando sempre più impresa rara, ma farlo dopo che hanno subito una sconfitta è praticamente impossibile. Lo sanno bene gli Charlotte Hornets, che restano in partita fino a cinque minuti dal termine del match per poi arrendersi al parziale realizzato dai canestri di Curry, Durant, Thompson e Green. Già, partecipano tutti e quattro in una gara che li vede come “unici” giocatori in doppia cifra: 13 punti e 6 assist per Green, 19 quelli dello Splash Brother meno nobile e 28 quelli di Steph Curry, che come al solito riserva un trattamento speciale al pubblico della città dove ha trascorso l’infanzia, protagonista con sei triple e 13 punti nel solo primo quarto di gara. A scollinare oltre quota 30 ci pensa KD, che mette a referto 33 punti e 4 stoppate (non sono un caso), in una gara in cui la fluidità offensiva per Golden State non ha funzionato al meglio, chiusa con 23 assist, cifra ragguardevole per chiunque ma non per gli Warriors di questa stagione, che eguagliano così la loro seconda peggior prestazione stagionale in quanto ad assistenze.

Mai due sconfitte di fila - La squadra di Steve Kerr allunga così a 132 il record di gare di regular season senza subire due sconfitte consecutive. “È una gran cosa perché così si riduce al meno possibile l’energia negativa che una sconfitta porta in spogliatoio – commenta Steph Curry -. Ogni gara richiede il massimo dell’impegno e della motivazione, ma quelle che arrivano dopo un ko hanno un sapore particolare”. Tanti i motivi per sorridere in casa Warriors, a partire dall’aggressività di Kevin Durant: “Il fatto che lui riesca a trovare tanti punti dalla lunetta è l’ideale, andando spesso al ferro e non accontentandosi del jumper dalla media”. Dettagli, per uno che anche con i canestri da 4-5 metri ha realizzato 16 dei suoi 33 punti nel solo quarto periodo, regalando agli Warriors 39° successo stagionale.

Il massimo non basta - A Charlotte quindi diventa difficile rimproverare qualcosa nonostante la sconfitta. Gli Hornets sono stati bravi a restare in partita dopo le prime sfuriate degli ospiti, in grado poi di sfruttare al meglio la loro dote migliore: l’allungo nel terzo periodo. Dopo essere andati a riposo sul meno sei, i ragazzi di coach Clifford hanno come al solito piazzato il parziale a inizio ripresa. Una 19-4 che ha permesso ai padroni di casa di tenere il naso avanti per tutta la frazione, trascinati dai 26 punti e 8 assist di un Kemba Walker che meriterebbe sempre più la convocazione All-Star Game (stanotte verranno comunicate le riserve). Quattordici i punti di Marco Belinelli, utile in uscita dalla panchina e in grado di lucrare ben sette tiri liberi. Un passo in avanti per una squadra che punta ai playoff, basta soltanto non parlare di vittoria morale a Steve Clifford: “Io amo questa città, ma questo è un grosso limite. Non possiamo accettare la sconfitta, non siamo più gli Hornets di quattro o cinque anni fa. Amo i nostri tifosi, ma non voglio sentir parlare di ‘grande contributo nonostante la sconfitta’. Abbiamo fatto molte cose buone, ma non possiamo ritenerci soddisfatti”. Tutto chiaro?

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