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03 febbraio 2017

NBA, i risultati della notte: Howard ex velenoso

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Al primo ritorno da avversario sul parquet di Houston, il centro di Atlanta trascina i suoi alla rimonta da -20 con 24 punti e 23 rimbalzi. Sesta in fila per gli Wizards con 33 di John Wall, Spurs facili sui Sixers nella serata in cui Popovich eguaglia Jerry Sloan per numero di vittorie su un'unica panchina 

Houston Rockets-Atlanta Hawks 108-113 — A voler ben vedere l’eroe di serata sarebbe Tim Hardaway Jr, il cui quarto quarto stellare lo vede mettere a segno 23 dei suoi 33 punti, massimo in carriera (con 12/18 totale al tiro), ma la partita appartiene di diritto a Dwight Howard, per la prima volta da avversario a Houston contro James Harden e compagni. Il n°13 dei Rockets ci ha provato in ogni modo a non concedere al suo (poco amato) ex compagno la soddisfazione di vendicarsi, ma dopo aver segnato i primi 13 punti del terzo quarto e aver contribuito all’allungo fino al +20 (97-77) dei padroni di casa, non ha potuto nulla contro la rimonta degli Hawks, che hanno vanificato la sua prestazione da 41 punti, 8 assist e 8 rimbalzi. Per Howard, autore di 24 punti con 11/13 al tiro e 23 rimbalzi, si tratta della sesta doppia doppia nelle ultime settime gare, ma la prima oltre i 20+20 da quella fatta registrare il 23 novembre contro Indiana. Negli ultimi 8’20” di partita, il parziale pro-Hawks dice 36-11, con Hardaway autore di 21 punti e i Rockets titolari di un misero 4/17 al tiro con 1/8 da tre.

Washington Wizards-Los Angeles Lakers 116-108 — Non basta il fatto che gli Wizards abbiano vinto le ultime 16 partite interne per evitare che al Verizon Center si percepisca forte il tifo di una parte del pubblico per i Lakers, una delle squadre più amate in tutta America: “Mi ha fatto diventare matto”, le parole di John Wall, che così ha pensato bene di far di tutto — 33 punti, 11 assist ma anche 3 recuperi — per assicurare ai suoi la sesta vittoria in fila. Ben 16 dei suoi 33 arrivano negli ultimi 9 minuti, proprio quando L.A. aveva riacciuffato la parità a quota 91 dopo essere stata sotto di 14 all’intervallo. Ma a funzionare per i padroni di casa non è stato solo l’All-Star ex-Kentucky: i 23 punti di Bradley Beal e le doppie doppie di Marcin Gortat (21 e 14 rimbalzi) e Markieff Morris (12+11) sono stati funzionali al successo, così come invece i Lakers — guidati dai 20 dalla panchina di Jordan Clarkson — devono recriminare le 20 palle perse (a fronte di soli 19 assist) che hanno portato a 24 punti per gli Wizards. 

San Antonio Spurs-Philadelphia 76ers 102-86 — Nella serata in cui Gregg Popovich eguaglia lo storico allenatore degli Utah Jazz Jerry Sloan per numero di vittorie ottenute con una sola squadra (1.127), i suoi Spurs fanno registrare il massimo di squadra stagionale per recuperi (15) e palle perse forzate (23), confermandosi bestia nera dei Sixers, che hanno perso le ultime 11 gare contro i texani. Per gli ospiti, all’assenza di Embiid (al riposo per un fastidio al ginocchio sinistro) si aggiungono anche quelle di Nerlens Noel e Robert Covington, ma anche San Antonio scende in campo senza i suoi lunghi titolari, LaMarcus Aldridge e Pau Gasol: trova però la seconda doppia doppia stagionale di Dewayne Dedmon (13 e 10 rimbalzi), oltre ai 19 del solito Kawhi Leonard, miglior marcatore dei suoi. La partita si decide nel secondo tempo, dominato dagli Spurs 54-33, in una vittoria frutto di una difesa asfissiante (Sixers tenuti al 34% dal campo e costretti a 23 palle perse) e del solito importante contributo della panchina, capace di produrre 45 punti e 26 rimbalzi. Non bastano a Philly i 25 punti con 10 rimbalzi e 4 recuperi di Ersan Ilyasova e i 14 con 9 rimbalzi del sempre positivo Dario Saric. 

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