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09 febbraio 2017

NBA, Miami continua a vincere: ora sono 12 in fila

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Ancora Hassan Whiteside protagonista (23 e 16 rimbalzi) per il dodicesimo successo in fila degli Heat, pur senza Dion Waiters alle prese con un guaio alla caviglia. Più preoccupante l'infortunio di Jabari Parker in casa Bucks: si teme per il suo ginocchio sinistro

Quella che nella NBA si chiama wire-to-wire win, una vittoria ottenuta restando sempre in vantaggio, dal primo secondo all’ultimo: Miami apre la partita con un parziale di 17-2, tiene i Bucks a 15 punti e al 33.3% al tiro nel primo quarto e non si volta più indietro, fino al 106-88 finale che segna la dodicesima vittoria consecutiva della squadra allenata da Erik Spoelstra. Che però è scaramantico: “Non parlo della striscia positiva — dice — ma di un gruppo capace di crearsi un’identità”. Un’identità vincente se è vero che gli Heat, giunti al dodicesimo successo in fila, non perdono dal 13 gennaio scorso — sconfitta occorsa curiosamente proprio contro Milwaukee — e lo fanno dovendo sopportare anche il peso degli infortuni, quelli di Justise Winslow, Josh Richardson, Josh McRoberts e ora anche di Dion Waiters, assente contro i Bucks per un guaio alla caviglia. 

Paura per Jabari Parker - Infortuni che però presentano il conto più salato agli ospiti, che beffardamente nella serata in cui ritrovano in campo Khris Middleton (fuori dall’inizio della stagione a causa della rottura del bicipite femorale della gamba sinistra, 5 punti in 15 minuti per lui al rientro) rischiano di perdere Jabari Parker, uscito a metà del terzo quarto dopo una pericolosa iperestensione del ginocchio sinistro, lo stesso che aveva messo prematuramente fine alla sua stagione da rookie due annate fa. Ora il giocatore — e tutti i Bucks — attendono gli esiti della risonanza magnetica nella speranza che lo stop non sia lungo. Senza uno dei due leader di squadra (uscita con 14 punti sul tabellino), è toccato a Giannis Antetokounmpo cercare di mantenere in gara i suoi ma i suoi 22 punti e 8 rimbalzi non sono serviti a una squadra che — già sotto di 11 all’intervallo — è sembrata definitivamente arrendersi al momento dell’infortunio di Parker.

La vittoria del gruppo — Il dodicesimo successo consecutivo di Miami vede ancora una volta protagonista Hassan Whiteside, autore di 23 punti con 10/12 dal campo conditi da 16 rimbalzi, ma gli Heat registrano anche l’ottimo contributo di James Johnson dalla panchina (20 con 7/12 al tiro) oltre ai 17 di Wayne Ellington con 5 triple e ai 16 — di cui 13 nel primo tempo — di Goran Dragic, che regala anche 7 assist. Una vittoria corale, come per dottrina predicata da Spoelstra, arrivata anche grazie al dominio dei tabelloni (+14, 48 rimbalzi Heat contro i soli 34 dei Bucks) e al vantaggio nei punti ottenuti sotto canestro (55-44). La striscia di vittorie eguaglia quella ottenuta a novembre dai Golden State Warriors (massimo stagionale nella NBA) e si segnala per essere la più lunga di sempre per una squadra che — nonostante i dodici successi — continua a mantenere un record perdente (23-30). La trasferta a Brooklyn che attende ora gli Heat — tutt’altro che proibitiva — potrebbe permettere alla squadra presieduta da Pat Riley di allungare la magica cavalcata: e magari sperare in un posto ai playoff, visto che l’ottavo posto di Detroit (25-28) ora non appare più così lontano.

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