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11 febbraio 2017

NBA, vendetta Warriors a Memphis, Green da record

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Dopo due ko - il peggiore dell'anno a Memphis, facendosi recuperare 24 punti alla Oracle - Golden State si vendica dei Grizzlies sconfiggendoli 122-107 nella serata storica di Draymond Green, primo giocatore di sempre capace di terminare con una tripla doppia senza segnare 10 punti 

Una notte storica per Draymond Green. L’ala di Golden State (2/6 al tiro, 4 punti) diventa il primo giocatore di sempre a far registrare una tripla doppia — la 18^ della sua carriera, gare tutte vinte dagli Warriors — con meno di 10 punti segnati: per lui, infatti, 12 rimbalzi, 10 assist e un massimo in carriera di 10 recuperi. Solo Alvin Robertson nel 1986, in una delle rarissime quadruple doppie della storia NBA, era riuscito ad andare in doppia cifra in queste tre categorie, aggiungendoci anche 20 punti. Dalla stagione 1973-74, da quando cioè la lega ha iniziata a tenere il conto di recuperi e stoppate, Green è anche il primo giocatore di sempre a chiudere una gara con 10 recuperi e 5 stoppate. Il suo impatto, però, non si esaurisce nei numeri, tutt’altro: con il loro n°23 in campo, il plus/minus Warriors è stato di +26 contro il -11 fatto registrare senza di lui e Memphis non è andata oltre il 38% al tiro sotto canestro contro Green, segnando invece 7 conclusioni su 10 in sua assenza. Di fronte a imprese del genere, passa quasi in secondo piano il risultato più importante, vale a dire la vittoria esterna della squadra allenata da Steve Kerr, che dopo aver perso entrambi gli scontri stagionali con i Grizzlies, li dominano a domicilio restando in vantaggio dal primo minuto all’ultimo, per il 122-107 finale. 

Warriors in gran spolvero — Una di quelle serate in cui Green e compagni fanno subito capire di essere inarrestabili. Klay Thompson segna i primi 11 punti dei suoi e chiude già a 14 il primo quarto, con 4/6 al tiro, segnali premonitori di una gara da 36 punti con 13/23 dal campo e 8 triple a segno. Il vantaggio degli ospiti, +7 alla fine dei primi dodici minuti, sale a +13 all’intervallo (62-49) ma è con i 12 punti di Durant nel terzo quarto (saranno 24 alla fine, ma solo con 5/14 al tiro) che la gara si spacca in due: al via dell’ultimo periodo, Golden State è già avanti di 21 punti (99-78), vantaggio che arriva a toccare anche il +26 e che stavolta — a differenza della rimonta subita dal +24 il 6 gennaio scorso — è più che sufficiente a portare a casa un’agevole vittoria.

Attacco&difesa — Funziona davvero tutto in casa Warriors, che difensivamente tengono Memphis al 39.1% al tiro, forzando la squadra di coach Fizdale (espulso per la prima volta in carriera) a commettere 19 palle perse. Il gran lavoro svolto nella metà campo dietro da Green e compagni è testimoniato anche dai 14 recuperi e dalle 13 stoppate di squadra. L’attacco — il migliore della NBA per offensive rating — non è ovviamente da meno: Golden State chiude con il 50.6% dal campo e un ottimo 45.5% da tre punti, mandando a referto per la 35^ volta in stagione (su 53 gare disputate) almeno 30 assist (31). Segno di una pallacanestro offensiva fluida e ricca di opzioni, come confermato anche dai 22 punti dalla panchina di Andre Iguodala, che sbaglia solo un tiro dei sette che si prende, e dai 18 di Steph Curry. Memphis non può nulla e ferma a tre la striscia di vittorie in fila, nonostante i 20 punti di Mike Conley e i 17 con 13 rimbalzi di Zach Randolph dalla panchina. 

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