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14 febbraio 2017

NBA, i risultati della notte: Spurs da record

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Leo

San Antonio vince contro i Pacers e archivia la 20^ stagione consecutiva con record positivo, mai nessuno c'era riuscito in NBA. I Clippers conquistano lo scontro diretto contro i Jazz e il quarto posto. Washington non arresta la sua corsa e batte anche OKC

Indiana Pacers-San Antonio Spurs 106-110 - “È stata una gara davvero molto combattuta, molto fisica e entrambe le squadre avrebbero meritato di vincere”. Queste le parole di Gregg Popovic, che ben sa che alla fine a portare a casa il successo sono sempre e solo gli Spurs, che con questa vittoria salgono a quota 42 W in stagione, acciuffando l’aritmetica certezza di chiudere in positivo la 20^ stagione consecutiva. Mai nessuno c’era riuscito, con gli Utah Jazz fermi a quota 19 tra le stagione 1985 e 2004. San Antonio quindi, anche senza l’amuleto Tim Duncan (mai una stagione perdente in tutta la carriera del numero 21), riprende la solita marcia. “Sto semplicemente provando a vincere”, è il telegrafico commento di un Kawhi Leonard da 13 canestri e 32 punti. I texani condannano così Indiana al quarto ko consecutivo, arrivato dopo un filotto di sette vittorie. Un viaggio sulle montagne russe per i Pacers, che per ora significa sesto posto e che Paul George e compagni sperano continuino a voler dire playoff anche a metà aprile.

Brooklyn Nets-Memphis Grizzlies 103-112 - I Brooklyn Nets perdono ancora, toccando forse il punto più basso di un progetto che nelle ultime stagioni è precipitato senza controllo. Dal successo casalingo contro gli Hornets datato 26 dicembre 2016, sono 15 le sconfitte consecutive collezionate in casa; record negativo di franchigia tristemente aggiornato. Tutto facile per Memphis, in una partita in cui mai è volata via nel punteggio e allo stesso tempo mai si è ritrovata realmente in pericolo, sempre a distanza di sicurezza negli ultimi tre quarti grazie ai 32 punti di Mike Conley e alla simil tripla doppia di Marc Gasol (19-9-8). I Grizzlies salgono così a mezza partita di distanza dai Jazz e a una sola dal record dei Clippers che attualmente occupano il quarto posto della Western Conference. L’obiettivo fattore campo non sembra così irraggiungibile.

Miami Heat-Orlando Magic 107-116 – Agli Heat la catena è inevitabilmente scesa. Dopo la sconfitta subita per mano di Philadelphia che ha interrotto quella che è la striscia di successi più lunga mai collezionata nella storia NBA da una squadra con record negativo, Miami perde ancora, stavolta in casa contro i Magic, concedendo il 49% dal campo e 116 punti totali a una squadra arrivati all’American Airlines Arena con in dote sei sconfitte nelle ultime sette gare. I 24 punti di Evan Fournier guidano i sei giocatori in doppia cifra degli ospiti, che allontanano così un po’ di più gli Heat dalla zona playoff. Fossero state due vittorie, i ragazzi di coach Spoelstra adesso sarebbero ottavi, ma con i se e con i ma non si fa la storia.

Washington Wizards-Oklahoma City Thunder 120-98 - “Non abbiamo giocato abbastanza duro”, commenta un amareggiato Russell Westbrook da 17 punti, 4 rimbalzi e 4 assist, col fiato corto e ben al di sotto delle medie stagionali da capogiro. La sfida personale e la partita infatti la vince John Wall, All-Star come il numero 0 dei Thunder, che chiude il match con 15 punti e 14 assist, alla guida di un quintetto tutto in doppia cifra e sempre più vincente e lanciato in questi ultimi due mesi e mezzo di regular season. Merito della difesa e anche dell’imprecisione dell’attacco di OKC: i Thunder infatti sbagliano 23 tiri consecutivi nella gara, record negativo stagionale di errori di squadra in NBA, tirando 0/13 da tre a inizio partita e chiudendo con il 35.4% dal campo. Washington invece fa otto canestri in più degli avversari tirando ben 23 volte in meno; conclusioni "conquistate" da OKC frutto della battaglia vinta 20-6 a rimbalzo d’attacco e delle 22 palle perse dai capitolini. Tutto inutile però, se alla fine non trovi il fondo della retina.

Milwaukee Bucks-Detroit Pistons 102-89 -  Giannis Antetokounmpo gioca una delle peggiori partite offensivamente della sua stagione, chiusa con soli 8 punti con 2/9 al tiro in 37 minuti di gioco, ma i Bucks riescono lo stesso a dominare per tre quarti il match contro Detroit e a regalarsi una flebile speranza di conquistare la post season. “Giannis è un All-Star, ci sta trascinando fin da inizio stagione. È naturale concedergli una partita in cui è stato meno aggressivo del solito”. Parole e musica di Greg Monroe, che ha chiuso il match con la 12^ doppia doppia della sua regular season, da 25 punti e 13 rimbalzi, con un convincente 12/15 dal campo che fa il paio con il 10/13 al tiro e i 23 punti di Michael Beasley. “Questi due ragazzi ci hanno distrutto. E il nostro attacco è stato patetico”, chiosa Stan Van Gundy a fine gara. Grazie coach per l’efficace sintesi giornalista.

Dallas Mavericks-Boston Celtics 98-111 -  Sbarazzarsi dei Dallas Mavericks in questo periodo è tutt’altro che semplice, come hanno scoperto questa notte anche i Boston Celtics, usciti vincitori dalla battaglia contro i texani con molte più difficoltà di quanto il punteggio non lasci immaginare. La tripla del meno uno realizzata da Devin Harris a nove minuti dal termine, lasciava presagire un finale in volata, ma l’incapacità di trovare il bersaglio nei quattro minuti successi da parte dei padroni di casa ha fatto poi la differenza. A mettere punti a referto invece, non ha problemi Isaiah Thomas: 29 punti e 8 assist, uno dei sei giocatori in doppia cifra in casa Celtics. Dall’altra parte 20 per Yogi Ferrell (uno che si è conquistato due anni di contratto in dieci giorni) e un ko che vuol dire tre vittorie di distanza dall’ottavo posto. Sembrano tante viste così, ma con questi Mavericks davvero mai direi mai.

Utah Jazz-L.A. Clippers 72-88 - Infortuni, sfortuna, mancanza di lucidità. Sono tanti i difetti che possono essere imputati ai Clippers non solo di questa stagione, ma degli ultimi anni, incapaci di trovare quella continuità decisiva quando a maggio si inizia a fare sul serio. Tutto vero, ma l’orgoglio non è davvero mai mancato a una squadra brava a prendersi con le unghie una vittoria pesantissima a Salt Lake City contro i Jazz, in una lotta per il quarto posto che adesso vede nuovamente avanti i losangelini. Tenere l’avversario a soli 88 punti segnati, per di più in casa propria, non può che essere sinonimo di vittoria, a meno che tu non chiuda il match con il 32% dal campo e il 17% da tre. Quello che è accaduto a Utah, il cui problema si sapeva sin da ottobre fosse l’attacco stagnante e poco spettacolare, ma resta difficile da giustificare una prestazione da 72 punti realizzati tentando 87 conclusioni dal campo e 18 liberi. Merito anche della difesa dei Clippers, come sottolinea Doc Rivers a fine gara. Merito anche del migliore in campo, un Blake Griffin da 26 punti, 10 rimbalzi, 6 assist e una partita a tutto tondo.

Phoenix Suns- New Orleans Pelicans 108-110 - I Suns ci provano una, due, tre volte nel finale, ma il batti e ribatti sotto canestro non regala l’overtime al pubblico dell’Arizona, ma soltanto la vittoria ai Pelicans, sotto anche oltre la doppia cifra nel primo tempo e bravi a risalire la china grazie ai 24 punti e 10 rimbalzi di Anthony Davis, sei dei quali arrivati nel finale combattuto di gara. Non il primo, in una serie stagionale chiusa con tre successi in favore di New Orleans e uno solo conquistato da Phoenix. Gli ospiti si rilanciano così alla ricerca di un ottavo posto a Ovest più schivato che inseguito dalle varie contendenti. A quel punto, fin quando c’è la speranza, conviene provare ad acciuffarlo.

Portland Trail Blazers-Atlanta Hawks 104-109 - A regalare il successo agli Atlanta Hawks ci pensa l’unico All-Star sul parquet (non ce ne voglia Lillard), quel Paul Millsap in grado di segnare il buzzer beater che costringe Portland all’overtime dopo essere stata a lungo in vantaggio nel match. Il 7-0 di parziale in favore dei padroni di casa sembra di nuovo decidere il match in favore dei Blazers, prima che la lenta risalita degli Hawks riporti in vantaggio la squadra della Georgia. I liberi del sorpasso portano sempre la firma del numero 4, che chiude l’incontro con 21 punti, 9 rimbalzi e 5 assist e un rivedibile 4/12 al tiro. Quello che contava però, ha trovato il fondo della retina.

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