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07 febbraio 2017

NBA, Washington-Cleveland, la partita dell’anno!

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I campioni in carica interrompono la striscia di 17 vittorie consecutive in casa di Bradley Beal (41 punti) e John Wall (22+12). Kevin Love risponde alle voci di trade con 39 punti, ma sono il canestro del pareggio di LeBron James (32 con 17 assist) e la tripla di Kyrie Irving a decidere la partita al supplementare

C’era grande attesa a Washington per l’arrivo in città dei campioni in carica per un incontro che lo stesso John Wall aveva definito come “la partita di regular season più importante della mia carriera”. E la gara non ha tradito le attese, regalando grandi prestazioni, canestri memorabili e un supplementare tirato fino all’ultimo: praticamente una partita di playoff anticipata di qualche mese. Nel finale di gara succede tutto e il contrario di tutto: LeBron James — autore di 32 punti e di 17 assist, massimo in carriera — prima sbaglia un sottomano semplicissimo (con infrazione di passi non segnalata) a 4 secondi dalla fine, poi segna una tripla impossibile di tabella per pareggiare la partita a 3 decimi di secondo dalla fine, dopo aver ricevuto un passaggio a tutto campo di Kevin Love (il migliore dei suoi con 39 punti, seconda miglior prestazione stagionale, e 12 rimbalzi). Poi “King” James commette il suo sesto fallo dopo 47 secondi del supplementare, lasciando spazio a un Kyrie Irving capace di segnare 11 punti nell’overtime (il massimo in questa stagione dietro i 14 di Russell Westbrook sempre contro Washington) dopo averne messi solo 12 in tutti i regolamentari. La tripla a 35 secondi dalla fine con cui manda i Cavs sul +3, poi, è sinistramente simile a quella con cui ha deciso gara-7 delle scorse Finals: come per i famosi “tiri alla Del Piero”, ormai per questi tiri si può parlare di “canestri alla Kyrie”, un vero e proprio marchio di fabbrica per la point guard dei Cavs.

Striscia interrotta — Gli Wizards avevano una striscia aperta di sette vittorie consecutive e, soprattutto, di 17 successi consecutivi in casa, ma la tripla del pareggio di Bradley Beal a 5 secondi dalla fine del supplementare si è infranta sul primo ferro, rendendo inutili i suoi 41 punti e 8 assist. Inutile anche la doppia doppia da 22 punti e 12 assist di John Wall e i 25 di Otto Porter, a cui si sono aggiunti i 16 di Marcin Gortat (autore di una grande stoppata su James nel supplementare), i 15 di Markieff Morris e gli 11 dalla panchina di Kelly Oubre, per una grande serata offensiva da 121.1 di rating offensivo, con il 50% al tiro e il 41% da tre (tra cui 6/14 di Beal e 5/7 di Porter). Non abbastanza per vincere ma più che sufficiente per dare vita a una gara stupenda, con 16 avvicendamenti alla guida nel punteggio e 15 parità, con sequenze di canestri uno dietro l’altro tipo questo che ha portato al 110 pari a 2:40 dalla fine: jumper di Wall, tripla di James, penetrazione di Wall, tripla di James, tripla di Beal, tripla di Porter e infine un’altra tripla di James (6/8 dall’arco per lui all’interno di un 19/38 di squadra a cui ha contribuito anche il 6/10 di Love e il 4/8 di Kyle Korver).

I 41 PUNTI DI BRADLEY BEAL

Storico James — LeBron ha anche festeggiato il 13° posto nella classifica all-time degli assist (superato Lenny Wilkens) regalando ai compagni 17 passaggi vincenti, il suo massimo di sempre in regular season. I due recuperi di serata gli hanno anche permesso di arrivare al 20° posto per rubate in carriera, unico giocatore di sempre a essere nella top-20 per punti (in cui è ottavo), assist (13° come detto) e recuperi (appunto 20°, superato Magic Johnson). Ci sono altri tre avvenimenti — raccolti da ESPN Stats&Info — che hanno reso storica la serata di James: il primo è il canestro con cui ha pareggiato la partita, solo il quarto della sua carriera (su 33 tentativi) per pareggiare o vincere la partita negli ultimi cinque secondi di regolamentari o supplementare; il secondo è che si tratta solamente della quinta volta in carriera che esce per sei falli (la precedente era datata 10 gennaio 2014); il terzo è che solo altre due volte era riuscito a completare una prestazione da almeno 30 punti e 15 assist (l’ultima nel 2013). La mattina prima della gara LeBron aveva paragonato se stesso a Tom Brady per la capacità di rimanere calmo sotto pressione grazie all’esperienza: “È la miglior insegnante possibile. Ho provato tutto sulla mia pelle: ho vinto, ho perso, ma alla fine mi sono sempre messo nelle condizioni per calmare la mia mente e fare ciò che va fatto nel momento in cui ci si gioca tutto”.

Shumpert out — Una vittoria importante per i Cavs, la quinta nelle ultime sei partite dopo averne perse sei delle precedenti otto tra polemiche, voci di scambi e prestazioni difensive rivedibili. La brutta notizia arriva però dall’infortunio alla caviglia di Iman Shumpert, uscito dal campo nel terzo quarto e mai rientrato sul parquet, abbandonando il Verizon Center con stampelle e tutore al piede anche se i primi raggi x hanno dato esito negativo. Negative sono state anche le risposte di tutti i membri dei Cavs quando è stato chiesto loro delle voci riportate da Frank Isola sul fatto che LeBron James stesse spingendo la dirigenza a cedere Kevin Love per arrivare a Carmelo Anthony: “È spazzatura, così come è spazzatura quello che l’ha scritto”, lo stringato quanto deciso commento del Prescelto a riguardo dell'articolo di Frank Isola del New York Daily News. D'altronde l'aveva detto che c'era un nuovo sceriffo in città...

I 17 ASSIST DI LEBRON JAMES

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