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NBA, Harden nella storia: 2^ tripla doppia ai 50

NBA

Per la seconda volta James Harden realizza una tripla doppia con 50 o più punti (51, 13 rimbalzi e 13 assist): mai nessuno ci era riuscito nella stessa stagione. A Philadelphia non bastano i 32 di Joel Embiid, Houston vince 123-118

Il bello di seguire la NBA giorno dopo giorno è che non sai mai quando può spuntare una prestazione storica. Mai nessuno negli oltre 60 anni della lega era riuscito a realizzare due triple doppie ai 50 nella stessa stagione; mai nessuno prima di James Harden ieri sera: dopo aver realizzato 53 punti, 16 rimbalzi e 17 assist a Capodanno contro i New York Knicks, il Barba ne ha messi 51-13-13 sul campo di Philadelphia, fermando la lanciatissima corsa dei Sixers che avevano vinto 10 delle precedenti 13 partite. Una gara divertente davanti a un pubblico caldissimo e trasmessa in diretta nazionale, anche perché il ritorno in campo di Joel Embiid dopo due partite di assenza non ha tradito le attese. Dopo essere stato in dubbio fino a 45 minuti dalla palla a due, il centro camerunense ha iniziato la partita schiacciando in testa a Nene per dare il via a una prestazione da 32 punti (a uno dal suo massimo in carriera), 7 rimbalzi, 4 assist, 3 recuperi, 2 stoppate e 5 palle perse in 28 minuti, con 11/20 dal campo, 4/6 da tre e 6/6 ai liberi. “È un problema”, ha concesso Harden dopo la gara. “Grosso, atletico, tira da 3. Ha un grande futuro davanti a lui”.

Il dilemma del Barba — Nei 39 minuti in cui è stato in campo, però, il vero problema per i Sixers è stato proprio Harden, contro il quale Brett Brown ha deciso di non raddoppiare per evitare di lasciare spazio ai tiratori sugli scarichi. Privi del braccio armato di Eric Gordon, infatti, i compagni di Harden hanno tirato solamente 6/20 dall’arco, ma tanto il Barba in uno contro uno (16/28 dal campo, 6/11 da tre e 13/14 ai liberi, 29 punti da 23 possessi in cui non ha passato il pallone) quanto i tagli a canestro dei lunghi (21 per Nene, 17 per Clint Capela con 17/24 combinato) hanno fatto a pezzi quella che nell’ultimo mese è stata la miglior difesa della NBA (100.7 punti concessi su 100 possessi). In generale, Harden ha segnato o assistito 80 punti dei Rockets, sua seconda miglior prestazione stagionale dopo i 95 contro New York di inizio anno. “Contro di loro bisogna scegliere di che morte morire” ha dichiarato coach Brown, che nella seconda parte della scorsa stagione ha condiviso la panchina con Mike D’Antoni, il quale da parte sua ha semplicemente commentato: “Harden ha giocato come meglio non si potrebbe. Ho avuto a che fare con molti giocatori nella mia carriera, ma non ho mai visto niente di meglio”. E detto da uno che ha allenato gente come Steve Nash, Kobe Bryant e Carmelo Anthony… 

Secondo tempo da MVP — Si tratta della 14^ tripla doppia stagionale per Harden, la quinta con almeno 40 punti segnati, come solamente Oscar Robertson — un nome che è uscito più di una volta quest’anno, tra le prestazioni del Barba e quelle di Russell Westbrook — prima di lui. Harden ha fatto la maggior parte dei suoi danni nel secondo tempo, dopo che nel primo aveva chiuso con “soli” 15 punti in una partita perfettamente in bilico (61-61) all’intervallo. Poi un parziale di 12-0 nei primi 2:51 del secondo tempo e 19 punti nel solo terzo quarto hanno scavato un solco di 13 punti che Embiid non è riuscito a colmare, pur avendo iniziato l’ultimo periodo con otto punti in fila per riportare i Sixers a -4 e rimettere in partita il fantastico pubblico di Philadelphia (caricato da Allen Iverson, sceso in campo per suonare la Liberty Bell prima della gara). La stoppata finale di Nene su Embiid a 20 secondi dalla fine ha riscattato la schiacciata di inizio gara, e i Rockets hanno interrotto una mini-striscia di due sconfitte in un mese in cui hanno rallentato (9 vittorie e 6 sconfitte) rispetto allo spettacolare dicembre scorso da 15-2. Poco male, quando si può contare su uno come James Harden.