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08 febbraio 2017

NBA, countdown allo Slam Dunk Contest (1984-86)

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VIDEO. Nel primo appuntamento per avvicinarci allo Slam Dunk Contest 2017, riviviamo le prime tre edizioni della manifestazione. Dal primo re delle schiacciate Larry Nance alla doppia vittoria targata Atlanta Hawks, Dominique Wilkins prima e Spud Webb poi 

1984, LARRY NANCE (Phoenix Suns) — La gara delle schiacciate sbarca nella NBA dopo essere stata inventata e resa popolare dalla ABA, la seconda lega professionistica americana, fondata nel 1967 e poi attiva fino al 1976. Proprio all’intervallo dell’All-Star Game ABA del 1976 giocato a Denver, ecco il primissimo Slam Dunk Contest, vinto da Julius Erving contro l’idolo di casa, David Thompson, al tempo in forza ai Nuggets (George Gervin, Artis Gilmore e Larry Kenon gli altri partecipanti). Ecco perché alla prima edizione della gara delle schiacciate versione NBA, disputasi anch’esso a Denver, “Doctor J” è chiamato in qualche modo a difendere il suo titolo, che invece dovrà cedere al termine di una bellissima finale disputata contro Larry Nance (padre dell’attuale ala dei Lakers). Il giocatore dei Suns risponde al volo di Erving staccando dalla linea del tiro libero con la double dunk: una schiacciata, due palloni. E viene incornato primo slam dunk king NBA, superando “Dr. J” ma anche altri grandi nomi (e soprannomi) come quelli di “Doctor Dunkenstein” Darrell Griffith, Clyde “The Glide” Drexler e Ralph Sampson. 

1985, DOMINIQUE WILKINS (Atlanta Hawks) — Quello tenutosi allo Hoosier Dome di Indianapolis è considerato ancora oggi uno dei concorsi più belli e spettacolari. Al primo turno i giudici danno un 50, il massimo del punteggio consentito, alla celebre Statua della Libertà (con annessa dunk con svitamento a 360°) di Terence Stansbury, magnifico atleta degli Indiana Pacers. In semifinale, invece, è il turno di Michael Jordan aggiudicarsi il massimo dei voti col famoso stacco dalla linea dei liberi, effettuando palleggiando regolarmente durante la rincorsa senza mai compiere infrazioni di passi. In finale però pure MJ — al suo anno da rookie nella lega — deve inchinarsi di fronte a “The Human Highlight Film”, Dominique Wilkins (147-136 il risultato finale per il n°21 degli Hawks) autore di due schiacciate perfette: una rovesciata a due mani dal tabellone e una windmill dunk (col movimento delle braccia a mulinello) che rimarrà a lungo il suo marchio di fabbrica. 

1986, SPUD WEBB (Atlanta Hawks) — L’appuntamento è alla Reunion Arena di Dallas, Texas, città di nascita del piccolo-grande uomo degli Atlanta Hawks, Spud Webb, alto solo 170 centimetri. Sufficienti però a fargli dominare il concorso e battere il suo compagno di squadra e detentore del titolo Dominique Wilkins “che non mi aveva mai visto schiacciare prima, neppure in allenamento”. Webb ottiene due 50 in entrambe le sue schiacciate di finale, compresa quella rovesciata a due mani eseguita raccogliendo il pallone dal rimbalzo dello stesso sul campo. Oltre a 'Nique, Webb mette fila schiacciatori di tutto rispetto come Jerome Kersey, lo stesso Stansbury e Gerald Wilkins: per dirla alla Kevin Garnett, anything is possible.  

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