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29 gennaio 2017

NBA, i risultati della notte: 7^ in fila per Miami

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Miami non si ferma e vince anche contro i Detroit Pistons. I 38 punti di Isaiah Thomas regalano il secondo posto a Est ai Boston Celtics. Memphis batte a domicilia gli Utah Jazz, successo decisivo nella corsa ai playoff a Ovest

Miami Heat-Detroit Pistons 116-103 — La squadra più calda della NBA non gioca a Golden State, né a Cleveland, né tantomeno a San Antonio: sono i Miami Heat, giunti alla settima vittoria consecutiva, miglior striscia attiva di tutta la lega. Questa volta basta un ultimo quarto da 26-12 per avere ragione dei Detroit Pistons, tenuti al 30% al tiro dall’eccellente difesa dei padroni di casa, la seconda migliore della lega nelle ultime 7 partite dietro solo a Golden State. A guidare i ragazzi di coach Spoelstra sono ancora una volta le guardie, Goran Dragic e Dion Waiters, che combinano per 40 punti (23 il primo e 17 il secondo), anche se i due veri protagonisti escono dalla panchina. Wayne Ellington e James Johnson hanno infatti finito con 14/23 al tiro (5/7 dall’arco per il primo) e 37 punti complessivi, con un plus-minus superiore ai 25 a testimoniare il dominio della panchina di Miami su quella di Detroit. Il segnale più pericoloso per Stan Van Gundy sta nel fatto che Miami era in back-to-back mentre i suoi avevano avuto cinque giorni di pausa per preparare la gara, e ciò nonostante nel finale di gara sono stati gli Heat a prevalere. “Siamo stati terribili alla fine. Terribili. Non abbiamo fatto niente. Dobbiamo trovare cose migliori per quando si decide la gara. Non so se le difese hanno capito il nostro gioco o che cosa, ma semplicemente non stiamo facendo nulla”, il commento dell’ex coach di Miami e Orlando.

Milwaukee Bucks-Boston Celtics 108-112 OT — La terza vittoria in fila dei Celtics arriva alla fine di un’estenuante serie di quattro partite in cinque gare e di un supplementare sul campo dei Bucks, deciso da quattro tiri liberi di Jae Crowder negli ultimi 28 secondi. Boston avrebbe preferito non arrivare a giocarsela così sul filo di lana, visti i 42 punti segnati nel primo quarto (il migliore della stagione) e i 16 punti di vantaggio accumulati nel secondo tempo, prima di farsi rimontare dalla panchina dei Bucks (53-35 per le riserve dei padroni di casa guidate dal terzetto Monroe-Beasley-Brogdon). I 21 punti con 6 assist e 6 rimbalzi di Giannis Antetokounmpo e gli sforzi di Tony Snell (due triple consecutive per pareggiare nell’overtime) non sono bastati però a Milwaukee per evitare la terza sconfitta in fila (otto delle ultime nove), anche perché Isaiah Thomas ha aggiunto un’altra prestazione da 37 punti e 8 assist, pur rimanendo a secco nel finale di gara per la difesa aggressiva su di lui degli uomini di Jason Kidd. “Non possiamo dipendere così tanto da lui nei playoff”, l’ammonimento di Crowder. “Le squadre forti trovano sempre un modo diverso di segnare e di vincere anche senza la loro principale minaccia offensiva”.

Minnesota Timberwolves-Brooklyn Nets 129-109 - Non sempre toccare il fondo interrompe definitivamente la caduta. Si può sempre continuare a scavare, come stanno facendo i Brooklyn Nets, lanciati verso un ultimo posto che probabilmente farà le fortune… dei Boston Celtics, proprietari della loro prima scelta e pronti a partecipare alla lottery come maggiori indiziati a conquistare la prima scelta.  I Nets contro Minnesota hanno perso la 21^ partite delle ultime 23 giocate, uno stillicidio in cui non bastano i 25 punti e 7 rimbalzi di Brook Lopez per invertire la tendenza. I Timberwolves invece hanno riportato a galla la squadra, trovando successi, entusiasmo e una prospettiva playoff che due settimane fa sembrava essere naufragata. Towns mette a referto l’ennesima super prestazione da 37 punti, 13 rimbalzi e 4 stoppate, in un match che negli ultimi due quarti non è mai stato in discussione.

Utah Jazz-Memphis Grizzlies 95-102 – “Quando il gioco si fa duro, i duri cominciano a giocare” verrebbe da dire guardando scendere in campo gli inossidabili Memphis Grizzlies, pragmatici nel successo contro i Jazz a Salt Lake City. Gli indirizzi a cui andare a bussare sono sempre gli stessi: Zach Randolph chiude con 28 punti e 9 rimbalzi, nonostante dall’altra parte ci fosse Rudy Gobert, il miglior rim protector della lega. Poco importa, Zibo ha portato a scuola sia lui che tutta la difesa dei Jazz, incapace di trovare una soluzione nel contenere anche un Mike Conley da 23 punti e un Marc Gasol da 18 (con 4/5 dall’arco). Utah perde così la terza delle ultime quattro gare giocate, lasciando spazio alla risalita proprio dei Grizzlies. Fortuna vuole che anche i Clippers stiano faticando; quel quarto posto a Ovest non è di certo scappato via.

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