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16 febbraio 2017

NBA, torna a vincere Miami, Whiteside batte Harden

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Sul parquet di Houston torna alla vittoria dopo due sconfitte Miami, che si impone 117-109 in una gara che ha visto la squadra guidata da Hassan Whiteside sempre avanti nel puntaggio. Non basta la 15^ tripla doppia stagionale di James Harden (38+12+12)

Hassan Whiteside riceve una telefonata mattutina da Alonzo Mourning, i saluti e i complimenti a bordocampo da Hakeem Olajuwon e — dopo una gara dominata con 23 punti, 14 rimbalzi e 5 stoppate — reclama rispetto per il ruolo dei centri nella lega (e forse quella convocazione andata invece a Carmelo Anthony per sostituire Kevin Love all’All-Star game): “I big men sono sempre stati fondamentali nella storia della NBA, mentre ora alla partita delle stelle non siamo più nemmeno rappresentati”. Il centro degli Heat deve allora accontentarsi delle parole di elogio che ha per lui coach Erik Spoelstra: “Quando gioca con questa intensità fisica, con questo focus e sforzo siamo una squadra completamente diversa”. Una capace di tornare alla vittoria dopo che la striscia da 13 successi in fila aveva lasciato il campo a due sconfitte consecutive (“ci hanno aperto gli occhi, ricordandoci che questa squadra non può pensare di vincere facilmente”) e una capace di farlo sul campo della terza forza della Western Conference, capitanata da un candidato MVP come James Harden.

Il n°13 dei Rockets ha fatto di tutto per dare ai suoi Rockets la quinta vittoria in fila ma neppure i suoi 38 punti conditi da 12 rimbalzi e 12 assist sono risultati sufficienti, visto che il resto del quintetto ha prodotto solo 41 punti in totale (Harden e Russell Westbrook hanno messo a segno 14 partite con almeno 35+10+10, un totale più alto di quanto fatto registrare nelle ultime sette stagioni NBA). Anzi, Houston contro Miami non ha mai avuto il comando della gara, evenienza mai occorsa alla squadra di Mike D’Antoni nelle altre sconfitte stagionali. Con solo 13 triple a segno su 40 tentate (contro il 13/35 degli Heat) i Rockets confermano il fondamentale ruolo giocato dal tiro da tre nelle loro vittorie: segnando dall’arco più degli avversari hanno vinto 36 delle 46 gare disputate, ne hanno perse 8 su 12 quando non ci sono riusciti. 

A decidere in favore degli ospiti il duello Harden-Whiteside (dall’inizio della scorsa stagione, nessun altro giocatore NBA ha fatto meglio delle 8 gare con almeno 20 punti, 10 rimbalzi e 5 stoppate del centro degli Heat) ci hanno pensato anche i 23 punti con 9 rimbalzi e 7 assist di Dion Waiters e i 21 di Goran Dragic, funzionali nel costruire il +13 (58-45) con cui Miami va all’intervallo lungo della gara, esteso anche a 20 punti nel terzo quarto, prima del tentativo di rimonta dei Rockets, che segnano 36 (inutili) punti nell’ultimo quarto. 

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