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07 febbraio 2017

NBA, i risultati della notte: Heat ok, 11 in fila

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Sette triple e 33 punti di Goran Dragic trascinano gli Heat all'undicesima vittoria in fila. Cadono gli Spurs senza Leonard a Memphis e i Thunder a Indianapolis, inutile la tripla doppia di Blake Griffin a Toronto

Minnesota Timberwolves-Miami Heat 113-115 — Dopo i 30&20 di Hassan Whiteside contro Philadelphia arrivano i 33 punti con 7 triple (massimo in carriera) e 9 assist di Goran Dragic a guidare gli Heat — che avevano vinto 11 delle prime 41 gare — all’undicesimo successo in fila. Dragic è al 60% dal campo e al 75% da tre nelle ultime cinque gare, ma tutti gli Heat non hanno perdonato dall’arco (15/28, 53.6%). Bello il duello tra Whiteside (19 e 13 rimbalzi) e Karl-Anthony Towns (35 e 8, con 13/20 al tiro), ma è Andrew Wiggins a guidare con 13 dei suoi 27 la rimonta nel terzo quarto e ad avere in mano due tiri per poter vincere la partita: li sbaglia entrambi, condannando i T’Wolves alla quarta sconfitta di fila. 

Memphis Grizzlies-San Antonio Spurs 89-74 — Ecco cosa succede quando il tuo miglior giocatore non può essere della partita: senza Kawhi Leonard gli Spurs, da 27 gare sempre a quota 100 o più punti, ne mettono a tabellone solo 74, loro minimo stagionale, e lasciano via libera nel quarto quarto ai Grizzlies, autori di un break di 7-0 per il primo vantaggio in doppia cifra (83-70) mantenuto poi fino alla fine. Quinta vittoria nelle ultime sei per Memphis che ha 15 punti da Marc Gasol e Zach Randolph e 4 stoppate da Vince Carter, solo il quinto quarantenne di sempre a riuscire in tale impresa (Kareem Abdul-Jabbar, Robert Parish, Karl Malone, Dikembe Mutombo). Iniziato a Memphis il Rodeo Trip 2017 degli Spurs

Toronto Raptors-L.A. Clippers 118-109 — I canadesi ritrovano DeMar DeRozan e lui ritrova subito la via del canestro: con 31 punti del californiano (11/22 al tiro), 24 di Kyle Lowry e un Jonas Valanciunas in doppia doppia (21+12 rimbalzi), Toronto rovina la festa a Blake Griffin, autore della prima tripla doppia stagionale, sesta in carriera, a quota 26, 11 rimbalzi, 11 assist (career high eguagliato). Sotto anche di 11 in apertura (6-17) i Raptors chiudono il terzo quarto già a quota 97 punti e sopra di 15, vantaggio che aumenta fino al +20 nell’ultimo periodo. Inutili per gli ospiti i 22 con 4 triple di Austin Rivers. 

New York Knicks-Los Angeles Lakers 107-121 — I Lakers non vincevano in trasferta da 12 partite (perse 17 delle ultime 18), i Knicks ritrovavano in quintetto Derrick Rose (solo 5 punti con 2/8 al tiro): eppure la squadra di Los Angeles non ha avuto nessun problema a mandare in archivio la prima vittoria al Madison Square Garden dall’11 febbraio 2011. “Bisogna giocare con orgoglio, energia, bisogna lottare — le dure parole di coach Hornacek a fine gara — questa è New York City, le squadre vengono qui pronte a giocare”. Nonostante i 26 punti di Carmelo Anthony e i 16 a testa di Kristaps Porzingis e Brandon Jennings dalla panchina, non è successo, con i Lakers che — subiti i primi 4 punti dell’incontro — hanno siglato un parziale di 20-4 per poi portarsi anche sul 57-30 (+27) nel primo tempo. Sette giocatori in doppia cifra per gli ospiti guidati dai 22 di Lou Williams dalla panchina e dai 17 di Nick Young.

Indiana Pacers-Oklahoma City Thunder 93-90 — Settima vittoria in fila Pacers, la quarta consecutiva tenendo gli avversari sotto quota 100: questa volta arrivata in rimonta (-11 all’intervallo, poi break di 12-4 nel quarto quarto) grazie ai 21 punti di Paul George, ai 17 di Jeff Teague e ai 14 dalla panchina di Glenn Robinson III. A OKC non basta il solito Westbrook, stavolta impreciso al tiro (10/27) ma autore comunque di 27 punti, 18 rimbalzi (massimo stagionale) e 9 assist. Primo tempo da 46.7% al tiro per i Thunder contro il 30.2 di Indiana; ripresa al contrario: 46.3 per i padroni di casa, 30.4 per gli ospiti, condannati dal 4/16 con 0/6 da tre di Oladipo (3/21 dall’arco a febbraio). 

New Orleans Pelicans-Phoenix Suns 111-106 — Ci vogliono due trentellisti in attacco (Anthony Davis a quota 34, con 9 rimbalzi e 5 stoppate, Jrue Holiday a 30) e un grande sforzo difensivo (16 palle perse forzate, un totale di 22 tra stoppate e recuperi) per regalare ai Pelicans la prima vittoria dopo 4 ko in fila. Il migliore di Phoenix è T.J. Warren a quota 20, ma i Suns tirano un disastroso 5/27 dall’arco che coinvolge anche il loro backcourt titolare (1/8 Booker, 1/4 Bledsoe). Ajinca ai Sixers? 

Denver Nuggets-Dallas Mavericks 110-87 - Nonostante l’assenza di tre titolari (tra cui Danilo Gallinari, ai box causa infortunio), i Denver Nuggets vincono in casa contro i Dallas Mavericks, in quello che era a tutti gli effetti uno scontro playoff. A pesare sul match sono i 31 punti realizzati da Will Barton, uno dei quattro giocatori del roster dei padroni di casa a chiudere in doppia cifra. Ai texani, sprofondati sul -27 già a inizio terzo periodo, non bastano i 15 a testa realizzati da Seth Curry e da Yogi Ferrell, il protagonista di questi ultimi dieci giorni in casa Mavs. Dallas interrompe così la striscia di quattro vittorie consecutive (la migliore della stagione), allontanandosi così dall’ottavo posto occupato dalla squadra del Colorado, distante adesso tre partite.

Sacramento Kings-Chicago Bulls 107-112 - La stagione dei Kings è tutta racchiusa negli ultimi 30 secondi del match equilibrato, spettacolare e perso contro i Chicago Bulls orfani di Jimmy Butler, ancora alle prese con il problema al tallone. Prima DeMarcus Cousins segna il canestro del pareggio a quota 107 portando a casa anche il gioco potenziale da tre punti. Una forza della natura incontenibile, il miglior centro NBA all’ennesima prestazione da 18 punti, 14 rimbalzi e 5 assist. Il tiro libero però non entra e il possesso torna nelle mani degli ospiti (che non è che se la passino poi molto meglio), i quali si affidano a Dwyane Wade. L’ex capitano degli Heat segna così a 13 secondi dal termine il jumper in isolamento: 107-109. C’è tempo per un timeout, per disegnare uno schema e provare ad acciuffare quantomeno pareggio e overtime. La rimessa dei Kings però è facile preda dello stesso Wade che ruba il pallone e vola indisturbato in contropiede a schiacciare i punti 31 e 32 della sua partita, i quali sanciscono il terzo successo nelle ultime quattro per Chicago. A Cousins resta il tempo di tentare una tripla alla ricerca del fallo, non trovare né il bersaglio né i tiri liberi, lamentarsi con l’arbitro e beccare il 16° tecnico della sua regular season. La prossima partita quindi DMC sarà squalificato (a causa della "Sheed Rules" che fa scattare un turno di stop dopo i 16 falli tecnici), ma il solito psicodramma statene certi non mancherà.

Atlanta Hawks-Utah Jazz 95-102 – Vittoria fondamentale in chiave playoff per gli Utah Jazz che fanno gara di testa sin dalla palla a due in trasferta contro un avversario ostico come gli Atlanta Hawks. Ventuno di Schroder e cinque giocatori in doppia cifra non bastano ai padroni di casa per superare quota 100 nel punteggio e per mettere almeno una volta il naso avanti, neanche sul finire di tempo quando si erano riportati sul meno due. I cinque minuti senza punti a referto a inizio ripresa non sono di certo il miglior viatico per concludere una rimonta, e allora Gordon Hayward e compagni riprendono la corsa, conquistando così il quarto successo nelle ultime cinque giocate, decisivo nella corsa al quarto posto Ovest vista la concomitante sconfitta dei Clippers. Con questo successo infatti i Jazz staccano di due gare proprio i losangelini, appaiati al quinto posto con Memphis: la quarta forza a Ovest in questa regular season si chiama sempre più Utah Jazz.

Detroit Pistons-Philadelphia 76ers 113-96 – Far felice Stan Van Gundy non è cosa da poco, ma quando (per una volta) le cose vanno come dice lui, la soddisfazione a fine gara è evidente: “Di solito non siamo mai bravi a interpretare l’inizio del terzo quarto, invece questa sera siamo stati fantastici. Il quintetto titolare ha fatto un ottimo lavoro”. Eh già, perché i Sixers, andati a riposo sul -11, si sono ritrovati a 25 lunghezze di distanza in un amen, senza avere poi la possibilità materiale di provare a tornare in partita. Alla fine sono sette i giocatori in doppia cifra per Detroit che grazie a questo successo scavalca gli Charlotte Hornets di Marco Belinelli conquistando così l’ottavo posto a Est. Philadelphia invece, perso l'abbrivio di gennaio (e soprattutto Joel Embiid causa infortunio), non sembra in grado di poter ritornare definitivamente in carreggiata. Okafor ai Pelicans?

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